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Panizza: «Il mio primo bilancio di cinque mesi di Legislatura»

Il senatore del Patt ha inviato la relazione di quanto fatto finora nella sua attività parlamentare

Il senatore Franco Panizza ha inviato alle redazioni un comunicato nel quale riassume quello che ha fatto nel corso dei primi mesi di legislatura.
La pubblichiamo volentieri perché ci sembra una buona iniziativa, che suggeriamo di fare anche agli altri parlamentari.

Sostenere il Governo Letta per permettere la ripresa economica, ascoltare tutte le istanze del territorio per poter essere cinghia di trasmissione tra corpo sociale e luoghi della decisione pubblica.
È stato questo il modo con cui tutti noi del Gruppo per le Autonomie abbiamo operato in questi primi mesi della nuova legislatura.
Lo abbiamo fatto con grande impegno e passione, mossi dalla convinzione che il nostro principale obiettivo è quello innanzitutto di presidiare e valorizzare a Roma la nostra autonomia speciale.
E quindi di rappresentare le istanze e i bisogni dei territori nei quali siamo stati eletti e di portare in Parlamento le esperienze positive maturate.
 
Per questo adesso che sono passati alcuni mesi e prima della piena ripresa autunnale, è giunto per me il momento di rendere conto, pur molto succintamente, delle cose fatte e dei primi risultati raggiunti, soffermandomi qui soprattutto sulle iniziative legate alla crisi e al comparto produttivo.
In questi primi cinque mesi di legislatura ho garantito la mia costante presenza a tutte le sedute, sono intervenuto in Aula e nelle importanti Commissioni di cui faccio parte su quasi tutte le questioni che sono state discusse.
Ho presentato sette disegni di legge tra cui uno per mettere un tetto alle cosiddette pensioni d'oro.
 
Come primo firmatario ho presentato 13 interrogazioni al Governo, quasi tutte sull'economia, ricevendo attenzione e risposte che andavano nella direzione da me auspicata, ovvero quella della ripresa economica attraverso due grandi direttrici: la rimozione di quegli ostacoli, molte volte figli di una burocrazia sprovvista di buon senso, che non permettono al tessuto economico di poter operare serenamente; dall'altro la ripresa dei consumi, attraverso un alleggerimento del carico fiscale per le famiglie e le imprese.
A riguardo ho chiesto al Governo e nelle Commissioni di cui faccio parte di rivedere - ad esempio - la normativa sui documenti per il trasporto dei prodotti vitivinicoli; o di riformulare transitoriamente le norme relative allo smaltimento di alcuni prodotti,  per non mortificare quelle aziende che innovano, come nel caso di chi produce ecopannolini in Trentino. 
 
Un emendamento da me presentato nel decreto sulle emergenze ambientali è diventato legge. Riguarda la possibilità di non dover trattare alla stregua di rifiuti speciali le terre e le rocce da scavo per i cantieri inferiori ai seimila metri cubi. In questo modo si è dato significativo sostegno alle piccole imprese e a quegli artigiani, che con una normativa come quella prima in vigore erano in grande difficoltà, poiché sprovvisti di strumenti e risorse per una gestione così complessa dei terreni e delle rocce.
 
Sull'agricoltura ho chiesto al Governo un impegno forte a favore di quella di montagna e a favore dell'imprenditoria giovanile, tanto che sono stato scelto come relatore di un disegno di legge sul tema attualmente in discussione in Commissione.
 
Intanto lo scorso 6 agosto il Governo ha fatto suo un mio ordine del giorno con il quale si impegna a introdurre una semplificazione nella gestione dei depositi di carburante all'interno delle aziende agricole, cosa che renderebbe più fluida tutta l'attività lavorativa nelle stesse. Allo stesso modo sono intervenuto perché fosse eliminata la riduzione del 10% sui quantitativi di carburante agricolo agevolato.
 
Così come nelle settimane precedenti  era stato accolto un altro ordine del giorno, questa volta relativamente al ripristino dell'IVA agevolata al 4% per quelle cooperative sociali che rendono prestazioni a soggetti svantaggiati.
E poi mi sono occupato di IMU e di detrazioni sulla casa, di lavoro, di debiti della Pubblica Amministrazione.
 
Sull'IMU - prima della sua abolizione - ho sensibilizzato il Governo sulla necessità di rivederla relativamente al ripristino dell’aliquota ridotta al 4 per mille per i contratti di locazione a canone agevolato o concordato; mentre sul fronte degli sgravi fiscali ancora un mio ordine del giorno è stato accolto, questa volta sull'innalzamento delle detrazioni IRPEF per le spese di ristrutturazione edilizia e l'introduzione di detrazioni per la manutenzione ordinaria.
 
Sul tema del lavoro ho presentato un’interrogazione al Ministro della Pubblica Istruzione sulle questioni dei docenti precari e sulle politiche di indirizzo della scuola e della formazione; mi sono poi confrontato in Aula direttamente con il Presidente Letta sulla vicenda della Whirlpool di Spini di Gardolo e con il Ministro del Lavoro sulla necessità di trovare risorse per la Cassa Integrazione e quelle necessarie per affrontare con forza la disoccupazione giovanile. Ma sono intervenuto anche con il Ministro dell'Economia sui debiti della Pubblica Amministrazione, chiedendo che le aziende che vantano crediti, potessero vedere sospesi in quota parte i propri debiti rispetto all’erario fino al momento in cui la Pubblica Amministrazione non provvedesse a pagare quanto dovuto.
 
Mi sono poi interessato su molte altre questioni più specifiche tutte rivolte alla semplificazione a favore delle  aziende, come quella annosa delle società di comodo, dove ho proposto al Governo - e tornerò a farlo nelle settimane a venire - una disapplicazione generalizzata della normativa vigente per il periodo 2012-13; una riduzione dei coefficienti previsti ai fini della determinazione dei ricavi minimi; l'abrogazione definitiva della normativa nella parte di più recente introduzione relativa alle società in perdita sistematica.
 
Non sono poi mancato di intervenire su alcune grandi questioni legate al mondo della cultura che riprenderò in occasione della discussione del pacchetto di misure annunciato dal Governo; così come ho preso più volte la parola sul rapporto tra i territori e l'Unione Europea, impegnando il Governo nazionale a sostenere le ragioni della  montagna in sede comunitaria. Ho ottenuto inoltre assicurazioni dallo stesso Governo per l'approvazione dei protocolli aggiuntivi all'accordo di Madrid, necessari per completare il percorso dell'Euregio.
 
Come è naturale che sia, molte di queste proposte sono ancora in fase di discussione, di ricerca della copertura economica o sono state inglobate da misure più ampie come nel caso dell’IMU.
Ma insistere su tutte queste problematiche coi vari strumenti legislativi a disposizione, cercando un confronto continuo in Aula e  nelle Commissioni, è stato un modo per dire ogni giorno al Governo che il PATT e gli autonomisti hanno a cuore la ripresa economica e che su questi temi troveranno sempre una compagine pronta a confrontarsi e a sostenerlo lealmente.
 
Anche grazie a questo positivo rapporto instaurato con il Governo e alla credibilità che come autonomisti ci siamo conquistati, siamo riusciti all'intero del «decreto del fare», a far approvare un emendamento che salva la competenza provinciale sull'urbanistica e sulla pianificazione commerciale, di fondamentale importanza per difendere il commercio al dettaglio.
 
La stagione che sta per cominciare è di cruciale importanza.
Le previsioni di ripresa economica per i prossimi mesi, così formulate in queste settimane da quasi tutti gli esperti, sono un fatto che ci lascia ben sperare. Ma mai come ora è necessario mettere in campo politiche che sappiano agguantare i segnali di ripresa per darne respiro e forza, per fare in modo che essi siano duraturi nel tempo e portino a una nuova stagione di sviluppo per il nostro Paese.
Per questo ci impegneremo per fare in modo che oltre alla riduzione degli ostacoli, oltre all'alleggerimento dei carici fiscali, si lavori adesso in una chiave strategica, individuando e incoraggiando quegli ambiti da cui può nascere la nuova struttura portante dell'economia.
 
Per il futuro e il bene dei nostri territori e delle nostre comunità.
Sen. Franco Panizza

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