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Ruolo delle Autonomie Speciali – Se ne è parlato a Roma

Sottosegretario Bressa: «Gli aspetti finanziari delle specialità non sono un privilegio, ma un diritto costituzionalmente garantito»

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Il ruolo delle Autonomie Speciali è un tema di particolare attualità, anche in vista della prospettata riforma costituzionale.
Il Gruppo parlamentare Per le Autonomie del Senato ha organizzato questa mattina un Convegno, dal titolo «In vista della Revisione del Titolo V, parte II della Costituzione: Quale ruolo per le Autonomie Speciali» per discutere approfonditamente sul punto.
«Come gruppo parlamentare autonomo, che, sin dalla sua prima costituzione, nel 2001, si è posto come obiettivo il poter operare con maggiore incisività per la tutela e l’ampliamento del sistema delle autonomie, riteniamo sia di fondamentale importanza spiegare le ragioni ed il ruolo delle Autonomie Speciali, soprattutto in vista della riforma del Titolo V.»
 
Con queste parole il senatore sudtirolese Karl Zeller, Presidente del Gruppo Per le Autonomie, ha introdotto i lavori del convegno.
«Non si tratta solo di salvaguardare lo status quo e di far rispettare i nostri statuti speciali, a noi sta a cuore anche l'ampliamento ed il rafforzamento del sistema delle autonomie. Riteniamo sia un grave errore considerare le Autonomie Speciali come anacronistiche e superate.
«I buoni esempi di autogoverno andrebbero presi come modello per una buona amministrazione vicina alle esigenze dei cittadini.
«Sia il Governo Letta che il Governo Renzi hanno riconosciuto il valore delle Autonomie Speciali – ha sottolineato Zeller – ed hanno fino ad ora dimostrato con fatti concreti di rispettare i nostri statuti e di avere la volontà di rafforzarli.
«Per noi è di fondamentale importanza che nella nuova riforma costituzionale venga ancorata e possibilmente potenziata la nostra specialità. Ci impegneremo affinché le nostre competenze secondarie diventino competenze primarie.»
 
Dopo l'intervento di Zeller, ha preso la parola il Sottosegretario di Stato agli Affari Regionali, Gianclaudio Bressa (foto in alto), premettendo che la bozza di riforma costituzionale presentata dal governo la scorsa settimana «è solo un punto di partenza».
«Non rappresenta un testo formale. E non è stato ancora deciso se la riforma del titolo V sarà un disegno di legge del governo o un ddl di iniziativa di parlamentare.
«Ci sono tuttavia questioni – ha continuato Bressa – che è possibile definire sin da ora con chiarezza: possiamo affermare che l'articolo 116 della Costituzione (che riguarda le specialità) non verrà toccato.»
 
Riguardo al tema specifico delle specialità finanziarie, Bressa ha tenuto a chiarire che - giacché oggetto delle anche recenti polemiche politiche - «non si discute affatto di ridurre dei privilegi, erroneamente definiti tali, ma di dare attuazione ad una norma costituzionale, che tra le altre cose non può essere demandata ad una legge ordinaria».
«Gli aspetti finanziari delle specialità non sono un privilegio, bensì un diritto costituzionalmente garantito, – ha aggiunto – Le specialità devono essere parte attiva nella politica di risanamento finanziario. Ciò significa che le specialità non possono sottrarsi alla solidarietà nazionale (art. 119 Costituzione), al pari, lo Stato non può aggirare il principio negoziale (articolo 116 Cost.).
«Occorre dunque – ha concluso Bressa – rispettare il principio della leale collaborazione.»
 
Il senatore sudtirolese Francesco Palermo, che è stato parte attiva nel convegno, anche in qualità di moderatore, ha aggiunto.
«È emerso che la specialità attraversa una fase di difficoltà, per la crisi economica e per i conflitti interpretativi, sorti dopo la riforma del 2001. Tuttavia, il potenziale per lo sviluppo dell’autonomia speciale è ancora molto ampio.»
 
Sono seguite cinque relazioni da parte di qualificati studiosi ed esperti della materia in questione: il Prof. Giuseppe Franco Ferrari ha tenuto la relazione introduttiva, la Prof.ssa Elena D'Orlando ha parlato del caso della Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia, il Prof. Roberto Louvin della Regione autonoma della Valle d'Aosta ed il Prof. Paolo Carrozza del caso specifico delle Province autonome di Trento e Bolzano. La relazione conclusiva è stata tenuta dal Prof. Roberto Bin.
Presenti al convegno erano anche i Presidenti delle Province autonome di Bolzano e Trento, Arno Kompatscher e Ugo Rossi (foto in basso), il Vicepresidente del Consiglio Provinciale di Bolzano, Roberto Bizzo, il Presidente della Regione autonoma della Valle d'Aosta, Augusto Rollandin, il Presidente del Consiglio Regionale della Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia, Franco Iacop, i parlamentari sudtirolesi, trentini e valdostani nonché altri esponenti politici delle Autonomie Speciali.

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