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Panizza: «Tener conto della specificità dei territori di montagna»

Il senatore del PATT è «tollerante» sul disegno di legge Delrio sulle province, ma avverte che la fretta non sia cattiva consigliera

«Voteremo per questo provvedimento per senso di responsabilità, ma vogliamo finalmente sanare un evidente squilibrio tra quelle province che hanno ancora una guida politica e altre che da due anni hanno un Commissario perché non si è nel frattempo proceduto con nuove elezioni in attesa della riforma.
«Tuttavia, il nostro auspicio è che il Senato non sia messo più ad operare in condizioni del genere, con i minuti contati soprattutto se si tratta di provvedimenti che ridisegnano l'architettura istituzionale.»
Lo ha dichiarato il senatore trentino del PATT Franco Panizza intervenuto in Aula nella discussione generale sul DdL Delrio sulle Province.
 
Entrando nel merito del provvedimento, Panizza ha citato il caso drammatico della Provincia di Belluno («si è consumata una vera e propria prevaricazione politica e burocratica») e ha sottolineato che il DdL in esame ridisegna funzioni e competenze di un ente che, in molti casi, è apparso debole, con scarso impatto sulla vita dei cittadini.
«La trasformazione delle Province in enti di secondo livello conduce queste ultime a essere un ente con funzioni strettamente gestionali, laddove la direzione politica e amministrativa può benissimo essere data dai comuni o dalle regioni.
«Il tutto porterà ad una semplificazione ed ad una accelerazione dei processi decisionali.»
 
Anche l'individuazione e l'introduzione delle aree metropolitane come spazio unitario d'azione amministrativa, rappresentano per Panizza un passo in avanti che mette finalmente in relazione l'Italia al resto d'Europa.
Panizza ha tenuto a ricordare gli emendamenti presentati dal Gruppo Per le Autonomie «che tengono conto della specificità dei territori di montagna, i quali necessitano di una Governance particolare e dedicata».
«In attesa della riforma generale del Senato e del Titolo V – ha aggiunto il senatore, – chiediamo che per le province interamente montane venga mantenuto un ente intermedio che sia direttamente eletto dai cittadini e rappresenti la base per l'assunzione di maggiori responsabilità amministrative, regolamentari e finanziarie, in sintonia così come previsto dalla Costituzione a tutela della montagna, dalle disposizioni europee per l'arco alpino e dalla Riforma Monti del 2012 che decretava l'eccezionalità di quelle aree.»
 
«Chiediamo inoltre – prosegue Panizza, – che per le Province interamente Montane e confinanti con Paesi stranieri, si preveda uno spazio finanziario adeguato alle maggiori funzioni, completando così il riconoscimento della specificità che viene introdotto in questo provvedimento.
«Oltre a ciò richiediamo che riguardo alle Province Montane, non si parli solo si sviluppo strategico ma di sviluppo strategico, economico e sociale, per supportare l'economia locale, ad esempio con politiche attive per il lavoro, e il miglioramento delle condizioni di vita della comunità di riferimento, in particolari con interventi che mirano alla coesione sociale.»
«Lo scopo ultimo è che l'attuale provvedimento non vada a colpire negativamente i territori, che per particolarità storiche e geografiche, per la complessità gestionale che li riguarda, richiedono strumenti diversi rispetto ad altre aree.»
 
«Il principio che deve guidare il nuovo disegno istituzionale deve tenere dentro le specificità per permettere loro di esprimere al meglio le loro potenzialità. Proprio come, con questo provvedimento, si cerca di fare con le città metropolitane e come - speriamo - si vorrà fare con le zone di montagna.»
Panizza ha tenuto a precisare che nella riforma del Titolo V sarà necessario riscrivere tutto il piano delle competenze «onde evitare quei conflitti d'attribuzione e quella sovrapproduzione normativa cui abbiamo assistito negli ultimi 13 anni».
«Come autonomisti – ha concluso – ci impegneremo affinché venga inserita una clausola di salvaguardia per le autonomie speciali. Da questo punto di vista la sensibilità e la competenza del sottosegretario Bressa ci rassicurano.»

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