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Pino Morandini precisa la propria linea politica per le provinciali

Il consigliere provinciale è nettamente contro Dellai e a favore del Centro-destra e invoca un Comitato dell'UDC affinché decida da che parte stare

Pino Morandini, consigliere provinciale dell'UDC dal 1988, ha indetto una conferenza stampa per presentare i contorni della propria candidatura alle prossime elezioni provinciali.
«Ho convocato questa conferenza stampa - ha detto il consigliere agli invitati - per precisare che intendo ricandidare alle prossime elezioni provinciali per l'UDC aderendo alla formazione del Centrodestra.»
Correva voce che avrebbe ricandidato, ma non era stato comunicato niente di preciso, per cui la conferenza stampa è stata utile per fare chiarezza, e non solo sotto questo aspetto. Infatti, Morandini ha tenuto a precisare le condizioni che lo spingono a ripresentarsi e alcune scelte di campo che ha ritenuto opportuno operare.
«Devo precisare che ci sono da parte mia dei valori non negoziabili. - ha proseguito infatti. - Questi valori sono dati dalla famiglia, dalla non accettazione dell'aborto che non sia dettato da necessità mediche, dalla libertà all'educazione, dal diritto alla casa, dalla lotta contro la povertà, dalla necessità alla sicurezza personale, dalla sanità, dal rifiuto agli sprechi.»
Scendendo nei dettagli, ha ricordato come sia stata approvata da tempo una legge sulla sicurezza (alla quale il suo partito ha dato un importante impulso) che alla data di oggi non è ancora stata attuata, come gli esami di riparazione siano stati aboliti solo in Provincia autonoma di Trento, come la Sanità sia gestita male rispetto all'Alto Adige dove non ci sono praticamente più liste d'attesa, come ci siano 53 milioni di consulenze, come il Mart costi poco meno di 10 milioni all'anno, come siano stati creati ben 45 nuovi soggetti pubblici, come stia per essere costruito il Museo tridentino di Scienze naturali con una spesa di 70 milioni di euro, come ci siano spese per «consiglieri supplenti» per 5 milioni di euro all'anno in più.
«Ciò premesso - ha proseguito Pino Morandini - mi pare doveroso non appoggiare in nessuna maniera l'attuale maggioranza guidata dal governatore Dellai. Al quale, - sono sempre parole di Morandini, - interessa solo il potere.»
Tutto questo lo ha fatto decidere di candidare contro il Centrosinistra e quindi appoggiando in pieno il Centrodestra. È in quelle file che intende collocare la propria persona e il partito cui fa parte. Ovviamente si rende conto che la coalizione di Centrodestra è molto eterogenea e pertanto ha voluto precisare che la sua linea politica si ferma con la presentazione dei propri valori.
«Chiunque si senta di condividere il contenitore dei valori irrinunciabili di cui ho parlato in premessa, - ha aggiunto - è il benvenuto. I dettagli possono essere mediati dalla politica dei singoli partiti.»
Naturalmente il quadro politico in Consiglio provinciale non è affatto chiaro, per questo ha ritenuto opportuno convocare al più presto un comitato formato dai maggiorenti del partito affinché si esprimano in maniera definitiva sulla linea da adottare in funzione delle imminenti elezioni provinciali.
«È urgentissimo che nel partito venga fatta chiarezza in tal senso. - Ha precisato infatti, - È già troppo tardi. Il problema va deciso a Trento e non a Roma, ma va affrontato immediatamente.»
Questo è quanto il consigliere uscente aveva da comunicare alla stampa. Ha quindi passato la parola ai giornalisti che avessero domande da porgli.

Un collega ha chiesto al Consigliere come pensa di comportarsi nel caso in cui il Comitato Provinciale dell'UDC dovesse esprimersi in maniera difforme.
«Ci penserò quando e se dovesse verificarsi questa eventualità.»- È stata la sua risposta.
Un altro collega gli ha chiesto se fosse al corrente delle risultanze di un sondaggio che attribuisce a Dellai una maggioranza molto più solida di quanto non fosse stata rilevata all'indomani delle elezioni.
«Non credo ai sondaggi che danno buoni risultati a chi li commissiona.» Ha risposto sorridendo.
A un terzo collega che gli ha chiesto un parere sul consigliere Marcello Carli che, come si sa, ha recentemente deciso di non riconoscersi in questo Centrodestra, ha risposto «È una domanda che va posta direttamente al consigliere Carli.»

Da parte nostra gli abbiamo posto una domanda precisa.
«Consigliere Morandini, - osserviamo. - «Non è un segreto per nessuno che il Centrodestra trentino sia completamente disarticolato e ben lontano da una linea comune da portare avanti. Lo stesso partito cui appartiene non ha le idee chiare, dato che qualcuno - pur condividendo i suoi valori - la pensa in maniera diversa da lei sulle possibilità di sviluppo nel Centrodestra. Eppure, in questo scenario lei pensa davvero di poter costruire una forza di governo?»
«Confermo che il Centrodestra non sia stato e non sia tuttora una forza politica compatta. Così come ammetto che il mio partito abbia diverse ipotesi di lavoro. Però rimangono due punti fermi. Il primo è che se i partiti del Centrodestra condividono i miei valori che in questa sede ho definito irrinunciabili, allora possiamo costruire qualcosa insieme. Il secondo è che il nostro partito deve trovare una linea comune al proprio interno.»
«Lei ha parlato a nome proprio - domandiamo, - o dopo essersi consultato con i colleghi di partito e di Consiglio, con il segretario provinciale e quello nazionale dell'UDC?»
«Non ho parlato con il leader nazionale né con i colleghi. - Ha risposto. - Questa conferenza stampa l'ho voluta io proprio per far sì che venga insediato al più presto un comitato provinciale che possa fare chiarezza sulla piattaforma di base che ho presentato, prendendo decisioni immediate.»

GdM

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