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Intervista a Sergio Divina, candidato presidente della Provincia

Il suo parere su sicurezza, federalismo fiscale e moschee. Sì alla Valdastico, alla terza corsia A22, all'ospedale unico trentino, alla protonterapia e... ai campi da golf nel Trentino.

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Senatore, pensa di vincere le elezioni?
Sorride sereno nel suo ufficio in sede della Lega Nord del Trentino, vestito casual, giubbino, camicia blu della Polo. Il senatore Sergio Divina è il primo candidato alla presidenza che intervistiamo.
Nato a Trento l'8 febbraio 1955, residente a Tenna, di professione dirigente nella Pubblica Amministrazione, avvocato, è senatore della Repubblica e candidato alla presidenza della Provincia autonoma di Trento per la coalizione del Centrodestra. Uscito vincitore alla grande dalle elezioni politiche dello scorso aprile, i sondaggi non lo danno poi così lontano dal presidente uscente Lorenzo Dellai.

Come si è trovato a decidere di candidarsi alla Presidenza?
«Non è che uno decide queste cose… A un tratto mi sono trovato in mezzo ad uno tsunami e io ero in cima alla grande ondata. Così, eccomi qua.»

La prima domanda è questa. Perché ha fatto una Lista Divina?
«Perché anche in altre realtà locali, dove ha vinto il mio partito come a Verona, ha premiato molto l'aver dato spazio a persone per così dire trasversali, nel senso che si candidano senza schierarsi necessariamente da una parte precisa o semplicemente non essere collocati in un partito piuttosto che in un altro. Mentre io voglio gente valida, so-stenitori che stiano dalla mia senza per questo dovergli chiedere anche un atto di fede politica.»


Che cosa differenzia la Lega dal Patt?
«Diciamo che la base di partenza è molto simile, ma la Lega ha una visione dinamica e moderna sul funzionamento della Pubblica Amministrazione, completamente innovativa e funzionale al crescere delle singole realtà locali. Non c'è più solo il Trentino in Italia e, mentre il principio della Lega è valido ovunque, il Patt è fortemente ancorato al suo territorio.»

Cosa manca alla gente trentina in tema di sicurezza?
«Non è che manchi qualcosa in particolare, anzi direi che proprio la struttura orografica del Trentino tiene di per sé lontana la grande criminalità. Ma quello che Dellai non ha fatto è stata la risposta alla gente che ha la brutta sensazione di impotenza di fronte alla microcriminalità e alla nuova criminalità. La vecchia pensionata che ritira la pensione alla posta ritiene di avere mille possibilità di perderla lungo la strada, a casa o per raggiro. Il problema quindi non è di fondo, ma rappresenta comunque un disagio sociale al quale si deve dare una risposta.»

Parliamo di federalismo fiscale rapportato alla nostra Autonomia. Se tutte le regioni avessero la nostra stessa peculiarità, lei ritiene che lo Stato potrebbe vivere con il solo 10% delle imposte che raccoglie?
«Certo! A parte il forte indebitamento del Paese che pesa sopra tutto e tutti, alla fin dei conti lo Stato dovrebbe occuparsi solo degli Interni, degli Esteri, della Difesa, della Magistratura e, in parte, dell'Economia. Il resto dovrebbe essere demandato alle singole regioni. Ormai è finito lo stato accentratore che vuole fare tutto. Lo fa male, come abbiamo visto, e la prova è proprio la Provincia autonoma di Trento: dapprincipio sembrava che il Trentino non potesse vivere senza aiuti dallo stato, ma poi, gestendoci da soli, siamo riusciti a farlo meglio e a costi decisamente inferiori. Se questo lo facessero tutte le regioni italiane, i risparmi sarebbero enormi e il funzionamento della Pubblica Amministrazione ottimale.»
E le regioni che hanno un PIL troppo basso e insufficiente?
«Naturalmente ci vorrebbe una camera di compensazione. La solidarietà è un dovere, prima che un diritto.»

Perché non volete che vengano costruite moschee?
«Non è proprio così. La libertà di culto resta uno dei valori garantiti dalla nostra costituzione, però non si può prescindere da alcune considerazioni. La prima è che la religione islamica è di per sé intollerante e invadente, fortemente aggregante e culturalmente intransigente. Inserita in un contesto dove religione e cultura solo più tolleranti, come da noi e nel mondo Occidentale in genere, chi ci rimette è la religione cristiana perché appunto lascia spazio all'altra. Gli islamici non vogliono crocefissi e altri segno del culto cristiano? Bene, togliamoli dalle pareti. A Natale i presepi turbano la sensibilità dei bambini islamici? Allora non facciamo più il presepio, niente più recite natalizie, niente più alberi di natale. Se va avanti così, prima o poi gli islamici non tollereranno più il fatto che siamo cristiani. Quindi vediamo di prevenire il pericolo di perdere la nostra cultura. Teniamoli a bada, facciamo in modo che non ci sia una moschea vicino a una chiesa, controlliamo che gli imam non invochino la guerra santa… Ma si ricorda l'aberrante sentenza della Forleo? Erano stati trovati documenti che dimostravano che in alcuni centri islamici venivano addestrati terroristi che prima o poi sarebbero andati a combattere contro i nostri ragazzi militari. Eppure ha considerato legittima la loro attività nel nome dei valori della… resistenza. Gli islamici vanno tenuti sotto controllo.

Mi dica che cosa farebbe di diverso da Dellai.
Autostrada Valdastico?
«Certamente la vogliamo e siamo già in fortissimo ritardo.»
Terza corsia dell'Autobrennero?
«Assolutamente sì. Abbiamo fatto una terza corsia dinamica che costa poco meno della terza corsia stabile e che andrà solo a complicare la vita del gestore. Capisco che da Bolzano in su ci sarebbero problemi, ma oggettivamente, a parte il casello di Vipiteno, l'intasamento è in territorio trentino.»
La metropolitana in galleria?
«Metroland? È un programma faraonico, ciclopico e va verificata la fattibilità. È bello sognare, ma è bello anche svegliarsi e fare quello che si può fare.»
L'Ospedale Unico Trentino?
«Sì, ci vuole una struttura unica, assegnando ai vari ospedali decentrati compiti di pronto soccorso, nascite, lungo degenze. Ma non sono s'accordo sul farlo a Trento. Secondo me andrebbe fatto a metà strada fra Trento e Rovereto. Allora sarebbe funzionale e al punto giusto.»
La proton-terapia?
«Beh, il Trentino ha una certa tradizione di ricerca medica avanzata, come per esempio la bomba al cobalto di Borgo, quindi sono d'accordo. Però un'iniziativa così importante dovrà essere estesa anche ben oltre i nostri confini.»

Chiederemo a tutti i candidati un parere sui campi da golf in Trentino. Lei sarà favorevole o contrario?
«I campi da golf vanno fatti secondo parametri di economicità e funzionalità che adesso non conosco perché non gioco a golf e sinceramente no ho approfondito il problema. Ma sicuramente sono contrario al NO detto a priori e per motivi ambientalistici. Bisognerà prendere carta e penna e valutarne uno per uno un funzione alla popolazione residente e quella turistica. Come il golf ci sono altri sport ai quali i nostri amministratori non hanno guardato con sufficiente attenzione.»

Mi dica il suo parere sul sondaggio che avete fatto sulle elezioni.
«Abbiamo commesso l'errore di far sapere a Dellai qual era il suo punto debole, il fatto che la gente non associa il suo nome al suo partito, l'UDC. Ma a quanto pare non vi ha ancora posto rimedio, perché ha depositato il simbolo senza il proprio nome, mentre avrebbe potuto fare come me, la lista Dellai per l'UDC.

Senatore, pensa di vincere le elezioni?
«Beh, non siamo poi così distanti io e Dellai, cosa che solo qualche mese fa poteva sembrare impossibile.»

G. de Mozzi

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