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Insediato il Consiglio Provinciale. Kessler è il nuovo Presidente

Claudio Eccher vicepresidente. Questori Renzo Anderle e Alessandro Savoi. Benaugurante omaggio di Divina a Dellai sull'operato contro la crisi

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È iniziata questa mattina poco dopo le 10.00, nell'emiciclo del Palazzo della Regione, la quattordicesima legislatura della Provincia autonoma di Trento. I 35 consiglieri provinciali eletti il 9 novembre scorso hanno preso posto in aula, mentre gli scranni della giunta sono stati occupati dal presidente Dellai e dagli otto assessori da lui prescelti. La seduta ha preso il via con la costituzione della presidenza provvisoria dell'assemblea legislativa, affidata al consigliere anziano Claudio Eccher, affiancato dai due più giovani, Mauro Ottobre e Luca Zeni, che ha provveduto all'appello accertando la presenza di tutti gli eletti.

Nel dichiarare ufficialmente aperta la quattordicesima legislatura provinciale, con una breve riflessione Claudio Eccher ha augurato a tutti buon lavoro invitando a lasciarsi alle spalle gli strascichi della campagna elettorale, per «lavorare sodo in quello che si preannuncia un quinquennio impegnativo, a causa della crisi economica globale».
«Un quinquennio da affrontare insieme e nel reciproco rispetto, perché - ha concluso il presidente provvisorio dell'aula citando Dellai - una buona maggioranza può contribuire a una buona opposizione considerando quest'ultima non nemica ma complementare.»
Si è quindi passati al giuramento individuale di fedeltà alla Costituzione.

Il primo consigliere a chiedere poi la parola è stato Bruno Dorigatti (Pd), che ha proposto all'assemblea di osservare un minuto di silenzio in memoria degli operai deceduti un anno fa nel rogo alla Thyssen Krupp di Torino.
«Noi politici - ha osservato Dorigatti - abbiano il dovere di impegnarci per debellare la triste piaga delle morti sul lavoro.»
Dopo il momento di silenzio accordato da Eccher, è intervenuto Walter Viola (Pdl) con la richiesta, anche questa accolta, di sospendere la seduta in modo da permettere alle forze politiche di cercare un accordo sulle nomine nell'ufficio di presidenza del Consiglio.

Alla ripresa dei lavori Enzo Erminio Boso (Lega Nord Trentino) ha criticato la preannunciata elezione di Giovanni Kessler a presidente del Consiglio provinciale perché, «dopo aver distrutto con Boato la Regione sarebbe stato più giusto che assumesse la guida di quell'ente.»
Ha preso la parola anche Mario Casna (Lega Nord Trentino) per ricordare che la dignità dell'uomo non passa solo dall'impegno a favore della sicurezza sui luoghi di lavoro ma anche dal «non lasciare i lavoratori senza adeguati ammortizzatori sociali».

E' stata poi Margherita Cogo (Pd) a proporre la candidatura alla carica di presidente del Consiglio provinciale del collega Giovanni Kessler, di cui ha letto il curriculum. Nel voto a scrutinio segreto Kessler ha ottenuto 23 voti. Nove schede bianche e tre nulle.
Nell'assumere la presidenza, Kessler ha ringraziato i consiglieri della fiducia a lui accordata confessando anche la propria emozione per l'onore associato a questo ruolo. Ha poi rivolto un saluto e un ringraziamento al suo predecessore Dario Pallaoro, «che ha diretto l'assemblea con equilibrio e saggezza».
«Il primo dovere del presidente - ha proseguito Kessler - è quello di garantire e tutelare con imparzialità i diritti di tutti i consiglieri. A questo compito intendo attenermi con rigore. Fuori da quest'aula il presidente ha le sue opinioni politiche, ma in Consiglio sarà presidente di tutti e garante di tutti.
Il 9 novembre i cittadini del Trentino hanno scelto i loro rappresentanti all'interno dell'assemblea legislativa e il presidente della Provincia eletto ha immediatamente iniziato ad esercitare il suo ruolo e i suoi poteri. Un potere esecutivo forte e concentrato come quello che abbiamo in provincia di Trento, non diminuisce il ruolo del Consiglio, come è stato a volte erroneamente percepito dall'opinione pubblica. Anzi lo esalta. Se la Giunta è il luogo del governo, il Consiglio è il luogo dell'ascolto e del confronto fra i rappresentanti delle diverse posizioni politiche. Se la Giunta è il luogo dell'amministrazione, il Consiglio è il luogo della mediazione e della sintesi tra i diversi interessi. È al Consiglio infatti che spetta il ruolo di stimolo e di controllo sugli atti di governo. È il Consiglio che deve accompagnare e seguire le decisioni dell'esecutivo. In questo senso è essenziale la partecipazione di tutti i consiglieri e i gruppi consiliari, a prescindere dalla loro appartenenza alla maggioranza o all'opposizione. Kessler ha concluso annunciando la propria volontà di puntare "sulla collaborazione indispensabile di ciascuno consigliere.»

Ha preso quindi la parola Bruno Firmani (Italia dei Valori), che ha lamentato la mancanza di un vero voto segreto nell'elezione del presidente. A suo avviso per garantire la riservatezza occorrerebbe una cabina di voto. Il presidente Kessler ha detto che del problema si farà carico l'ufficio di presidenza.
Sono poi intervenuti per la Lega Nord Alessandro Savoi e Sergio Divina. Il primo ha chiesto una breve sospensione della seduta per cercare un accordo sulla vicepresidenza e le altre nomine consiliari.
Il secondo ha ricordato che per dare una garanzia a tutti nella conduzione dei lavori dell'aula, negli ultimi anni la vice presidenza del Consiglio è sempre stata lasciata alle minoranze.
«L'orientamento pare andare anche questa volta in tal senso» - ha notato Divina, che ha comunque chiesto alla maggioranza di ufficializzare la scelta. La conferma gli è stata data subito da Margherita Cogo (Pd), che ha però ricordato l'anomalia, per la coalizione uscita vincitrice dalle elezioni, della rinuncia al controllo dell'ufficio di presidenza, adottata solo per favorire rapporti costruttivi con l'opposizione.

Dopo una breve interruzione dei lavori, Sergio Divina ha proposto quale candidato alla vicepresidenza del Consiglio provinciale Claudio Eccher (Lista Divina) di cui ha ricordato brevemente il curriculum.
È poi intervenuto Viola (Pdl) per proporre alla stessa carica il collega Pino Morandini.
A questo punto ha preso la parola Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino) che preannunciando il proprio voto di astensione stigmatizzando la «contrattazione» alla quale aveva appena assistito nel centrodestra per la spartizione di posti da assegnare.
Rodolfo Borga (PDL) ha precisato che avrebbe votato per assegnare la vicepresidenza a Pino Morandini per motivi politici, ferma restando la sua stima personale nei confronti di Claudio Eccher. «Quanto alla contrattazione dei ruoli - ha osservato - è normale che avvenga come è sempre successo e la cosa non mi scandalizza».
Pino Morandini (Pdl) si è detto sconcertato per le dichiarazioni di Nerio Giovanazzi, «che ha dipinto come un mercato l'elezione delle cariche istituzionali, quando la sua nomina a vicepresidente del Consiglio provinciale nella scorsa legislatura era stata contrattata in modo da assicurargli un convinto e largo sostegno e sempre con un profondo rispetto per le istituzioni».
Morandini ha poi sottolineato il peso delle preferenze da lui ricevute, con cui l'elettorato gli ha affidato una responsabilità «che - ha detto - sento fortemente. La Lega - ha concluso - con il candidato presidente ha già avuto molto e ora non può quindi volere tutto». Ha perciò invitato il Carroccio a concordare la decisione.

È seguita la votazione, ancora a scrutinio segreto, che ha dato questo responso: 20 voti a Claudio Eccher, eletto quindi vicepresidente del Consiglio provinciale, sei a Morandini, otto schede bianche e una nulla.
Le nomine si sono concluse con l'elezione dei 3 segretari questori destinati ad affiancare Kessler ed Eccher nell'ufficio di presidenza del Consiglio.
Maurizio Fugatti (Lega Nord) ha proposto Alessandro Savoi, mentre Viola (Pdl) ha indicato il nome di Morandini e Giorgio Lunelli (Upd) quello di Renzo Anderle. Questa volta la procedura non richiedeva la presenza della maggioranza qualificata in aula e Anderle è stato eletto con 17 voti, seguito da Savoi con nove e Morandini con cinque.

Una volta insediato l'ufficio di presidenza è intervenuto Sergio Divina (Lega Nord) annunciando la decisione sua e dei colleghi Fugatti e Boso di rinunciare all'indennità di consiglieri provinciali. Ha poi riconosciuto al presidente Dellai, al quale ha augurato buon lavoro, «una partenza che ha dimostrato ragionevolezza. In particolare - ha aggiunto rivolto al capo dell'esecutivo - sul fronte dell'economia oggi dobbiamo saper reagire alla crisi e lei è chiamato a decidere in fretta, un po' come il comandante del Titanic dopo l'urto, per evitare il naufragio. Noi siamo ottimisti - ha concluso Divina - e confidiamo nelle qualità del Trentino garantendo, come opposizione, l'appoggio ad un'autonomia utilizzata a servizio di tutti così come una forte resistenza contro un'autonomia posta a servizio di pochi.»
Un intervento che chiude il duro periodo della campagna elettorale e che rende onore al Trentino prima ancora che alla Lega e allo stesso Divina che l'ha pronunciato.

Il successivo punto all'ordine del giorno prevedeva la relazione, letta dal presidente della Provincia Lorenzo Dellai, sullo svolgimento delle operazioni elettorali del 9 novembre e sui risultati della consultazione anche ai fini degli adempimenti spettanti alla giunta delle elezioni. Lo stesso Dellai ha dato quindi comunicazione all'aula dei nominativi degli assessori presenti accanto a lui nei banchi del governo provinciale (Alberto Pacher, Marta Dalmaso, Tiziano Mellarini, Lia Giovanazzi Beltrami, Ugo Rossi, Alessandro Olivi, Mauro Gilmozzi e Franco Panizza) riassumendo, infine, il suo programma di legislatura.

Dopo aver dedicato un ricordo al Roveretano Giancarlo Tomazzoni, uomo di scuola, di cultura e consigliere provinciale nella settima, ottava e nona legislatura, recentemente scomparso e in onore del quale l'aula ha osservato qualche istante di raccoglimento, il presidente del Consiglio provinciale Kessler ha rinviato ad altra data la trattazione degli ultimi due punti all'ordine del giorno, vale a dire la nomina della Giunta delle elezioni e delle commissioni permanenti.

Nelle foto, dall'alto: Claudio Eccher, Giovanni Kessler, Renzo Anderle, Nerio Giovanazzi, Sergio Divina.

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