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«Autonomia Dinamica» candida presidente Carlo Daldoss

Non accetta di legarsi ai partiti nazionali, ma neanche a Futura (che candida Ghezzi)

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Nasce il polo civico territoriale per il Trentino. L’ex assessore provinciale all’Urbanistica, Carlo Daldoss, ha rotto gli indugi e si candida alla presidenza della Provincia autonoma di Trento con un programma che è stato illustrato oggi e che sarà presentato nei diversi ambiti nelle prossime settimane.
Carlo Daldoss ha retto per quasi cinque anni l’assessorato che tiene i contatti con gli Enti locali nella Giunta di Ugo Rossi.
Come diceva Bruno Kessler, «due cose dobbiamo sempre gestire noi direttamente: la programmazione economica e gli Enti locali». Questo perché consente all’Esecutivo di tenere i rapporti con i comuni e di interagire con le problematiche del territorio. Un rapporto che – se corretto – viene restituito il giorno delle elezioni.
La programmazione è propria del Presidente, mentre è già dai tempi di Dellai che l’assessorato agli Enti locali viene delegato ad altre persone.
Fatto sta che questo rapporto privilegiato ha spinto l’assessore Carlo Daldoss a dimettersi dalla Giunta Rossi a tre mesi dalle elezioni, costituire un nuovo partito e puntare alla presidenza della Provincia.
 
In realtà, però le cose non sono andate proprio come voleva lui, dato che non ha raccolto molte adesioni da parte di altre formazioni politiche.
Nel corso della conferenza stampa di presentazione, infatti, Daldoss si è lamentato (senza far nomi) di Paolo Ghezzi che, anziché appoggiarlo, ha pensato a sua volta di puntare alla presidenza.
Nel corso della conferenza, peraltro, sono emerse altre cose in contrasto con l’intero progetto. Un candidato di Autonomia Dinamica, infatti, ha criticato fortemente la giunta di Ugo Rossi. E poiché in quella giunta c’era anche Carlo Daldoss, ci è sembrato un autogol.
Un altro candidato si è lamentato dell’alto numero di aziende che in Trentino hanno chiuso i battenti. Eppure, la Provincia autonoma di Trento è un’isola felice rispetto al resto del Paese proprio perché la Giunta ha lavorato bene.

Nel programma illustrato in conferenza stampa è stato lanciato un messaggio per il rilancio del ruolo della Regione autonoma del Trentino Alto Adige, mentre si è sentito qualche lamento nei confronti dell’Euregio, «per il quale non si è fatto praticamente niente».
È stato pronunciato un monito contro la Lega, in quanto per definizione è contraria all’Autonomia. Lo dimostra la posizione del Ministro dell’Interno di fronte ad alcune istanze non accolte della Provincia di Bolzano. E in effetti Salvini ha certamente dimostrato di essere un accentratore quasi assoluto…
Autonomia Dinamica si è peraltro dichiarata contraria a qualsiasi rapporto di collaborazione con tutti i partiti nazionali. Il messaggio è per il PD.
Ma è da scartare anche un qualsiasi legame con il PATT.
 
E qui va aggiunto che il candidato presidente si è lamentato che qualcuno lo ha definito «traditore» proprio nei confronti del PATT.
«Rossi mi aveva chiamato per gestire l’assessorato all’Urbanistica e agli Enti Locali, – ha detto. – Io ho svolto il mio lavoro in assoluta fedeltà e buona fede.
«Poi – ha proseguito Daldoss – verso la fine della legislatura mi sono accorto che le cose non potevano andare avanti così e mi sono dimesso in tutta onestà.»
Per dirla in altre parole, Daldoss – chiamato da Ugo Rossi pur senza essere stato eletto consigliere provinciale – è rimasto in giunta quasi per l’intera legislatura, per poi dimettersi alla fine e candidare contro lo stesso presidente che lo aveva favorito.

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