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Bruno Dorigatti consegna targa ad Alberto Rella

La motivazione del riconoscimento risiede nel riconoscimento della sua onestà intellettuale: «presenza concreta, discreta, intelligente e preziosa»

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Il Presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti ha consegnato a Palazzo Trentini una targa ad Alberto Rella, già sindaco di Folgaria e consigliere regionale dall’83 al 93 nelle file del PC-PDS.
La motivazione della consegna del riconoscimento, ha chiarito Dorigatti, non risiede esclusivamente nel legame d’amicizia con Rella e nel riconoscimento della sua onestà intellettuale, «presenza concreta, discreta, intelligente e preziosa».
Si tratta di una scelta squisitamente politica, ha detto, con l’obiettivo di rafforzare e sostenere con sempre maggior convinzione, quel progetto di Euroregione tirolese di cui Rella fu uno dei principali motori.
Durante la breve cerimonia, svoltasi nella sala Aurora di Palazzo Trentini, Dorigatti ha ripercorso il curriculum del politico trentino, mettendo in evidenza in particolare i diversi passaggi che hanno scandito la realizzazione di quello che ha chiamato «un avveniristico progetto, uno dei più virtuosi esempi di collaborazione transfrontaliera, preso tuttora a modello di cooperazione tra regioni di confine da tutta Europa».
 
Rella, assieme all’amico Romano Viola, fu infatti uno dei promotori dell’Euroregione, fin dalla prima sperimentale seduta congiunta delle assemblee legislative di Trentino, Alto Adige, Tirolo (e Voralberg come osservatore), che avvenne a Merano nel lontano 1991.
Lo stesso Rella, visibilmente commosso, ha ricordato le tappe del progetto, a partire dall’iniziale diffidenza degli altoatesini, superata con l’aiuto di Durnwalder ed altri esponenti della SVP ed ha richiamato il valore e le potenzialità dell’azione unitaria dei tre Laender in Europa, ribadendo l’importanza di un progetto che sarebbe oggi cruciale rafforzare, anche a fronte dei sempre più frequenti attacchi che arrivano all’autonomia trentina da Milano, Venezia e Roma.
Il Presidente Dorigatti ha concluso esprimendo l’auspicio che i futuri governatori del Trentino sappiano fare tesoro di questa esperienza, facendo attenzione a non indebolire il quadro regionale in cui è strategicamente collocata l’autonomia trentina.

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