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Walter Kaswalder eletto presidente del Consiglio

Alle 12.51 Kaswader di oggiè stato eletto Presidente del Consiglio con 22 voti favorevoli, 11 bianche una nulla su 34 votanti

Appena preso posto sullo scranno più alto dell’emiciclo dopo la sua elezione, il nuovo presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, ha ringraziato tutti.
«È per me una grande emozione presiedere l’aula del Consiglio provinciale», – ha esordito.
Kaswalder ha aggiunto di essere consapevole del significato che il ruolo di presidente del Consiglio riveste.
«Sono stato sindaco e consigliere di minoranza e di maggioranza – ha proseguito – e quindi assicuro che sarà un presidente di garanzia per tutti.»
Vista l’ora – pochi minuti prima delle 13.00, quand’era prevista la sospensione dei lavori – il presidente ha preferito rinviare le sue dichiarazioni al pomeriggio alle 15.00, non appena riprenderanno i lavori in aula.
Dopo il suo intervento il Consiglio proseguirà con i successivi punti all’ordine del giorno, che prevedono l’elezione del vicepresidente dell’assemblea legislativa e dei tre segretari questori che completeranno l’ufficio di presidenza.
 
 Il dibattito 
Alla ripresa dopo l’interruzione chiesta dallo stesso Kaswalder per sboccare la situazione, Ugo Rossi (Patt) ha detto, a seguito dell’incontro con Fugatti e degli altri rappresentanti dei gruppi e Kaswalder, di voler partecipare alla votazione annunciando scheda bianca.
Questo perché, ha detto, la presidenza è della maggioranza e noi siano dell’opposizione.
Rossi ha auspicato il rispetto dei diritti delle minoranze e il funzionamento corretto dell’Aula. Infine, il consigliere Patt ha apprezzato la volontà di Kaswalder di andare nel solco di chi lo ha preceduto in aula.
«La Presidenza del Consiglio – ha aggiunto Rossi – è un ruolo di grande importanza. In passato alcuni, anche per espressione di Kaswalder, questo ruolo, come quello della presidenza Pat, sono stati spesso definiti non come ruoli, ma come poltrone o con termini come carege e cadrege
«Sono convinto – ha continuato – che l’importanza di questo ruolo consentirà a Kaswader di comprendere che il suo è un ruolo importantissimo, di alta rilevanza istituzionale e non di una carega.
«Questo vale che si sia in maggioranza o in minoranza. È utile ricordare a tutti, ha concluso, che le parole che usiamo qui discreditano, che si sia in maggioranza o minoranza, le istituzioni.»
 
Giorgio Tonini /(Pd) ha detto di aver apprezzato il gesto di Kaswalder e Fugatti di un confronto con minoranze. Gesto che ha assecondato il dialogo tra minoranza e maggioranza sulle istituzioni a partire dalla più alta, il Consiglio.
«L’ambizione – ha ricordato – era quella di convergere su un nome della minoranza gradito alla maggioranza o viceversa.
«Quindi, il Pd pur non votando Kaswalder ma scheda bianca, ha apprezzato le garanzie di terzietà della Presidenza.
«Il Presidente – ha detto ancora l’esponente Pd – deve garantire la funzionalità dell’aula per permettere alla maggioranza di realizzare il programma e, dall’altra, garantire il ruolo delle minoranze.
«La differenza tra una democrazia e una non democrazia – ha sottolineato – è la garanzia delle minoranze.
«Su questo – ha concluso – abbiamo apprezzato le parole dette nell’incontro da Kaswalder, sperando che sia lo stile per i prossimi cinque anni. Il segnale richiesto è venuto, anche dal Presidente della Giunta, cioè la costituzione di una commissione speciale per i danni dal maltempo.
«La disponibilità di Fugatti – ha detto ancora Tonini – è quello che ci permette di dire che il clima è positivo.»
 
Paolo Ghezzi (Futura 2018) ha detto che il suo gruppo ha accettato l’approccio di Kaswalder di venire a offrire il suo ruolo con una garanzia.
«Ci saremmo aspettati dal Presidente della Pat – ha aggiunto – qualche parola in più. Il presidente si è comportato, una volta di più, da proconsole di Salvini in Trentino, e non da presidente di tutti i trentini. Un atteggiamento che a noi non piace.
«La nostra – ha affermato – non è una posizione pregiudiziale, lo dimostra il fatto che abbiamo valutato positivamente la decisione di Fugatti di mantenere come direttore generale Nicoletti. Una scelta di buon senso e di continuità.
«Non vogliano fare i campioni dell’opposizione che vogliano fare in modo intransigente ma anche intelligente.
«Bene comunque l’istituzione di una commissione sui danni del maltempo, che in realtà è una tragedia. E chi c’era al funerale della mamma di Dimaro lo ha potuto constatare drammaticamente.»
Ghezzi ha asuspsicato uno stile diverso da parte del Presidente della Pat.
A Kaswakder (Ghezzi ha annunciato scheda bianca) l’esponente di Futura ha ricordato che 73 trentini su 100 non hanno vitato Lega.
Ed ha concluso auspicando che Kaswalder, che è uomo del popolo e ha fatto il sindaco, sappia essere un garante di tutti.
 
Filippo Degasperi (5 Stelle), annunciando voto positivo, s’è detto soddisfatto che questa vicenda sia rientrata nell’alveo della normalità, più in virtù della minoranza che della maggioranza che non ha mai fatto partire il dialogo.
«Il metodo – ha aggiunto – è stato sbagliato così come lo è stato in Consiglio regionale e su questo va fatto, da parte della maggioranza, una riflessione.»
L’esponente di 5 Stelle ha chiesto a Kaswalder di rispettare tutti i consiglieri, non solo quelli di minoranza, e ha auspicato una maggiore attenzione alla “macchina”del Consiglio.
«Kaswalder è una persona franca e che fa capire cos’ha in testa», – ha concluso.
Inoltre, ha chiesto al neo Presidente di rispettare il Tricolore, contrariamente a quanto succede in Consiglio regionale.
 
Mara Dalzocchio (Lega) ha ricordato che i trentini hanno bisogno di risposte immediate soprattutto dopo il maltempo. Ma ha voluto fare un appunto alla minoranza ricordando che il presidente della Giunta piace a chi l’ha votato e non solo a Salvini.
 
Alessandro Savoi (Lega) ha ricordato, rivolgendosi a Ghezzi, che un trentino su due ha votato Fugatti e che la maggioranza è stata raggiunta con un sistema elettorale votato dal centro sinistra.
E anche la presidenza del Consiglio è stata indicata seguendo una prassi consolidata.
 
Alex Marini (5 Stelle) ha detto di voler dare fiducia a Kaswalder, ma l’impasse ha mostrato un vulnus democratico che si è evidenziato con l’astensionismo.
«Servono riforme – ha detto ancora – che si basino sulla trasparenza e la partecipazione per perseguire gli obiettivi di migliorare i rapporti del Consiglio con la popolazione. A partire dalla legge elettorale, i referendum e la separazione netta tra Giunta e Consiglio.»
Marini, ribadendo il sì a Kaswalder, ha detto di aver depositato un ddl sul referendum che la scorsa legislatura venne firmato anche da Kaswalder,
Claudio Cia (Agire) ha detto che con l’elezione è terminato il ruolo di «piano B» che non c’è mai stato perché la maggioranza ha sempre puntato su Kaswalder.
Cia ha auspicato che Kaswalder prenda esempio da Bruno Dorigatti e dall’ex presidente del Consiglio comunale di Trento, Renato Pegoretti.

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