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Crisi Governo, Maurizio Fugatti: «Un naturale epilogo»

Primi commenti di Stefano Bonaccini, Nicola Zingaretti, Attilio Fontana e Enrico Rossi

«La nota ufficiale, diffusa da ultimo dal Ministro Salvini, invoca un ritorno alle urne per restituire al più presto la parola agli elettori.
«Ho già chiarito nel corso dei colloqui al Ministro Salvini – ha detto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso di una conferenza stampa tenuta in tarda serata l'8 agosto – che farò in modo che questa crisi, da lui innescata, sia la crisi più trasparente della storia della vita repubblicana.
«Per questo mi riservo di contattare i Presidenti del Senato e della Camera affinché adottino le iniziative di propria competenza per permettere alle Camere stesse di tornare a riunirsi.
«Questo passaggio istituzionale – ha proseguito – dovrà svolgersi davanti ai parlamentari, come ho subito sempre chiesto.
«I parlamentari sono i rappresentanti della Nazione e quindi di tutti i cittadini. Avevo promesso che la trasparenza e il cambiamento sarebbero state le cifre caratteristiche, i tratti distintivi di questo Governo e vigilerò affinché questi valori siano rispettati fino all'ultimo giorno.»
 
«Una crisi di governo implica sempre esiti incerti, ma a un certo punto diventa inevitabile tornare alle urne per riavere una maggioranza in grado di presentare programmi chiari.»
Lo afferma in un'intervista al Corriere della Sera il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.
«Non so e non posso dire cosa succederà, ma è evidente che se l'esecutivo non è più in grado di operare come ha fatto fino a qualche mese fa diventa difficile andare avanti, – prosegue. – L'alleanza M5S-Lega di fatto ha funzionato, sono state fatte riforme importanti. Ne cito due, una per parte: quella della sicurezza e il reddito di cittadinanza, che io non condivido ma che per i Cinque stelle aveva alto valore simbolico.
«Soltanto che poi ci si è arenati su fisco, giustizia, autonomia e grandi infrastrutture, – Note dolenti invece sull'autonomia. – È una riforma importante, che serve al Paese e non a una parte, e invece non si è vista la volontà di affrontarla davvero.
«Finché si trattava di discutere i grandi principi astratti c'era una certa convergenza, quando è arrivato il momento di entrare nel merito specifico sono iniziate le schermaglie basate su slogan: Nord contro Sud, ricchi contro poveri.»
E alla domanda se ci sia ancora margine per salvare l'alleanza, Fontana risponde così:
«Noi leghisti siamo innanzitutto concreti: non c'è tempo per teatrini e giochini, ci sono problemi da risolvere.»
 
Per il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti «Salvini ha fallito e messo l'Italia in ginocchio. Ora scappano per paura della manovra finanziaria perché non sanno cosa fare. Scuola, investimenti, sanità per creare lavoro. Prepariamoci con un programma per l'Italia.»
Un breve post su facebook da parte del Presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.
«Irresponsabili. Non ci sono altre parole. Pensano solo al loro interesse e non a quello del Paese.»
 
Per il presidente della Toscana, Enrico Rossi, «Il populismo al Governo ha fallito. Si torna al voto, dopo 14 mesi.
«Gonfio di consenso e, forse, consapevole di non poter mantenere nella legge di bilancio le promesse fatte agli italiani, dopo qualche indecisione, ieri sera, un Salvini ingrugnato ha deciso di staccare la spina, nonostante i cinque stelle avessero già piegato la testa al rimpasto.
«Ma la crisi, come è giusto, si rappresenterà in modo trasparente in Parlamento. La Lega dovrà assumersi le sue responsabilità e non potrà decidere da sola i tempi del voto. Ciò che rende Salvini malmostoso.
«Anche il voto, dopo la più breve legislatura repubblicana – prosegue, – è meglio piuttosto che questo clima malato e opaco, di degrado della politica, di conflitto continuo interno alla maggioranza di governo che altera la dialettica democratica e il funzionamento delle istituzioni.
«Il voto, però, non dovrà essere pagato dagli italiani con l'aumento degli interessi sul debito, con l'esercizio provvisorio di bilancio o con l'automatico aumento dell'Iva.
«Chi ha fatto il danno dovrà togliere le castagne dal fuoco. Anche per evitare che ci sia un'altra campagna elettorale fatta di illusioni e false promesse.»
 
«Non siamo contenti ma ritengo che purtroppo sia stato il naturale epilogo dopo mesi di incomprensioni nati nella fase pre-elettorale delle elezioni europee quando il Movimento 5 stelle ha iniziato ad insultare la Lega e a mettere in difficoltà anche i rapporti personali.»
Ha detto il Presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, interpellato dall'Agi.
«Il no alla Tav è stato l'argomento dirompente, – ha aggiunto Fugatti. – Nell'ultimo periodo, M5s vistosi in difficoltà sui sondaggi, attaccando la Lega pensava di recuperare.
«Ripeto, il naturale epilogo. Tante cose importanti sono state fatte ma causa il comportamento dei 5 Stelle siamo arrivati a questa situazione.»

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