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«Rovereto, scelta edilizia infausta a Lizzanella»

Undici cittadini firmano un duro «cahier de doléance» rivolto al Consiglio Comunale

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Noi sotto firmatari Daniela Crescini, Giampiero Dapor, Mirco Farinati, Paolo Farinati, Simone Farinati, Gabriele Galli, Elisa Gennaro, Elisabetta Spagnolli, Cristiano Vecli, Claudia Vicentini, Roberta Volani, proprietari di immobili a Lizzanella, nell’area tra via Trieste, via Filatoi, corso Verona e via Jacopino da Lizzana, siamo a manifestare il nostro più profondo disappunto, se non la nostra rabbia, per l’infausta concessione a edificare deliberata dalla Commissione edilizia e dal Consiglio comunale di Rovereto in merito al costruendo condominio chiamato Residenza Jacopino.
 
Comprendiamo, seppur fino ad un certo punto, la libera volontà della proprietà di massimizzare il proprio profitto economico, ma su quella superficie riteniamo mal ci stanno ben 21 appartamenti e quattro piani di altezza.
Le nostre abitazioni, costruite e ristrutturate negli ultimi 25 anni, non superano i due piani di altezza e mai ci è stato concesso alcun innalzamento.
In più hanno tutte un regolare tetto a falde, come giustamente prevede un vero paesaggio trentino.
 
La Residenza Jacopino è già ora un enorme parallelepipedo con un orrendo e incomprensibile tetto piatto. I 21 appartamenti sicuramente creeranno non pochi problemi di mobilità e di viabilità in paese.
L’unica uscita su via Jacopino da Lizzana pone, inoltre, a nostro avviso serie questioni di sicurezza, laddove, ad esempio, sulla parte nord dell’immobile è impossibile far arrivare un’autocisterna dei pompieri o una semplice ambulanza.
 
Sappiamo molto bene che la responsabilità di questo mostro edilizio sta in capo alla Commissione edilizia comunale e al Consiglio comunale di Rovereto, che hanno concesso il tutto.
Vanno certamente aggiunte dal 2014 ad oggi le scelte urbanistiche operate dagli Assessori delegati alla materia e, quindi, dei Sindaci e delle Giunte comunali che si sono succedute.
 
Siamo consapevoli che chi ha progettato, chi ha controllato, ovvero gli uffici comunali preposti, e chi sta costruendo ha fatto le cose in maniera corretta, in riferimento alle norme e ai regolamenti in vigore.
La colpa è esclusivamente politica, ovvero delle scelte urbanistiche fatte negli ultimi anni.
Quell’area fino al 2014 era comprensibilmente e correttamente centro storico di Lizzanella.
Poi è divenuta area di livello B, su cui si sono potuti portare addirittura anche dei crediti edilizi e dare dei premi in altezza dell’immobile per riconosciuta efficienza energetica. Si è offesa così pure la storia del paese (lì vi era pure una masera e altre case tutte non più alte di due piani!), si è creato un precedente urbanistico ed edilizio scorretto e persino pericoloso.
Per intenderci meglio, non si doveva e non si deve considerare tale area parimenti a quella vicina dell’ex Marangoni Meccanica.
Sono totalmente diverse, come molto diversi sono gli impatti derivanti dalle nuove costruzioni.
 
Noi proprietari confinanti abbiamo cercato invano di far desistere tutti, ovvero uffici comunali, proprietà, progettista e impresa costruttrice da quest’opera infausta.
E non solo per salvaguardare il valore delle nostre case, ma pure i nostri sacrosanti diritti. Ci aspettavamo, infine, che le proprietarie si accontentassero di costruire 10 / 12 appartamenti, anziché 21 (!), visto anche che la loro famiglia risiede a Lizzanella da più generazioni.
Ma pure qui è mancato ogni rispetto, facendo prevalere solo una vera e propria speculazione all’ennesima potenza.
 
Per noi non vi sono più margini d’intervento.
Avevamo valutato di sporgere anche un ricorso al TAR, ovvero al Tribunale Amministrativo Regionale. Ma abbiamo deciso di desistere.
Il danno è ormai stato fatto e sarà purtroppo per Lizzanella un danno irreparabile.
Il tempo, come sempre, è galantuomo e dirà ai nostri figli e ai nostri nipoti dove stava la ragione.

Seguono undici firme.


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