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Verso le elezioni del 20/21 settembre – Di Paolo Farinati

Intervista al sindaco uscente di Vallarsa Massimo Plazzer, candidato nuovamente alle prossime elezioni comunali

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Oggi intervistiamo il candidato sindaco uscente di Vallarsa Massimo Plazzer, che mette a disposizione 5 anni di esperienza amministrativa alla guida dell'amministrazione comunale.
La Lista «Uniti per la Vallarsa» è formata per metà da consiglieri comunali uscenti e per l'altra da persone alla loro prima esperienza in campo amministrativo.
Un gruppo eterogeneo per età e professioni formato da persone competenti, attive in valle e nelle associazioni che hanno scelto di impegnarsi in prima persona per la Vallarsa.
 

Il gruppo di candidati che sostiene Massimo Plazzer.
 
Sindaco Plazzer, lei si ripropone candidato sindaco del Comune di Vallarsa alle prossime elezioni del 20/21 settembre. Cosa l'ha motivata a fare nuovamente questo importante passo?
«La motivazione più grande è quella di veder conclusi i progetti avviati, e abbiamo molte nuove idee da mettere in campo per la nostra valle per proseguire il percorso avviato.
«Abbiamo progettato tante cose ma, come accade purtroppo di questi tempi, la legislatura è stata dedicata in gran parte a concludere opere avviate in precedenza. Abbiamo fatto tante cose importanti - avviare la costruzione di una nuova scuola dell’infanzia su tutte - e attorno ad esse è nato un bel gruppo e abbiamo trovato convergenza.
«Sono entrato in comune nel 2010 sostenendo Geremia Gios e a 21 anni sono diventato assessore. Sono sindaco dal 2015 e nella mia breve esperienza amministrativa ho visto un grande cambiamento. Le cose si sono complicate, le risorse si sono ridotte e gli imprevisti sono dietro l’angolo.
«Nel 2015 non c’era il lupo, non c’era il Covid, non c’era Vaia e non capitava un tifone al mese. Ho fatto un’esperienza importante e, anche forte del sostegno del mio gruppo, mi sento in dovere di mettere ancora a disposizione le competenze acquisite per la mia valle. Perché la Vallarsa ha bisogno di concretezza.»
 
Lei è appoggiato da una Lista Civica, ci racconta come è nata e come è composta?
«La lista si chiama Uniti per la Vallarsa e si compone di tre elementi: io e alcuni consiglieri uscenti proveniamo dalla lista civica Per la valle e la sua gente nata a sostegno di Geremia Gios e che negli anni è riuscita a rinnovarsi; altri arrivano dalla lista Vallarsa Domani che con Gianni Voltolini sedeva nei banchi della minoranza; infine abbiamo alcuni volti nuovi, con esperienza nelle associazioni della valle, che hanno scelto di mettersi in gioco.
«Donne e uomini con esperienze professionali molto diverse, residenti nei diversi paesi della valle, con un’età dai 22 ai 62 anni e tante idee e competenze da spendere.
«Nel 2015 Vallarsa era l’unico comune trentino con meno di 3000 abitanti che aveva quattro candidati sindaco. Sono convinto che quando i tempi si fanno più difficili è importante unire e non dividere.
«Vallarsa Domani è stata l’unica lista che si è proposta per un progetto civico condiviso e abbiamo lavorato con loro per costruire qualcosa di nuovo. Se nel passato ci sono state divergenze, nella visione del futuro abbiamo trovato condivisione di intenti ed esperienze. E il gruppo che ne è nato è fatto di belle persone che hanno il giusto mix di entusiasmo e voglia di lavorare assieme.»
 
Rispetto al Suo sfidante Luca Costa, lei parte con una prima importante esperienza di cinque anni di amministrazione. Quali sono ora le sue idee, le sue proposte, la sua visione futura della valle da presentare agli elettori?
«La mia visione della Vallarsa per i prossimi cinque anni è un territorio che si mantiene vivo, dove le persone scelgono di abitare per le sue caratteristiche sociali ed ambientali. Nel tempo la curva dello spopolamento si è rallentata e negli ultimi anni abbiamo visto famiglie rimanere, ritornare, più bambini che nascono.
«Nel periodo dell’emergenza sanitaria abbiamo visto quanta forza ha la nostra comunità che ha saputo rispondere alle esigenze del territorio in maniera immediata. La cosa più importante è mantenere alimentato questo spirito che è fatto di un equilibrio silenzioso che non va dato per scontato.
«La sfida ora è quella di cercare di concretizzare opportunità di lavoro in valle, per mantenere abitati i nostri paesi. C’è tanto da fare sul turismo, nel settore sociale, nel prendere in mano le attività economiche di chi sta andando in pensione.
«Dall’emergenza sono nate anche nuove prospettive, penso al telelavoro che ha aperto nuove possibilità in valle che con il completamento della fibra ottica potrebbe far rimanere in valle qualcuno in più. O il Superbonus che può essere un’opportunità per riqualificare i nostri centri storici recuperando la casa estiva magari per viverci.»
 
La Vallarsa mostra molte potenzialità turistiche, dato l’ampio ambiente naturale e salubre. Quali sono i suoi progetti per garantire rinnovato benessere alla valle anche attraverso questo importante settore?
«Nel corso della legislatura abbiamo progettato interventi di cui si parlava da anni ma che non erano mai stati approfonditi. Con i comuni di Trambileno e Terragnolo abbiamo realizzato uno studio sui percorsi mountain bike, abbiamo il progetto definitivo di un sentiero per pedoni e bici che risale il torrente Leno e per il quale Rovereto sta progettando il collegamento con la città.
«Un intento è quello di spostare i flussi che arrivano sul Pasubio e a Campogrosso, richiamati dalla Strada delle gallerie e dal ponte di corde, portandoli verso valle a vivere le frazioni e le attività economiche. In estate siamo un’oasi di frescura per la pianura veneta e anche per la Vallagarina, e questa è una grande opportunità. Penso poi che il punto di forza della Vallarsa sia l’ambiente incontaminato e la storia.
«Pensiamo a percorsi per le famiglie, attività per i bambini a tema bosco, acqua, natura, animali. Proponiamo di valorizzare le spiagge e i percorsi lungo il Leno e il lago della Busa che, con il laghetto Poiani (che intendiamo valorizzare) hanno delle potenzialità straordinarie. Abbiamo i sentieri in quota ma abbiamo anche aderito alla Romea Strata che porta escursionisti a scoprire la nostra valle e un obiettivo è quello di riuscire a portare il percorso fuori dalle strade asfaltate, proseguendo nella sistemazione dei sentieri tra le frazioni, e magari immaginare anche una foresteria.
«C’è il turismo della storia, per valorizzare quanto fatto per il recupero delle opere della Grande Guerra come Corno Battisti e il campo trincerato di Matassone: i lavori sono conclusi e ora va messa in rete la parte informativa e logistica.
«Infine c’è l’idea di fare qualcosa di emozionante che possa servire da chiave per conoscere la nostra valle ma che crei anche opportunità di lavoro. Penso ad un balcone a picco sul lago di Speccheri, a una zipline, ad esperienze wild utilizzando le nostre baite sul Pasubio o nel bosco per dare opportunità di vivere il silenzio.
«Idee da approfondire naturalmente. Sono cose che il Comune non fa da solo, ma vanno messe in campo con l’Apt, con chi fa ospitalità e accompagnando chi ha spirito di iniziativa, naturalmente cercando investitori e contributi.»
 
Nei confronti di alcuni servizi pubblici fondamentali, quali la sanità, la scuola, lo sport, il tempo libero, gli anziani, i giovani, come intende muoversi?
«Crediamo che sia importante proseguire nella scelta di dare servizi a chi abita in valle, anche con formule innovative. Sulla sanità il Covid ha un po’ scompigliato le carte: nel tempo si è lavorato con la casa di riposo per portare servizi alla persona non solo agli ospiti ma a tutta la popolazione, come il punto prelievi a Raossi o la fisioterapia.
«Credo che attorno a questo fulcro si debba innestare un servizio per cui è il medico specialista che viene incontro all’anziano. Nella mia idea ci sarebbe l’ambulatorio per il cardiologo o il pediatra in valle in una struttura messa a disposizione dal Comune, ma va trovata la disponibilità dei professionisti e un allineamento di idee con l’azienda sanitaria.
«In generale, soprattutto per le fasce deboli e gli anziani, pensiamo si debba proseguire con quanto fatto ovvero costruire una rete di prossimità che possa servire alle persone che non hanno i familiari vicini a superare gli ostacoli della quotidianità, che in Vallarsa per chi non ha la patente possono essere anche fare la spesa, impilare la legna, configurare lo smartphone o andare a una visita medica.
«Riguardo la scuola, stiamo costruendo il nuovo asilo ad Anghebeni, che andrà messo in funzione. Accanto a questo pensiamo trovino spazio locali per la prima infanzia, con il servizio Tagesmutter. Per la scuola elementare di Raossi abbiamo realizzato una nuova mensa, stiamo appaltando la sostituzione degli infissi e attendiamo dalla Provincia il contributo richiesto per un ulteriore miglioramento antisismico.
«Con lo spostamento dell’asilo di Raossi e S. Anna si liberano anche spazi quindi si può pensare di ripensare biblioteca e ufficio postale. Sullo sport abbiamo molti impianti sottoutilizzati, credo si debbano caratterizzare le strutture a seconda delle peculiarità che hanno e fare in modo che ci siano maggiori opportunità per chi cerca di fare qualcosa, anche in sinergia con Rovereto e le realtà lagarine perché rispetto ad un tempo oggi ci sono molte più opportunità di scelta per i ragazzi.
«Per i ragazzi intendiamo proseguire il lavoro fatto con il piano giovani e concentrarci sul creare opportunità di sviluppo di competenze imprenditoriali per la valle.»
 
Uno dei temi da vari anni ormai scottanti anche per la Vallarsa è la mobilità. Quali sono la sua lettura del problema e le sue proposte concrete?
«In Vallarsa si dipende quasi completamente dall’automobile e ciò non è sostenibile. Ci sono due azioni da intraprendere: da un lato ridurre gli spostamenti, fare in modo che i servizi arrivino online o a domicilio - in emergenza abbiamo dimostrato sia possibile - favorire il telelavoro e il trasporto collettivo anche con modalità nuove, a chiamata o con mezzi più piccoli nelle fasce orarie non scolastiche.
«Dall’altra è necessario proseguire nel migliorare le strade esistenti. Con la Provincia vi è un protocollo esecutivo del 2008 che prevede una serie di interventi ancora perlopiù inattuati sulle strade provinciali.
«Per la parte comunale abbiamo visto come sia strategica la strada del Postel per la nostra valle per la quale intendiamo progettare l’allargamento del tratto finale. E siamo in attesa di definire con la Provincia interventi per il ponte delle catene di Speccheri. Crediamo che siano queste le opere stradali di cui la Vallarsa ha bisogno, non autostrade che la attraversano e non portano niente a chi la abita.
«Per questo la proposta che faremo ai tavoli è di chiedere alla concessionaria di investire i soldi del completamento della A31 nel miglioramento della viabilità delle strade esistenti nelle valli. Che non sia una compensazione per un danno ambientale della Valdastico ma una scelta alternativa. Le previsioni di fattibilità e di traffico dell’uscita a Rovereto giustificherebbero questa alternativa, anche se alla fine non sarà il Comune a decidere in merito.»
 
Con Rovereto intende dar vita ad un rapporto preferenziale?
«Con Rovereto negli ultimi cinque anni abbiamo costruito un ottimo rapporto. Siamo stati i primi in Vallagarina a fare un accordo di collaborazione per la polizia locale, evitando di fonderci nel corpo roveretano ma garantendo la collaborazione quanto necessario. Sul tavolo c’è un ragionamento sulla custodia forestale richiesto dalla legge. Inoltre c’è sinergia di vedute sulla rete ciclopedonale.
«È però fondamentale che Rovereto si consideri collettore di una realtà lagarina e non città a sé. Entrambe le strade che portano in Vallarsa, ma anche a Terragnolo, arrivano nel centro di Rovereto. Chi prende il treno o il bus deve trovare spazi per parcheggiare o indicazioni certe sulle fermate. Ragionamenti che dalle valli abbiamo posto alla città ma vanno colti. Molto dipenderà da come si pone chi siederà in piazza Podestà.»
 
La Vallarsa fa parte della Comunità di Valle della Vallagarina. Come intende relazionarsi con gli altri Comuni della Comunità?
«La Vallarsa è ben relazionata con tutti i comuni della Vallagarina e con la Comunità di Valle con la quale abbiamo importanti servizi in gestione associata. Con i comuni del territorio facciamo rete sui temi condivisi, abbiamo attivi progetti con Trambileno, Terragnolo, Ala, Avio, Volano, Rovereto legati a temi naturalistici, ragioniamo con Brentonico e Ronzo Chienis per i temi legati alla montagna, veniamo da esperienze di gestione associata con i comuni della Destra Adige e la partita della Valdastico e delle APT ha stretto la rete anche con gli altri territori della comunità.»
 
La Vallarsa confina con un’area fortemente produttiva del Veneto. Quali vantaggi possono derivare per il suo Comune da questa strategica vicinanza?
«Più che dalla parte produttiva del Veneto - anche se qualche famiglia della valle lavora a Schio - i vantaggi arrivano dal rapporto coi comuni vicini.
«Con Posina e Valli del Pasubio, assieme a Trambileno e Terragnolo, abbiamo ridato spirito all’associazione dei Comuni del Pasubio e si è sempre più vicini ad una gestione unitaria, turistica e logistica, del Pasubio che ricade su tutti i comuni.
«Abbiamo promosso il marchio turistico Pasubio crescendo di emozioni con il sito www.pasubio.info e stiamo ragionando con Valli su progetti di confine per la zona del Pian delle Fugazze. Altra area strategica è quella di Campogrosso.
«Ora Recoaro Terme è commissariato ma crediamo sia fondamentale tornare a sederci al tavolo con il futuro sindaco della città termale per una gestione unitaria di transiti e parcheggi della zona di Campogrosso proseguendo un ragionamento interrotto nel 2017.
«Il tempo ha maturato le idee e credo che in questa legislatura si potrebbe concretizzare un progetto condiviso.»
 
Infine, le chiediamo un Suo slogan elettorale, ovvero un suo breve messaggio agli elettori della Vallarsa al fine di motivarli a votare Massimo Plazzer.
«Penso anche che in tempi difficili è facile voler distruggere ma è più sensato voler costruire. Sono convinto la Vallarsa non abbia bisogno di slogan ma di concretezza e di persone che si diano da fare lavorando per e non contro.
«Noi ce la mettiamo tutta con esperienza ed entusiasmo. Il nostro programma lo abbiamo intitolato Costruiamo insieme il futuro della Vallarsa perché fare squadra e fare comunità è l’unica scelta che permetterà alla Vallarsa di avere un futuro.»
 
Paolo Farinati – p.farinati@ladigetto.it

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