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Rovereto e Pesaro unite sulle tracce di Riccardo Zandonai

Con la firma del protocollo tra il Sindaco Francesco Valduga e il Sindaco Matteo Ricci, nasce un progetto di valorizzazione delle risorse culturali

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Esiste un legame forte tra Rovereto e Pesaro, un legame che ha oltre un secolo di storia e un nome, Riccardo Zandonai. Proprio nella città marchigiana, Zandonai ha lasciato tracce indelebili: fu lì, che sotto la guida di Pietro Mascagni, terminò gli studi presso il Liceo Musicale «Rossini» e dove si stabilì, trasformando la sua abitazione in un tempio della musica, oggi sede di una Fondazione che porta il suo nome, «Villa San Giuliano - Zandonai», inaugurata proprio lo scorso anno alla presenza della Vicesindaca Giulia Robol. A partire da questo primo incontro, è nata una volontà di rafforzare la collaborazione tra le due realtà che si è concretizzata oggi con la firma di un protocollo di collaborazione che inserisce Rovereto all’interno di una più vasta rete di valorizzazione dei comuni di medie dimensione all’insegna della cultura e del paesaggio, promossa proprio da Pesaro.
 
Il protocollo, che vede le firme dei Sindaci Francesco Valduga e Matteo Ricci, prevede un impegno da parte delle amministrazioni comunali volto, tra le altre cose, a definire programmi, anche pluriennali, in ambito culturale, turistico, naturalistico/ambientale, tendenti ad un rafforzamento delle capacità attrattive dei territori; a ideare progetti e iniziative comuni che vanno dalla musica all’archeologia, all’arte in genere; a creare momenti di formazione e crescita culturale; a realizzare politiche comuni di promozione e comunicazione delle complessive offerte culturali e delle varie tipologie di turismi attivabili, anche attraverso la promozione nazionale e internazionale fatta dai rispettivi distretti turistici e sistemi territoriali.
 

 
«Da quel primo incontro lo scorso anno presso la Villa San Giuliano - racconta la Vicesindaca Giulia Robol – è nata l’idea di consolidare un rapporto che esiste prima di tutto nei fatti, attraverso una collaborazione che mette in campo i due conservatori, il “Bomporti” di Trento e il “Rossini” di Pesaro, che metteranno in scena, con i propri studenti, l’opera giovanile e rimasta ad oggi ineseguita, “La Coppa del Re”. Da questo primo passo è scaturito il protocollo sancisce una comune volontà di costruire un progetto di ampio respiro che mette in relazione non i nostri due Comuni, ma tante realtà capaci di essere attrattive mettendo a frutto le risorse culturali e paesaggistiche presenti».
 
«Pesaro sarà Capitale della Cultura nel 2024 e già oggi è Città della Musica Unesco, riconoscimenti che testimoniano l’attenzione verso un mondo al quale Rovereto è da sempre sensibile – spiega il Sindaco Francesco Valduga – Insieme a Matteo Ricci vogliamo costruire un ponte tra le nostre realtà, capace di valorizzare quanto è già oggi è presente sui nostri territori, ma soprattutto immaginare una collaborazione che possa portare a politiche innovative e a progettualità concrete che avranno una ricaduta non solo sulle nostre città, ma su territori più ampi. La straordinaria figura di Riccardo Zandonai ci ha permesso di aprire una strada che ha molteplici destinazioni: condividiamo non solo la musica, ma anche percorsi storici, archeologici, artistici e un modo di concepire il turismo che punta alla cultura, alla sostenibilità, all’eccellenza e alla qualità dei prodotti locali. Questo accordo simbolico è dunque l’occasione per sancire una alleanza volta a valorizzare le nostre realtà in modo sinergico e a gettare le basi, come suggerito dallo stesso Ricci, per una rete che unisce le città di piccole e medie dimensioni in un circuito virtuoso».
 
«La cultura diventa sempre più un motore per l’economia – conclude l’assessora Micol Cossali - Questo accordo permette di condividere esperienze di formazione, di accrescimento culturale e promozione del territorio. Siamo convinti che questo primo seme genererà una pianta capace di dare molti frutti in un futuro non troppo lontano. Abbiamo sempre più bisogno di diffondere cultura ed essere capaci di generare proposte innovative».

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