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Oggi alle 12, Maria Dolens ha rintoccato 100 volte per Marcinelle

Questo in ricordo dell’immensa tragedia che sconvolse l’Europa l’8 agosto 1956, quando in Belgio morirono 262 minatori, dei quali 136 erano italiani

L’8 agosto 1956, una immensa tragedia ha sconvolto l’intera Europa, alle ore 8:10, infatti, nella miniera di Marcinelle, in Belgio, un errore umano causava una tragedia di dimensioni drammatiche: 262 morti di 12 nazionalità diverse, tra cui 136 italiani provenienti da ben 76 comuni.
In ricordo di questa tragedia, 4 anni fa, l’8 agosto 2009, la Fondazione Opera Campana dei Caduti e Il museo «Bois du Cazier» di Marcinelle (Patrimonio dell’UNESCO dal 1/07/2012) hanno stretto un gemellaggio.
 
«Tutti insieme per la pace e per i diritti dell’uomo, – ha spiegato il prof. Alberto Robol, Reggente della Fondazione Opera Campana dei Caduti. – Questa deve essere una voce sola che sale dalle due campane sorelle per entrare decisamente nel nostro cuore, nella nostra mente, nella nostra coscienza e per determinare momenti di riflessione profonda sul nostro destino di viaggiatori erranti, nella lunga storia del cammino umano.
Ha sottolirenato così l’importanza del gemellaggio avvenuto nel 2009 tra «Maria Dolens» e la campana «Maria Mater Orphanorum» di Marcinelle.
 
In questo spirito la Fondazione Opera Campana dei Caduti ed il museo Bois du Cazier hanno mantenuto uno stretto rapporto di collaborazione, la Fondazione ha deciso di ricordare questo 57° anniversario, attraverso il messaggio di Pace di Maria Dolens.
I 100 rintocchi di mercoledì 8 agosto alle ore 12.00 sono stati proprio a ricordo dei Caduti di quella giornata di 57 anni fa, in piena sintonia con gli il monito che ogni sera Maria Dolens diffonde al mondo.
 
«…Ricordare tutti i caduti, i Caduti di tutte le guerre, dell’ oppressione, dell’odio razziale,politico, religioso e culturale, ma la Campana non ha mai dimenticato di suonare per i Caduti del lavoro, del terrorismo,e per tutti coloro che hanno perso la vita in situazioni drammatiche, – ha continuato il prof. Alberto Robol. – Chi sale al Colle di Miravalle a Rovereto a trovare Maria Dolens, vive di persona emozioni intense e capisce perché la gemella della Campana di Marcinelle, che ricorda per sempre ciascuna delle vittime di quell’immensa tragedia dell’8 agosto del ’56, non poteva che essere Maria Dolens, che racconta di un secolo, quello ventesimo, di guerre atroci, mondiali ma anche nazionali, conosciute ma anche dimenticate, di odii spaventosi, di totalitarismi dello spirito, della politica, del lavoro, della nazione, della razza, ma anche delle grandi trasformazioni dello spirito, degli incontri tra i popoli, della capacità creativa dell’amore.»

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