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Inaugurato al Castello di Rovereto il busto di Miroslav Štefánik

Presente l’ambasciatrice della Slovacchia in Italia Maria Krasnohorska, perché fu uno dei fondatori della Cecoslovacchia

Questa mattina al Castello di Rovereto si è svolta la cerimonia di inaugurazione del busto in bronzo di Miroslav Rastislav Štefánik donato dalla Slovacchia al Museo della Guerra.
Cerimonia alla quale ha partecipato l’ambasciatrice della Slovacchia in Italia Maria Krasnohorska.
 
Štefánik fu - insieme a Tomáš Garrigue Masaryk (ora i due busti sono affiancati) - uno dei padri fondatori della Cecoslovacchia, organizzatore delle Legioni di volontari cechi e slovacchi che, nel corso della Prima guerra mondiale, combatterono per l’indipendenza del nuovo Stato dall’Austria-Ungheria.
Štefánik, ministro della guerra, morì tragicamente in un incidente aereo il 4 maggio 1919.
 
Fin dalla sua costituzione il Museo della Guerra ha riservato particolare attenzione alla storia della Repubblica Cecoslovacca dedicandogli una sala, più volte riallestita nel corso dei decenni.
La Cecoslovacchia, nata nel 1918 a seguito del dissolvimento dell’Impero austro-ungarico, è stata una nazione «sorella» dell’Italia nella lotta per l’unità e l’indipendenza.
 
A seguito delle vicende che nel 1993 hanno portato alla separazione consensuale di Cechia e Slovacchia le autorità dei due Paese ricordano in forma autonoma le figure principali della propria storia.
Perciò l’ambasciata slovacca ha donato il busto di Štefánek che è collocato a fianco di quello di Masaryk, primo presidente della Repubblica Cecoslovacca, già presente nel museo.
 
Nel corso dell’inaugurazione - alla quale hanno partecipato anche l’assessore comunale alla contemporaneità Luisa Filippi, Gevra Petrak, direttore dei dipartimento del ministero degli interni che si occupa dei Caduti slovacchi e il vicepresidente della Comunità della Vallagarina Roberto Bertinazzi - l’ambasciatrice Krasnohorska ha sottolineato che «questo incontro è un momento importante per le relazioni italo-slovacche. Nel ventennale dell’istituzione della Repubblica Slovacca, Štefánek è il simbolo della nostra storia».
Il presidente del museo Alberto Miorandi ha rimarcato il fatto che «fin dalla nascita del museo l’allora Cecoslovacchia decise di essere presente nel percorso espositivo museale. Molti suoi soldati combatterono e morirono proprio in Trentino».
 
Lo storico Fabrizio Rasera ha ripercorso la storia della sala dedicata alle Legioni di volontari cecoslovacchi mentre il collega slovacco Imrich Purdek ha ricordato che «Štefánek fu figlio leale della Slovacchia, personalità di rilievo della storia europea riuscendo ad influenzarne la politica, figura importante per la formazione dello stato cecoslovacco».
La giornata era iniziata con una visita della delegazione slovacca al Sacrario di Castel Dante dove è stata deposta una corona in memoria dei volontari cecoslovacchi caduti nella guerra ‘15-‘18 ed è proseguita con un incontro tra i rappresentanti del museo - il presidente Miorandi e il provveditore Camillo Zadra - nel corso del quale sono state tracciate le basi per una collaborazione in vista del Centenario.
 
Nel pomeriggio la delegazione slovacca ha fatto visita alla Fondazione Opera Campana dei Caduti.

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