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Jhon Mpaliza incontra gli studenti delle superiori di Rovereto

È il congolese che marcia per denunciare il costo umano dietro a uno smartphone

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Esiste un costo umano dietro a uno smartphone. A denunciarlo è John Mpaliza ingegnere informatico congolese che da tempo sta marciando per il suo Paese: il Congo. In questi giorni Mpaliza è a Rovereto dove sta incontrando gli studenti degli Istituti superiori e delle medie per sensibilizzarli sul «coltan».

Una sabbia nera, radioattiva, formata dai minerali colombite e tantalite, da cui si estrae il tantalio, metallo raro che viene usato, sotto forma di polvere metallica, nell'industria della telefonia mobile, nella componentistica dei computer e in quella degli aerei, poiché aumenta la potenza degli apparecchi riducendone il consumo di energia.
Mpaliza è stato invitato dal coordinamento delle associazioni della Vallagarina che operano in Africa (presieduto da Mauro Dossi) e dalla Comunità della Vallagarina in previsione della Marcia per la legalità ideata dall'assessore Marta Baldessarini che si svolgerà a Rovereto il 15 maggio.
 
All'iniziativa hanno aderito le scuole e il collettivo studentesco.
Nei giorni scorsi all'Istituto Filzi si è svolto un incontro presentato da Raffele Crocco autore de «L'atlante delle guerre e dei conflitti del mondo» (che è alla sua 4ª edizione) in cui è stata tratteggiata la situazione geopolitica del mondo, per capire dove sono i conflitti in corso e quali saranno gli scenari futuri e Mpaliza ha spiegato agli studenti perché sta marciando per la pace del suo paese. La parte orientale della Repubblica Democratica del Congo è la zona più ricca in assoluto di minerali e risorse di tutto il territorio congolese.
Ricco di oro e diamanti e di coltan il Congo è tra i paesi più poveri della terra, come condizioni di vita.
 
E il coltan, che poteva essere una benedizione per i congolesi, è diventata la più grande delle maledizioni.
Sono molte le multinazionali che si avvantaggiano di una situazione politica continuamente destabilizzata e corrotta, dei clan locali e dei guerriglieri provenienti anche dai Paesi vicini che lottano per il controllo delle miniere: le stime dell’ONU parlano di genocidio e di ben 8 milioni di morti già causati dalla guerra del coltan, a cui si aggiungono milioni di profughi, di bambini sfruttati nelle miniere a cielo aperto o arruolati come soldati.
Chi lo estrae, adulti ma anche bambini, lo fa spesso scavando a mani nude, con conseguenti frane e incidenti quotidiani.
Ogni giorno decine di bambini muoiono. Mpaliza che con la bandiera del Congo sulle spalle ha già percorso 6 mila chilometri parlerà nuovamente ai giovani della Vallagarina il 15 maggio durante la Marcia per la legalità che si svolgerà a Rovereto.

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