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«Rovereto deve diventare una sorta di Assisi laica»

Così il Sindaco Francesco Valduga ha accolto il «Premio Internazionale Città della Pace» promosso dalla Fondazione Opera Campana dei Caduti

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Foto di Paolo Aldi.  
 
Fatti concreti per far sì che il titolo di «Città della Pace», di cui dal 2006 può fregiarsi Rovereto, diventi qualcosa in più di una scritta da mettere in bella mostra sulla carta intestata, sono stati promessi ieri sera da un emozionato Sindaco nel ricevere il «Premio Internazionale Città della Pace» istituito dalla Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto.
Francesco Valduga ha preso in consegna a nome della città la targa che gli è stata consegnata dal Reggente della Fondazione Opera Campana dei Caduti, Alberto Robol.
«Il Comune deve diventare regista di Rovereto Città della Pace - ha affermato il primo cittadino. Mi piacerebbe che la nostra città diventasse una sorta di Assisi laica, impegnata a diffondere nel mondo il messaggio di Pace che da novant'anni Maria Dolens rilancia attraverso i suoi rintocchi. L'amministrazione comunale che rappresento - ha concluso il Sindaco - grazie a questo premio sarà ancora più motivata a proporre un vero e proprio progetto legato a questa importante vocazione.»
Rovereto dunque, dopo Acupe, Strasburgo e Lampedusa può fregiarsi del «Premio Internazionale Città della Pace» istituito dalla Fondazione Opera Campana dei Caduti con lo scopo di far conoscere, valorizzare ed rendere visibili quelle comunità, piccole o grandi che siano, che si contraddistinguono concretamente nell'importante creazione, sviluppo e affermazione di un'autentica «cultura di pace».
Rovereto è dal febbraio 2006 che può dirsi a pieno titolo impegnata su questo fronte.
Risale infatti a quel periodo l’approvazione della legge che detta «Disposizioni concernenti iniziative volte a favorire lo sviluppo della cultura della pace».
La legge attribuisce il diritto a Rovereto, unica città in Italia, di fregiarsi del titolo di «Città della Pace».
Non si tratta di un’assegnazione casuale ma dettata dal fatto che Rovereto ospita uno dei più importanti simboli mondiali legati alla Pace: la Campana dei Caduti, che proprio quest’anno celebra il novantesimo anniversario dal suo primo rintocco avvenuto il 4 ottobre 1925.
 

 
Da quella data «Maria Dolens», con i suoi cento rintocchi serali, esprime il suo messaggio universale di ripudio della guerra.
Fregiarsi del titolo di «Città della Pace» è per Rovereto anche il riconoscimento di essere una città nata sulle macerie della prima guerra mondiale, una città dilaniata dal conflitto che è riuscita a rinascere anche come simbolo di pace duratura.
La consegna del «Premio Internazionale Città della Pace» si è svolta domenica sera sul Colle di Miravalle.
La scaletta della serata è stata rivoluzionata all'ultimo momento per un acquazzone che si è scatenato proprio in apertura.
A fare gli onori di casa è stato il Reggente della Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto, Alberto Robol.
«È una giornata gloriosa quella di oggi - ha esordito il Reggente - perchè conferma la pienezza di un sentimento e di una verità. Il premio che consegniamo questa sera alla Città di Rovereto esprime un'emozione che si può esprimere con pochissime parole alle quali ciascuno di noi deve essere fedele fino in fondo: perdono, riconciliazione e giustizia. Rovereto è l'unica città che a soli pochi anni da un conflitto durissimo come è stato quello della Prima Guerra Mondiale ha perdonato e si è riconciliata. Attraverso la figura di don Antonio Rossaro ha trovato concretamente il segno di questa pacificazione attraverso la Campana. Un segno tangibile di questo perdono lo fece lo stesso don Rossaro quando andò nella cripta dei Cappuccini a Vienna a chiedere perdono a riconciliarsi con l'Imperatore sulla sua tomba. Alla luce di questo premio - ha concluso il Reggente - mi piacerebbe che la città fosse più propositiva, più capace di guardare al mondo e più capace di capire la propria storia. Rovereto è una città grande, lo devono essere anche i suoi cittadini.»
Migliorate le condizioni atmosferiche, la serata si è conclusa davanti a Maria Dolens dove il pubblico ha depositato un omaggio floreale.
Quindi i rintocchi della Campana hanno siglato la chiusura dell'edizione 2015 del «Premio Internazionale Città della Pace».
 

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