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Al Festival delle Lingue Sabatini e le «Lezioni di italiano»

Nel pomeriggio anche l'intervento della scrittrice Andrea Marcolongo

Due sono stati i big che hanno animato il pomeriggio del secondo giorno del Festival delle Lingue, a Rovereto. Da un lato la scrittrice Andrea Marcolongo, autrice di «La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco» (editori Laterza), vero e proprio caso letterario con 80.000 copie vendute, dall'altro Francesco Sabatini, presidente emerito dell'Accademia della Crusca, che al Festival ha portato le sue «Lezioni di italiano. Grammatica, storia, buon uso» (Mondadori) e ha spiegato come la lingua sia impressa nel cervello di ognuno di noi fin dai primi anni di vita.
Tante persone, nel pomeriggio, hanno poi seguito non solo i seminari e workshop del Festival, i percorsi didattici e i laboratori, ma hanno affollato anche gli stand allestiti nel piazzale antistante la sede di Iprase, curati da musei, istituti ed enti, scuole, associazioni, nonché da case editrici anche internazionali.
Gli stand saranno aperti anche sabato, dalle 9 alle 16; la chiusura ufficiale del Festival è in programma domani alle 17 con il concerto dell'Orchestra d'archi euroregionale Alpen Classica.
 

 
«Le parole di un popolo sono lo specchio della sua ideologia e le lingue non cambiano mai così tanto quando diventano imperiali», è partita da qui Andrea Marcolongo, autrice del caso letterario «La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco», per dimostrare che ogni lingua è un fatto sociale, ovvero esiste non solo perché gli esseri umani possano capirsi fra loro, ma soprattutto per comunicare una certa idea di mondo. In questo senso la scrittrice, che parla fluentemente quattro lingue oltre a greco e latino, ha portato il caso della lingua serbo-croata.
Marcolongo, che attualmente vive divisa fra l'Italia e Sarajevo, ha spiegato che prima il serbo-croato era la lingua ufficiale della Jugoslavia, ma dopo il conflitto degli anni Novanta ogni nuovo stato politico ha rivendicato di parlare la propria lingua, il serbo, il croato, il bosniaco e così via, eppure sono tutte la stessa lingua.
Stimolata poi sull'Europa ha concluso così.
«Non vedo una grande spinta a un'identità comune, non so dirvi se parleremo tutti una lingua comune, sicuramente non sarà l'esperanto, però posso dirvi che non esiste un mondo nuovo senza una nuova lingua.»
Dopo l'intervento di Marcolongo, l'aula magna di Iprase ha accolto Francesco Sabatini, che ha portato le sue «Lezioni di italiano».
Sabatini, presidente emerito dell'Accademia della Crusca, è più vicino ai novant'anni che agli ottanta, eppure quest'ultima sua ultima fatica è freschissima e dovrebbe essere una lettura indispensabile per chiunque abbia a cuore la lingua italiana.
Le «Lezioni di italiano» sono divise in due parti, la prima è composta da dieci Dialoghi, inframmezzati da cinque Provocazioni, che portano il lettore a scoprire la meraviglia del linguaggio e della scrittura: nella storia dell'umanità, nella crescita di un bambino e nella fisiologia umana.
La seconda parte, con dieci Inviti, riformula da zero la grammatica.
«Questo libro di carattere divulgativo è adatto a tutti, non soltanto agli addetti ai lavori – sono state le sue parole, – perché noto sempre più una curiosità intellettuale, un fermento che interessa un pubblico sempre più vasto.»
 
Nelle sue lezioni, Sabatini ripercorre infatti le origini della lingua italiana, le influenze con gli sviluppi storici e politici e con le altre scienze come la neurologia e la paleoantropologia.
«La svolta in questo senso – ha spiegato il linguista – si è avuta con l'evoluzionismo di Darwin dal quale discendono tutte le scienze anche la linguistica: il linguaggio verbale caratterizza l'homo sapiens e non può prescindere dal suo io più interiore.»
Con riferimento all'italiano e al dibattito delle ultime settimane, Sabatini ha confermato che: "Lo stato di salute della lingua italiana è febbricitante, per farla guarire «c'è bisogno di aria nuova e di una nuova medicina che parte dall'insegnamento della lingua», l'insegnante di italiano dovrebbe essere quindi anche un «insegnante di cervello», perché uno dei suoi ruoli è quello di insegnare a ragionare. Infine per tentare di salvare il latino, Sabatini ha affermato che è necessario partire dall'oggi, ripensando e rivedendo anche i programmi scolastici.
 
Il Festival delle Lingue è un'iniziativa organizzata da Iprase, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, il Comune di Rovereto, il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, e si inserisce nel Piano Trentino Trilingue 2015-2020.

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