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Educa: «I bambini come disegnano le migrazioni?»

Oggi nel tardo pomeriggio l'appuntamento con la psicologa Alice Titia Rizzi

Come disegnano i bambini i complessi passaggi da un mondo all’altro, le migrazioni? Ha cercato di rispondere a questa domanda, oggi pomeriggio al Festival Educa, Alice Titia Rizzi, professoressa all'Università Parigi-Descartes e psicologa degli ospedali Cochin - Parigi e Avicenne - Bobigny. Ad affiancarla vi era Giovanna Masiero, glottodidatta e facilitratrice linguistica, a mediare la conversazione la giornalista de "L'Adige", Barbara Goio.
Alice Titia Rizzi è partita dagli ingredienti che devono comporre la genitorialità delle famiglie migranti, paragonati ad un piatto.
«Cucinare una pietanza nella propria terra di origine e lo stesso piatto in un altro Paese produce risultati diversi.»
Allo stesso modo crescere un figlio nel proprio Paese o altrove è diverso, per questo è necessario essere «creativi» e trovare «gli ingredienti giusti per essere un buon genitore».
Rizzi ha poi spiegato che nel percorso di crescita ci sono tre momenti di vulnerabilità: «prenatale, durante l'apprendimento scolastico e poi nell'adolescenza».
 
Alice Titia Rizzi è quindi entrata nel merito, presentando alcuni disegni di bambini che hanno affrontato la migrazione.
C'è Fatoumata, una bimba del Mali, che vive in una casa con tanti fratelli e non parla, c'è Vijeya che ci impiega tre anni a disegnare cosa c'è dentro la sua casa e quando lo fa disegna persone e spiriti, c'è Tamil dello Sri Lanka che colora un albero i cui frutti si trasformano poi in una cornice: «Nei disegni dei bambini vediamo la distanza che esiste fra il mondo interno e quello esterno, il primo è la famiglia, il secondo sono la scuola, la società. Sono disegni colorati, ma i due mondi non si parlano».

La psicologa ha poi portato l'esempio degli «adolescenti migranti», ovvero il terzo momento di vulnerabilità dei bambini, per i quali è ancora più difficile far coabitare le culture plurime e troppo spesso sono vittime di incomprensioni fra diverse culture.
La nascita e la crescita sono momenti complessi di cambiamento e trasformazione tanto da un punto di vista comportamentale e relazionale, quanto sul piano immaginario e affettivo, ha spiegato nel corso della conferenza Alice Titia Rizzi, le interazioni con la madre, il padre, la famiglia allargata e progressivamente con il mondo esterno, la scuola in primis, possono essere fonte di ricchezza ma anche di estrema vulnerabilità: «Noi dobbiamo cercare di portare fuori la straordinaria ricchezza di questi bambini».

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