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«C’è chi costruisce muri, noi costruiamo mulini a vento»

Rovereto: Più di tremila studenti in «marcia per la diversità»

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Chi dice 3.000 chi 3.500, in ogni caso erano davvero tanti gli studenti, che per la quinta volta si sono messi in marcia nel nome della legalità, della solidarietà e della pace a Rovereto, scegliendo per questa edizione il tema della diversità, diversità di cultura, religione, nazione, sesso, convinzione, comportamento, mentale…
Un corteo colorato con striscioni e slogan, inneggianti il diritto e il rispetto della diversità.
La manifestazione, che nacque dopo l'attentato bombarolo alla scuola Falcone-Morvillo di Brindisi, accresce ogni anno di partecipanti e risonanza.
 
L'eco d'indignazione per l'efferato omicidio della giovane studentessa brindisina Melissa Bassi, annientata da un ordigno nel maggio del 2012, mentre usciva da scuola, è stato raccolto e trasformato da Rovereto, Città della Pace e la marcia è diventata così, grazie alla partecipazione degli studenti lagarini, e all'organizzazione della Comunità della Vallagarina (presente l'Assessore all'Istruzione Enrica Zandonai), Istituti scolastici (presenti molti dirigenti), Coordinamento della Vallagarina per l’Africa, Avis, Comuni della Vallagarina, Fondazione Opera Campana, un appuntamento fisso di crescente importanza.
 

 
Oggi in occasione della quinta edizione della manifestazione, c'erano studenti provenienti da tutti gli istituti di Rovereto e della Vallagarina.
Partendo da via Dante hanno percorso cinque chilometri fino al colle di Miravalle, giungendo così ai piedi di Maria Dolens, la Campana dei Caduti.
Un cammino simbolico con il lungo corteo pacifico sino al Colle di Miravalle, dove i giovani hanno dato vita ai loro pensieri.
Chi con le parole, chi con la musica, chi con un ballo, chi con dei poster...
Tanti i concetti che i ragazzi hanno sviluppato: «siamo tutti uguali, perché tutti esseri umani», «basta alla paura del diverso», «sentiamoci come farfalle che volano e lottiamo per la pace», «liberiamoci delle maschere»...
I giovani hanno anche risposto a un questionario sul tema della diversità e scelto alcuni dei passaggi più significativi.

«Io – ha raccontato un giovane – sono disabile e ho provato e provo ogni giorno cosa significa essere diverso.
«Lo vedo negli occhi di mi guarda, ma voglio dire forte che io e quelli come me siamo come tutti e vorremmo essere trattati alla pari.»
Un insegnante Daniele Selve insieme a uno studente Corrado Pinelli ha composto una canzone sulla diversità e un richiedente asilo nigeriano Joseph Omoroghe ha cantato con indosso una maglietta bianca con il logo del volto della statua della libertà.
Infine i giovani hanno chiuso la mattinata sulla scia di un altro pensiero scritto da loro che è un invito al cambiamento, alla speranza.
«C'è chi costruisce muri e chi mulini a vento.»
E i rintocchi della Campana hanno suggellato il desiderio di un mondo più giusto capace di riconoscere la ricchezza delle diversità.

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