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Tiro con l’arco – A Rovereto un'Italia da «9 e lode»

Gli azzurrini con il contributo degli arcieri della K-Kosmos ottengono 9 medaglie

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Nove medaglie complessive, due ori individuali, due nelle squadre miste e uno a squadre.
Il bottino delle nazionali azzurre giovanili all'European Youth Cup di Rovereto è più che lusinghiero.
Ed è altrettanto lusinghiero il contributo dato degli arcieri della K-Kosmos che hanno conquistato i due titoli individuali con Elisa Roner e Jesse Sut e sono stati protagonisti con lo stesso Sut e Antonio Brunello (per lui anche l'unico bronzo della delegazione nazionale) negli allori europei ottenuti dalle squadre miste, mentre la Roveretana è stata fondamentale per il successo del compound cadette.
La tradizione e la scuola roveretana del tiro con l'arco proseguono nel migliore dei modi e le vittorie casalinghe dei propri ragazzi rendono orgoglioso il presidente della società Enrico Di Valerio.
«È andata benissimo alla grande, – afferma. – Le aspettative erano alte da parte di tutti e sono state rispettate.
«A livello sportivo la Kosmos si è dimostrata grandissima perché i tre atleti che fanno parte della nazionale hanno portato a casa tre medaglie due ori un bronzo individuali e anche alcune a squadre. Più di così non potevamo aspettarci: giocare in casa e vincere medaglie è una cosa sempre molto molto importante.
«Una festa per i ragazzi medagliati? Sicuramente qualcosa faremo per loro e pure per tutti i volontari che ci hanno dato una mano non indifferente.
«I volontari sono la parte fondamentale dell'organizzazione, senza di loro non andremo da nessuna parte quindi anche per loro prevediamo una serata dedicata.
«Sia chi ha partecipato alla Coppa Europa da atleta sia chi era inserito nell'organizzazione avrà il dovuto riconoscimento.»
 

 
Agli apprezzamenti degli atleti si aggiungono anche quelli degli addetti ai lavori e dei rappresentanti della federazione.
In coro sono arrivati i complimenti agli organizzatori per una settimana senza intoppi e un campo di gara perfetto sotto ogni punto di vista.
Se la macchina organizzativa roveretana è già rodata e di successo lo si deve anche al lavoro dei volontari: lo staff in maglia gialla, attivo già qualche giorno prima dell'arrivo degli arcieri e composto da circa 100 persone, si è speso in ogni modo per rendere il più confortevole possibile l'esperienza dei giovani arcieri.
A rendere ancora migliore la permanenza delle delegazioni e di conseguenza la riuscita della manifestazione, gli studenti del Don Milani che hanno completato gli sforzi della K-Kosmos.
 

 
Il club roveretano ora può pensare ancora più in grande per il futuro.
«Una grande soddisfazione – spiega il presidente del comitato organizzatore Cristian Sala – perché 34 nazioni del mondo con quasi 250 atleti si sono confrontati a rovereto in un grande momento agonistico ma anche in un clima di ritrovo, socializzazione, incontro.
«Tutti gli arcieri si sono ritrovati ieri nel party di chiusura dove si sono potuti conoscere in un contesto più rilassato e informale.
«Accanto a questo abbiamo visto fantastici risultati dell'Italia ma soprattutto degli atleti roveretani che spero prendano stimolo da queste situazioni per migliorare ancora.
«Un pensiero che va rivolto anche i più giovani con l'obiettivo di togliersi un giorno la felpa gialla di volontari e indossare la casacca dell'Italia.
«A livello organizzativo tutto è andato benissimo, è stato impegnativo seguire le indicazioni stringenti della federazione europea di tiro con l'arco che però si è dimostrata sempre disponibile ad accogliere le nostre istanze.
«D'altra parte una società sportiva che ha gestito negli ultimi 15 anni tre grossissimi eventi a livello internazionale e è una garanzia.
«Tutto si basa sul volontariato ma lì si è sviluppata una tale professionalità che sicuramente ci lascia tranquilli anche nel pensare, e ne abbiamo parlato anche col presidente della Fitarco, a fare qualche altra scommessa e prenderci qualche altro impegno per portare il grande tiro con l'arco a Rovereto.»

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