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Iniziative per valorizzazione archivio Bossi Fedrigotti

Presentate le iniziative rivolte alla valorizzazione dell'archivio della illustre famiglia

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La Biblioteca Civica di Rovereto ha presentato oggi le iniziative rivolte alla valorizzazione dell' archivio della famiglia Bossi Fedrigotti donato alla storica istituzione culturale un corpus di documentazione che rappresenta il primo è più importante archivio agricolo italiano.
Domani 23 maggio 23 ore 17,30 alla Casa del Vino si terrà il ricordo di Lionello Letrari enologo inventore del Fojaneghe, ed il 31 maggio alle ore 15 un convegno sull’Archivio Bossi Fedrigotti che si svolgerà nelle stanze di Palazzo Fedrigotti (Corso Bettini, Rovereto).
Il dirigente Gianmario Baldi ha spiegato che si tratta di un corpus di 400 pagine, consultabile on-line, che comprende documenti da fine ‘500 fino alla seconda guerra mondiale ed è costituito da tre singoli fondi: l'archivio di famiglia, l'archivio del Feudo Postale, l'archivio di Maso Fojaneghe.
A raccontare la storia di questa importante famiglia che rappresenta anche un capitolo non secondario della storia della viticultura italiana - e trentina in particolare - sarà anche un film.
«Le carte raccontano« » prodotto dalla Biblioteca Civica verrà presentato domani alla Casa del Vino di Isera.
 
Si tratta di una pellicola nella quale i discendenti (le figlie del conte Isabella e José e la nipote Valerìe) narrano le vicende di famiglia.
Una storia che si interseca con quella di lionello Letrari, enologo, scomparso due anni fa il quale ebbe l’intuizione di creare il primo blend italiano: nacque così il Fojaneghe del quale ricorre il cinquantesimo anniversario.
Presente l’assessore comunale all’agricoltura ed il giornalista Nereo Pederzolli, è stato ricordato come, attraverso l'archivio di questa famiglia nobile, si possa leggere in controluce l'archivio di una terra molto interessante da un punto di vista agricolo, in quanto posta alla confluenza di due zolle quella africana e quella asiatica che ha reso la Pianura Padana e il Trentino particolarmente fertile e prodiga di prodotti tipici di cui la Vallagarina è certamente degna rappresentante con i suoi vitigni.
«Anche questa vallata è dunque annoverabile come una delle culle della viticoltura italiana e trentina» ha commentato Baldi che ha sottolineato come attraverso la storia di questa famiglia esca uno spaccato sulla nobiltà, sulla classe imprenditoriale, sui saperi di una famiglia che era in costante aggiornamento culturale e collegamento con l'innovazione del tempo.
«Basti pensare - ha aggiunto - che fu il conte Filippo a introdurre l'uso della forbice nel raccolta dell'uva.»

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