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Valdastico, l’assessore Bisesti critica il NO di Rovereto

Il sindaco di Rovereto Valduga replica rilevando un «pleonastico ossimoro»

Questa la nota che l’assessore Bisesti, segretario provinciale della Lega, ha fatto avere alle redazioni dei giornali per criticare il NO del Consiglio comunale di Rovereto all’ipotesi di una Valdastico che sbocchi a Rovereto Sud.

Non ci ha sorpresi la presa di posizione da parte del Consiglio comunale di Rovereto in merito alla realizzazione e al tracciato della Valdastico.
Ci troviamo di fronte ad un’amministrazione comunale che si è dimostrata contraria alle opere pubbliche.
Noi come Lega al governo di questa provincia crediamo e vogliamo realizzare la Valdastico e crediamo nella realizzazione della tangenziale di Rovereto.
Siamo per i sì: l’Italia ed il Trentino per troppi anni hanno avuto troppi no.
 
Proprio oggi che a livello nazionale sembra sbloccarsi grazie al pressing della Lega la questione della TAV, non dai cittadini roveretani, ma dalla Giunta e dal Consiglio comunale arriva un no alla Valdastico, rinunciando a Sviluppo, Lavoro e Futuro.
Da parte nostra massima disponibilità al dialogo con tutte le forze politiche che credono in un cambiamento sano e quanto mai necessario anche a Rovereto, ma ci deve essere anche la massima chiarezza che per noi il tema della Valdastico non è in discussione.

E questa è la replica del sindaco di Rovereto Francesco Valduga.

Apprendo dalla stampa le dichiarazioni dell'assessore provinciale Bisesti secondo il quale ci sarebbe un «Trentino del no» e una amministrazione roveretana «contro le opere» (opinione peraltro espressa in modo analogo anche dal presidente Fugatti).
Mi auguro che l'assessore possa presto passare dal tono da Gazebo Elettorale continuo alla concretezza dell'amministrare, perché questo è chiamato a fare chi governa.
 

Se vorrà e saprà farlo, vedrà che a Rovereto ci sono opere aperte (ovvero cantieri) per 100 milioni di euro - oltre a quelle già completate in questi anni - e ce ne sono altre (inserite nel protocollo d'intesa) che attendono da mesi di essere ratificate dall'attuale governo provinciale.
I cantieri attivati hanno generato un indotto e un’economia dalla quale ha tratto vantaggio il mondo dell'impresa trentina. 
 

«Sviluppo, lavoro e futuro» che l’assessore provinciale vede veicolati solo dalla Valdastico, sono gli obiettivi di ognuno di questi progetti messi in campo dall’Amministrazione roveretana.
Si può prendere atto che da parte della Provincia c’è, come lui stesso dice, «...massima disponibilità al dialogo con tutte le forze politiche» ma non possiamo non rilevare che da mesi viene sollecitato - senza esito - l’incontro formale che riconfermi tutti gli obiettivi assunti dal protocollo d'intesa.
 
Se però l’ascolto si manifesta in frasi del tipo «...in ogni caso il tema della Valdastico non è in discussione», è quasi pleonastico far notare che siamo di fronte a un ossimoro.
Liquidare la questione del no alla Valdastico ad una declinazione - in chiave trentina - della visione per cui così come esiste «...un’Italia dei sì e una Italia e dei no», esiste anche «un Trentino dei sì e un Trentino dei no», significa non aver compreso che c'è qualcosa d'altro: ci sono argomentazioni ponderate sulla sostenibilità ambientale, sull'impatto che quest'opera può avere sulle sorgenti, ci sono valutazioni approfondite sul piano paesaggistico e anche sulla franosità dei versanti in cui la Giunta Fugatti vedrebbe bene innestare dei viadotti.
 

C’è soprattutto l'ascolto autentico di un territorio e c'è anche un territorio che - dialogando - fa rete per segnalare al governo provinciale ciò che davvero può servire e ciò che invece può irrimediabilmente danneggiare.
Questo è un aspetto importante e non mi sembra possa essere né ignorato né banalizzato.
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