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Così si ridà vita «alla foresta che suona» della val di Fiemme

Un progetto del «Soroptimist international d’italia» insieme alla «Magnifica comunità»: oltre 5.000 alberi da piantare nei boschi distrutti dalla tempesta vaia

Migliaia di alberi saranno piantati nella Val di Fiemme per ripopolare i meravigliosi boschi distrutti dalla tempesta VAIA.
«Rinasce la foresta che suona», il cui nome rimanda agli abeti da cui proviene il pregiatissimo legno utilizzato per la fabbricazione di strumenti musicali come i celebri violini Stradivari. È un progetto del Soroptimist International d’Italia (SII) che oggi - nello splendido Palazzo Museo Pinacoteca risalente al XII secolo - ha firmato un protocollo d’intesa con la Magnifica Comunità di Fiemme.
 
«Con la firma di questo protocollo, oggi, con lo Scario della Magnifica Comunità, Renzo Daprà, ‘Rinasce la foresta che suona’ – ha sottolineato la presidente SII Giovanna Guercio – un progetto in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile, in particolare del Goal 15: Vita sulla Terra.
«Questa è una iniziativa che ho fortemente voluto e in cui credo molto, partita non a caso in concomitanza con il centenario dell’associazione: infatti il Soroptimist International è stato fondato in California nel 1921 e uno dei suoi progetti più importanti riguardava l’impegno delle socie per «Salvare le sequoie», i maestosi alberi secolari che in quegli anni venivano abbattuti.
«Il risultato fu che quasi tutte le sequoie vennero incluse in un’area protetta. Oggi rinnovando quella storia il nostro impegno si è concretizzato nella Val di Fiemme.»
 
È bene ricordare questi territori furono colpiti dalla tempesta VAIA, il più grave evento meteorologico degli ultimi cinquant’anni, che si abbatté tra il 27 e il 30 ottobre del 2018 sull’arco alpino tra Lombardia e Friuli Venezia Giulia, interessando 494 Comuni e danneggiando ben 2.306.968 ettari di boschi.
«La Val di Fiemme in Trentino – ha aggiunto Guercio – è stata una delle zone più colpite e nelle aree montane gestite dalla Magnifica Comunità la violenza della tempesta ha causato lo schianto di milioni di alberi, con drammatiche conseguenze: il cambiamento paesaggistico di interi versanti in quota, la perdita di ingenti risorse economiche legate alla gestione forestale, il brusco cambiamento delle attività agro-silvo-pastorali. Senza contare tutti gli sforzi per ripristinare l’assetto idrogeologico del territorio.
«Per questo abbiamo deciso di ‘adottare’ questo luogo impegnandoci a farlo diventare simbolo di rinascita. Lo facciamo affidandoci alla passione e alle competenze della Magnifica Comunità di Fiemme, che da secoli gestisce in modo sostenibile le risorse forestali, tanto da essere la prima realtà nazionale, e in tutto l’arco alpino, ad aver ottenuto la doppia certificazione forestale secondo i prestigiosi standard internazionali FSC e PEFC.»
 
«Sono 5.300 alberi (uno simbolicamente per ogni socia dei 161 Club Soroptimist italiani): tra conifere e latifoglie – ha continuato la Presidente Soroptimist – tutte cresciute da semi autoctoni e selezionate tra gli esemplari coltivati nei vivai della Magnifica Comunità di Fiemme.
«Quest’ultima, oltre a provvedere alla messa a dimora degli alberi individuando le aree più idonee sulla base di criteri come danno subìto, accessibilità, priorità dell’intervento nei piani di rimboschimento e visibilità, si occuperà pure della loro cura coinvolgendo personale forestale e collaboratori qualificati.»
 
«Acceleriamo il cambiamento, è il motto che ho scelto per il biennio della mia presidenza – ha concluso Guercio – questa è una altra sfida: è ora di agire, di azioni positive, i buoni propositi non bastano più!.»

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