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Alluvioni, rischi contenuti con i tagli lungo i corsi d’acqua

L’intervento del personale dei Servizi Bacini montani e Foreste della Provincia di Trento: sicurezza e tutela degli habitat

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È un’alleanza che si rafforza - nel nome del contrasto al rischio alluvionale - quella che vede protagonisti il Servizio Bacini montani e il Servizio foreste della Provincia autonoma di Trento.
Nei cantieri lungo i principali corsi d’acqua del territorio stanno intervenendo operai specializzati che effettuano la necessaria manutenzione della vegetazione: un lavoro puntuale e costante che, senza clamore, si protrae nel tempo.
Sin da fine Ottocento, con l’istituzione dei Bacini montani, una delle principali attività è rappresentata proprio dalla mitigazione del rischio idraulico; dallo scorso anno, il personale forestale collabora fattivamente in quest’opera.
 
Oltre ai vari interventi di trattamento della vegetazione attualmente in atto su numerosi corsi d’acqua trentini, il focus principale delle operazioni di pulizia avviate in queste settimane - e che si protrarranno fino a marzo - riguarda il fiume Adige: qui viene seguito un apposito Piano di gestione della vegetazione, strutturato in modo tale da mitigare il pericolo di esondazione attraverso una presenza «equilibrata» della vegetazione in alveo, nella consapevolezza del valore ambientale e paesaggistico che questa presenza comporta, ma anche dei rischi idraulici che una massa vegetale eccessiva può comportare al verificarsi delle piene.
Gli interventi riguardano una ventina di chilometri di alveo. Nel 2023 erano state raccolte circa 2.200 tonnellate di materiale, destinato alla produzione di cippato.
 
Il taglio comporta sempre un impatto importante, tanto che il nostro occhio talvolta sopravvaluta la massa asportata, mentre in estate quando la chioma degli alberi è ricoperta dalle foglie la percezione del taglio eseguito è minore, fino a sembrare inefficace.
Nel corso delle operazioni di taglio, grande attenzione viene posta ad un equilibrio sostenibile tra le esigenze idrauliche, paesaggistiche e dell’ecosistema.
Vanno dunque coniugate la garanzia della sicurezza e la tutela degli habitat naturali come nel caso delle foci dell’Avisio: area sensibile e di pregio anche per la presenza di avifauna di particolare pregio.
 
Nei mesi invernali la vegetazione entra nella fase di riposo del ciclo biologico, che costituisce per varie ragioni il momento migliore per procedere alla manutenzione della vegetazione forestale lungo i corsi d’acqua, regolata attraverso tagli selettivi in modo che rimanga una componente vitale e portatrice di elementi positivi, eliminando le presenze che interferiscono direttamente o potenzialmente con il regolare deflusso delle acque.

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