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Cinque secoli di esplorazioni scientifiche sul Baldo

Natura e cultura nei riconoscimenti Unesco: il Baldo potrebbe divenire Patrimonio dell’Umanità

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Il forum a chiusura del convegno internazionale «Natura e Cultura nei riconoscimenti Unesco. Un approccio possibile», tenutosi oggi a Trento, ha per tema la comunità scientifica - l'interesse di botanici, medici, esploratori, letterati a livello internazionale - che fin dal Cinquecento si è interessata alle peculiarità del Monte Baldo.
Partendo dalle prime esplorazioni dello speziale veronese Francesco Calzolari, allievo del medico-speziale Girolamo Fracastoro professore a Padova, passando per Ulisse Aldrovandi, naturalista botanico che nel 1568 istituì l'orto botanico a Bologna insieme a uno dei primi musei di storia naturale in Italia, i relatori – tutti esperti di primo piano – hanno sottolineato la valenza delle potenzialità naturali e culturali del Monte Baldo al fine di costruirne un percorso di candidatura a Bene Patrimonio dell'Umanità.
 
In apertura dei lavori il professor Andrew F. Seidl, dell'Università del Colorado in videocollegamento nell'ambito della Convenzione sul patrimonio Mondiale, riferendosi alla biodiversità del Monte Baldo ha parlato della necessità di un turismo più soft, più rispettoso delle risorse naturali e attento alla vulnerabilità dei cambiamenti climatici.
«l'inquinamento e i rifiuti prodotti dal turismo sono una nostra responsabilità se vogliamo promuovere il turismo nei siti della Convenzione.»
 
Questo convegno, «preziosa opportunità di dialogo e messa in rete delle diverse conoscenze non solo culturali», come ha sottolineato Federico Giuliani presidente dell'Ordine degli Agronomi e Forestali della Provincia autonoma di Trento, si è poi arricchito dell'intervento di Dietmar Brandes, professore all'Università di Braunschweig, che ha offerto un'ampia panoramica sulle esplorazioni scientifiche del Monte Baldo da parte del mondo tedesco, che a tutt'oggi proseguono con gli studenti di numerose università della Germania e dell'Austria.
Nel nutrito elenco di botanici e studiosi che hanno volto il loro interesse al Monte Baldo, un particolare riferimento è stato fatto a Lil de Kock (1911-2009), co-fondatrice del Wwf e autrice del libro «La flora del Monte Baldo».
 
Il nome che però su tutti spicca nella sessione dei lavori è quello di Francesco Calzolari (1522-1609), quel Calceolarius speziale nella farmacia «Alla Campana d’Oro» a Verona, «figura scientifica che ha fatto da ponte tra medici e botanici».
Ne ha parlato il biologo Daniele Zanini, professore al «Marie Curie» di Garda, descrivendo i rapporti dello speziale con il medico e amico Pietro Andrea Mattioli (medico personale del principe vescovo Bernado Clesio).
Le sue escursioni sul Monte Baldo confluiscono nella prima pubblicazione, la più apprezzata e la più ristampata nel tempo dedicata a questa montagna: Il viaggio di Monte Baldo, della Magnifica città di Verona (1566).
Il Calzolari, inoltre, secondo il costume dell'epoca, non solo raccoglie ma anche scambia le piante, i minerali, i fossili e altre «curiosità naturali» con altri botanici e viaggiatori – in particolare con il famoso naturalista bolognese Ulisse Aldrovandi (1522-1605).
A parlarne è Adriano Soldano, socio della Società botanica italiana. Un'accurata descrizione di 500 anni di esplorazioni floristiche sul Monte Baldo è infine il tema di Francesco Festi, botanico conservatore onorario del Museo civico di Rovereto, che ricorda come nei secoli la conoscenza della flora del Baldo e la sua esplorazione si siano sviluppate «attraverso trasferimenti d’informazione in rete, focalizzandosi di volta in volta sui principali centri di cultura e di sviluppo delle scienze naturali in Europa».
 
 Natura e cultura. Nei riconoscimenti Unesco un approccio possibile 
Convegno progettato e organizzato dalla Provincia autonoma di Trento tramite l'Area UNESCO di tsm-Trentino School of Management e in partnership con la Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, la Fondazione Museo Civico di Rovereto e la Regione del Veneto, il convegno ha inoltre il patrocinio del MIBAC - Ministero per i Beni e Attività Culturali, dell'ICCROM - International Centre for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property, della Federazione dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali del Trentino Alto Adige e dell'Ordine dei Farmacisti della Provincia autonoma di Trento.

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