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Dolomiti Unesco: rinnovato l’impegno di una strategia comune

Oggi il Cda della Fondazione, presente il vicepresidente Mario Tonina che ha sollevato il caso delle «Dolomiti di Venezia»

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Prima riunione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Dolomiti Unesco dopo l’insediamento tre mesi fa delle Giunte provinciali di Trento e Bolzano: oggi a Cortina d’Ampezzo era presente il vicepresidente e assessore all’ambiente della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina, assieme alla collega assessore alla tutela del paesaggio della Provincia autonoma di Bolzano Maria Magdalena Hochgruber Kuenzer.
La riunione è stata un’importante occasione di confronto sulle tematiche che interessano l’area dolomitica e un modo per Tonina, che riveste la funzione di vicepresidente anche dello stesso Cda, per conoscere gli altri colleghi che fanno parte del Consiglio.
All’ordine del giorno le iniziative per festeggiare il decennale del riconoscimento Unesco delle Dolomiti come Patrimonio mondiale dell’umanità, che cade proprio nel primo anno di presidenza della Fondazione Dolomiti da parte del Trentino, ruolo che la nostra Provincia assumerà formalmente nei prossimi mesi.
 
Nel corso della riunione è stata affrontata anche la questione del nuovo logo di promozione della Provincia di Belluno per le montagne dolomitiche venete, che associa al nome Dolomiti lo slogan «le montagne di Venezia».
«Un'operazione estremamente delicata», – aveva commentato lo stesso Mario Tonina all’indomani della presentazione del logo alla fiera internazionale del turismo di Milano.
Già in quella circostanza Tonina si era comunque detto convinto che «in occasione della prossima seduta del Consiglio di Amministrazione della Fondazione ci si possa confrontare costruttivamente su questi aspetti».
 
Ed infatti i membri del Cda hanno convenuto di condividere per il futuro le scelte che hanno un ruolo strategico per tutta l’area Unesco, aprendosi al confronto sulla promozione attraverso un tavolo di lavoro che farà presto il punto su queste tematiche e sulla mobilità nei passi dolomitici.
Dopo dieci anni di lavoro della Fondazione dunque, è stato rinnovato l’impegno di fare regia comune nell’area Unesco, mantenendo stimoli e impulsi che hanno permesso di raggiungere, anche con fatica, il grande traguardo del riconoscimento delle Dolomiti come Patrimonio Mondiale dell’umanità.

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