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Fagiolo giallo e salita all’eremo per San Martino a Carisolo

Con la scusa delle celebrazioni di San Martino si pone l'attenzione sul progetto di recupero della tipicità del «fagiolo giallo» di Carisolo

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San Martino.

Per le imminenti celebrazioni di San Martino, quest’anno la Pro loco di Carisolo è pronta a sfoderare una novità, pur rimanendo nel solco della tradizione.
Per la cena gourmet, in programma sabato sera al salone delle feste del Palasport, l’ingrediente principe sarà il fagiolo giallo di Carisolo.
Questo piccolo prodotto della terra, dal colore vivace, è storicamente sempre appartenuto alle colture locali ma, con l’avvento della modernità, si stava pian piano arginando agli orti di qualche pensionato, rischiando di scomparire.
I ventidue ragazzi della Mini Pro loco di Carisolo, con la supervisione dei grandi, da questa primavera si sono messi al lavoro per recuperare questa antica coltivazione, inseguendo il sogno di riacquistarne la tipicità.
 
«I ragazzi della Mini Pro loco – spiegano Graziano Righi e Modesto Povinelli, rispettivamente Presidente e Direttore della Pro loco – si sono impegnati con serietà quest’estate nel campo che avevano a disposizione. Tutte le sere quello era il punto di ritrovo, prima per la semina, poi per l’annaffiamento, la cura e, infine, per la raccolta.
«La produzione è stata buona: 30 Kg. Questo ci permetterà di avere una buona quantità di sementi da mettere a disposizione di chi volesse, il prossimo anno, intraprendere questa coltura, aiutandoci a riestenderla.»
 

 
La scorsa settimana, i ragazzi si sono ritrovati anche per sgranare i fagioli a mano.
«Proprio come accadeva un tempo nei raoft del paese, per i ragazzi è stato un momento di socialità e di soddisfazione nel vedere i frutti del loro lavoro, – proseguono i referenti. – Una parte dei fagioli verrà ora conservata in freezer, tecnica che non ne compromette la germinazione una volta rimessi a dimora, e una parte essiccati per bene come si faceva una volta.»
  
Il progetto del fagiolo giallo ha generato interesse e curiosità anche nei più anziani, che non si sono risparmiati con i suggerimenti, in particolar modo nel periodo di semina.
In base ai detti popolari, ancora tramandati a Carisolo, i fagioli vanno piantati «il setun di mac», cioè uno dei primi sette giorni della prima luna crescente di maggio, e «devono sentire le campane», quindi devono essere disposti appena sotto la terra, e «non vanno piantati nei giorni con la erre» quindi non di martedì, mercoledì e venerdì.
 
Ed ora è giunto il momento dell’assaggio! I fagioli saranno lavorati sabato sera dalle sapienti mani di due rinomati chef di Carisolo, Sandro Frigo e Giorgio Pini, ai quali è affidata la preparazione della cena di San Martino, aperta a tutti su prenotazione.
A introdurre un menù di prelibatezze da far venire l’acquolina sarà proprio una zuppetta di fagioli gialli di Carisolo con tagliolini di seppia.
 

 
San Martino è particolarmente caro a Carisolo e alla Val Rendena. A questo Santo è dedicato anche il piccolo eremo che si scorge abbarbicato sulla montagna, all’imbocco della Val Genova.
La pia costruzione, dal 1300 è luogo di ritiro spirituale, prima di veri eremiti, che lassù trovavano solitudine e preghiera, e poi di preti solitari, che recitavano messa per i fedeli.
Nei secoli visse anni di fermento pastorale e anni di decadimento ma, ancora oggi, è un luogo di culto riconosciuto dalla popolazione di Carisolo che intorno all’11 novembre lo raggiunge in massa, nonostante le difficoltà del pendio.
«Il sentiero – fa sapere la Pro loco - è stato recentemente sistemato dai Vigili del fuoco di Carisolo in modo che si possa salire in sicurezza ma raccomandiamo comunque gli scarponcini ai piedi.»
 
Le celebrazioni di San Martino inizieranno venerdì sera, 8 novembre, con lo spettacolo teatrale «Misto cun la spuma» proposto dal Filò de la Val Rendena con l’adattamento dialettale e la regia di Brunetto Binelli. L’appuntamento è alle 21.00 all’auditorium comunale.
Sabato 9 alle 19.45 il Salone delle Feste del Palasport sarà imbandito per la cena goumet, mentre domenica 10 il ritrovo è prima alle 14.00 all’eremo di San Martino per la messa e poi alle 15.00 in piazza 2 Maggio per la castagnata aperta a tutti.
Il tempo dovrebbe reggere ma in caso di pioggia rimarrà in programma solo la castagnata presso il Palasport.

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