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Poste Italiane, il francobollo Associazione Nazionale Alpini

Dedicato all’adunata del Centenario, ha una tiratura di 2,5 milioni di esemplari, costo tariffa «B» € 1,10

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Il 10 maggio 2019 è stato emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico un francobollo celebrativo dedicato all’Associazione Nazionale Alpini, nel centenario della costituzione, relativo al valore della tariffa B pari a 1,10 euro.
Tiratura: due milioni e cinquecentomila esemplari.
Fogli da quarantacinque esemplari.
Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente.


 Bozzetto a cura di Tiziana Trinca 
La vignetta raffigura, in primo piano a destra, il caratteristico cappello del Corpo degli Alpini, l’elemento più rappresentativo dell’uniforme, affiancato, a sinistra, in grafica stilizzata, dalla Colonna Mozza eretta sulla cima del monte Ortigara in memoria dei Caduti della Grande Guerra durante una storica battaglia del giugno 1917; sullo sfondo, s’intravedono alcuni cappelli e sagome di Alpini e, in alto a sinistra, è riprodotto il logo del centenario dell’Associazione Nazionale Alpini.
 
Completano il francobollo le leggende «Associazione Nazionale Alpini» e «100 anni», la scritta «Italia» e l’indicazione tariffaria «B».
L’annullo primo giorno di emissione è disponibile presso l’UP Palazzo della Regione – Milano.
Il francobollo ed i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi, possono essere acquistati presso gli Uffici Postali con sportello filatelico, gli «Spazio Filatelia» di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito poste.it.
Per l’occasione è stato realizzato anche un folder in formato A4 a due ante contenente il francobollo, una cartolina annullata e affrancata, una busta primo giorno di emissione, al costo di 12 euro.
 
 Il testo del bollettino 
La città di Milano si guadagnò nella Grande Guerra l’appellativo di «generosa» per l’incessante sostegno dato alle truppe attraverso la costituzione di comitati femminili assistenziali «pro soldati».
Il capoluogo lombardo fu, dopo il 4 novembre 1918, il palcoscenico delle grandi trasformazioni politiche, culturali ed economiche italiane.
La Madonnina, simbolo della città, nel gennaio del 1919, assistette alla visita del Presidente americano Wilson, alla nascita dell’industria dolciaria di Angelo Motta con il suo panettone; ancora vide l’alba del Partito Popolare Italiano di don Sturzo.
 
E nell’estate di quello stesso anno, l’8 luglio, sotto il cielo della Milan cont el coeur in man si costituì l’Associazione Nazionale Alpini su un’idea del capitano Arturo Andreoletti che annoterà più tardi «congedato per smobilitazione a fine marzo 1919 e rientrato a Milano, ho subito sentito il bisogno di riprendere i contatti con i miei vecchi amici e compagni di scuola, pur essi da poco congedati dopo quattro e più anni dal richiamo alle armi per la guerra.
«Non avevamo ancora ripreso le nostre normali occupazioni e indossavamo ancora l’uniforme militare in attesa che ci approntassero gli abiti borghesi; e trascorrevamo interi pomeriggi in interminabili andirivieni lungo i portici della Piazza del Duomo scambiandoci i ricordi, quelli lieti e quelli tristi, della guerra alla quale avevamo partecipato e dalla quale eravamo da poco usciti.
«E poiché ricordi e impressioni e nostalgie di quegli anni trascorsi nella naia, in piena comunità, sulle rocce o nelle nevi delle nostre Alpi, erano sempre vivi in tutti noi, i nostri pensieri ricorrevano insistentemente al come avremmo potuto da borghesi, ritrovarci tutti riuniti, di ogni grado e di ogni condizione sociale, per costituire e conservare quel gran bene che è la Famiglia Alpina.»

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