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Siccità: situazione sotto controllo, singole segnalazioni

In Alto Adige eccetto singoli casi, siccità per ora contenuta. Preavviso di attenzione per il fiume Adige dall'Autorità di bacino

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A parte qualche temporale, perdura anche in Alto Adige l’ondata di caldo. Per il momento, però, la siccità è in generale ancora sotto controllo, anche se il perdurare della situazione potrebbe rendere necessario emanare delle misure di emergenza, fanno presente dall’Agenzia provinciale per l’ambiente.
«L'’informazione attuale è che si è raggiunto un livello di prima allerta in quanto la portata del fiume Adige al punto di misurazione Boara Pisani (Veneto) è scesa sotto il livello di 100 metri cubi di acqua al secondo. Questo comporta che il cuneo salino del delta rischia di risalire il fiume e di compromettere l’approvvigionamento della popolazione locale con acqua potabile», afferma Roberto Dinale dell’Ufficio idrografico. Si ricorda che il livello di emergenza idropotabile viene chiamato quando la portata scende a 80 metri cubi al secondo.
«La situazione viene leggermente mitigata grazie ai temporali dovuti al caldo che si presentano con una certa regolarità benché limitatamente a singole zone. Se si continua a poter far conto su queste precipitazioni, allora potrebbero essere evitate le conseguenze gravose dello scorso anno», conclude l’esperto.
 
Secondo le previsioni del Serrvizio meteo della Provincia di Bolzano in questi giorni si potrebbero verificare precipitazioni soprattutto nella parte settentrionale dell'Alto Adige.
«La tipologia di siccità del 2018 si differenza in modo significativo da quella del 2017», aggiunge Flavio Ruffini, direttore dell’Agenzia provinciale per l’ambiente, il quale spiega che «se la siccità nella primavera-estate 2017 aveva avuto origine in un autunno-inverno molto secco, con pochissime precipitazioni e con la mancata formazione di una riserva nevosa, la siccità del 2018 deriva da cause diverse. Il problema quest’anno, caratterizzato da un inverno ricco di pioggia e neve, è costituito dallo scioglimento delle nevi anticipato di 2 mesi rispetto al normale.»
 
Le temperature miti in primavera hanno fatto, infatti, registrare un record nel deflusso delle acque per scioglimento neve nei mesi di aprile e maggio, invece che, come di solito, in giugno e luglio.
Nei mesi estivi, però, soprattutto per l’agricoltura vi è maggiore necessità di acqua per l’irrigazione (ad esempio dopo il taglio del fieno).
«La siccità non è dovuta esclusivamente alla carenza della risorsa idrica. Si tratta di un insieme di offerta e richiesta», prosegue Ruffini, il quale fa presente che «pertanto, a causa della crescente domanda di utilizzo, fenomeni siccitosi potrebbero presentarsi anche in annate con precipitazioni non particolarmente scarse.»
 
Un primo preavviso di allerta per carenza idrica del fiume Adige è giunto in questi giorni all’Agenzia per l’ambiente dall’Autorità di bacino distretto delle Alpi orientali che ha segnalato la riduzione dei valori delle portate del fiume che potrebbe essere maggiore in caso di perdurare dell’assenza di precipitazioni con conseguenze sull’approvvigionamento idrico anche potabile in pianura Padana.
L’Autorità di bacino dell’Adige ha indicato, pertanto, che potrebbe verificarsi la necessità di regolare di conseguenza i prelievi e i rilasci idrici.
 
 Situazione in Alto Adige 
In Alto Adige, a fronte di una disponibilità annua di circa 5.000 milioni di metri cubi d’acqua all’anno, il settore agricolo, con un utilizzo del 3%, è quello che ne fa maggior impiego (150 milioni di metri cubi), seguito dall’industria e dall'acqua potabile con circa l’1% ciascuno (50 e 45 milioni di metri cubi), e dalla produzione di neve artificiale con lo 0,2% (9 milioni di metri cubi).
«La disponibilità idrica annua, benché molto elevata, come nel 2018, può essere alquanto limitata secondo le stagionalità, così come avviene in questo periodo di scarse precipitazioni e assenza di deflusso idrico dovuto allo scioglimento delle nevi anticipato - fa presente Ruffini - tanto che il fabbisogno di prelievo idrico aumenta.»
Il problema della carenza idrica è presente in alcune piccole centrali idroelettriche che in questo periodo hanno dovuto essere chiuse per il momento in attesa di un maggior deflusso nei corsi d’acqua di alimentazione. Un caso simile si registra a Campo di Trens.
 
Problemi dalla chiusura dei piccoli impianti idroelettrici si riflettono anche su quegli impianti di irrigazione che sono allacciati ai medesimi.
«In altri casi una soluzione si ottiene differenziando le portate residue o ripristinando le opere di presa», fa presente il direttore dell’Agenzia per l’ambiente.
Zone soggette a maggior rischio siccità sono gli altipiani. Qualche difficoltà nell’approvvigionamento idrico potabile si registra a San Genesio e sul Renon, dove livello del lago di Costalovara è stato diminuito al minimo ammesso di circa 1,5 metri per l'utilizzo irriguo in agricoltura.
Situazione sotto controllo, invece, a Villandro, dove la rete idrica potabile è stata potenziata di recente, mentre l'irrigazione è supportata da un serbatoio idrico stagionale.
Tra le situazioni di moderata criticità per il prossimo futuro vi è il bacino del lago di Caldaro, oggetto di monitoraggio dedicato e studio specifico seguito dall’Ufficio gestione risorse idriche.

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