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Brexit e democrazia diretta: uso (e abuso) del referendum nel Regno Unito

Se ne discute in un incontro di esperti di federalismo di Eurac Research

Dopo che il parlamento britannico ha bocciato anche l’ultimo accordo sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, il termine per il recesso è stato rinviato al 31 ottobre 2019, a meno che un nuovo accordo non venga raggiunto prima delle elezioni europee.
Dalla data del referendum che sancì la vittoria dei secessionisti saranno passati più di tre anni.
Nel frattempo i cittadini britannici sono esasperati dal clima di incertezza e anche tra i sostenitori dell’uscita dall’Europa cresce il malcontento per il modo in cui i politici stanno gestendo i negoziati.
Il referendum è stato lo strumento adatto per gestire una questione così complessa? La democrazia diretta comporta dei rischi? Se ne discute lunedì 20 maggio in un incontro organizzato dagli esperti di federalismo di Eurac Research.
«Sarebbe un sogno accendere la TV e non sentir parlare di Brexit», «Un mio amico è stato un mese in Nuova Zelanda, dice che la cosa più bella del viaggio è stata non sentir mai nominare la Brexit.»
 
Questi sono alcuni dei commenti che Britainthinks, un’azienda che si occupa di ricerche di mercato, ha raccolto lo scorso mese di aprile in un sondaggio rivolto ai cittadini britannici.
«Spesso, anche in passato, nel Regno Unito si è fatto ricorso al referendum per uscire da una situazione di stallo politico, ma non è detto che rifarsi alla volontà popolare sia la soluzione migliore quando in ballo ci sono situazioni così complesse», spiega Sara Parolari, giurista di Eurac Research.
«Il referendum rischia di non essere sufficiente a legittimare democraticamente decisioni importanti perché viene percepito come uno strumento calato dall’alto, deciso dai politici senza un adeguato coinvolgimento dei cittadini», continua la ricercatrice.
Per analizzare la situazione britannica e le sue conseguenze a livello europeo, gli esperti di federalismo di Eurac Research hanno organizzato un incontro aperto al pubblico che si terrà lunedì 20 maggio 2019 alle ore 9 nel centro di ricerca altoatesino.
Intervengono Alessandro Torre dell’Università di Bari, Emanuele Massetti della Scuola di Studi Internazionali dell’Università di Trento, Francesco Palermo e Sara Parolari di Eurac Research.
 
L’incontro sarà in italiano.
La partecipazione è gratuita.

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