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Bruxelles: idrogeno, passi dolomitici, digitalizzazione

Mobilità, doppio incontro ieri per l’assessore Alfreider a Bruxelles: sul tavolo sia le tecnologie dell’idrogeno che la digitalizzazione e i passi dolomitici

Non solo il traffico sull’asse del Brennero, ma anche diversi altri progetti in tema di mobilità sono stati al centro dell’incontro che il vice presidente della Giunta provinciale e assessore alla mobilità Daniel Alfreider ha avuto ieri a Bruxelles.

Tecnologie dell’idrogeno: l’Alto Adige regione modello
I contributi per sviluppare le tecnologie dell’idrogeno sono stati al centro dell’incontro di Alfreider con il responsabile per il finanziamento dei progetti che fanno uso dell’idrogeno FCH JU (Fuel Cell Hydrogen, Joint Undertaking) Bart Biebuyck.
Con un proprio centro di ricerca sull’idrogeno, la collaborazione con le imprese locali e progetti pilota per il trasporto pubblico locale, l’Alto Adige ha già posto in essere passi fondamentali per ampliare il dibattito sul tema.
«Con il supporto dell’UE vogliamo profilarci come una Hydrogen Valley nella quale la produzione di energia e la gestione del traffico possono essere gestite in modo coordinato riducendo di pari passo le emissioni» ha detto Alfreider.
Obiettivo di questi progetti è quello di mettere in campo una vera e propria «strategia dell’idrogeno» nel trasporto pubblico locale, realizzando una rete capillare di rifornimento e servendo anche le zone di montagna con mezzi pubblici alimentati a idrogeno.
Alcuni progetti europei sono pronti a partire. Tali iniziative puntano a incrementare il numero di mezzi e di infrastrutture legati alla tecnologia dell’idrogeno, come ad esempio i progetti Mehrlin (Models for Economic Hydrogen Refuelling Infrastructure, per realizzare colonnine di rifornimento), Revive (mezzi per la raccolta dei rifiuti), Jive (12 nuovi bus) e Life (distributori di rifornimento, logistica, rifornimento veloce).
Biebuyck ha accolto positivamente le iniziative messe in campo dall’Alto Adige e ha assicurato il sostegno dell’UE a nuovi progetti in questo settore, anche in vista delle Olimpiadi invernali 2026 e alle strategie di riduzione del traffico nei territori sotto tutela Unesco.
L’uso di bus a idrogeno in zone con grossi dislivelli di altitudine potrebbe risultare interessante, ma l’efficienza di questa tecnologia nelle zone di montagna deve essere ancora sottoposta a verifica.
 
UE partner per la digitalizzazione e l’intermodalità
L’obiettivo di una migliore connessione fra i sistemi di trasporto su gomma e quelli su rotaia è stato discusso nell’incontro fra il vice presidente Alfreider, la direttrice generale della DG Move (la sezione mobilità della Commissione Europea) Elisabeth Werner e il direttore per la mobilità innovativa e sostenibile della Commissione Europea Herald Ruijters.
Nel corso dell’incontro sono state analizzate proposte di miglioramento dell’integrazione fra gomma e rotaia sul corridoio del Brennero.
Il Tunnel di Base del Brennero (BBT) rappresenta la più importante infrastruttura europea pensata per l’integrazione fra gomma e rotaia. Affinché dopo la conclusione dell’opera nel 2028 lo spostamento del traffico da gomma a rotaia possa effettivamente avvenire occorre porre basi normative e di contesto solide e ampie, che attualmente non esistono.
«La sinergia fra strada e rotaia non ha ancora raggiunto le dimensioni richieste dalle prospettive immaginate per migliorare la gestione del traffico da attraversamento» ha chiarito Alfreider.
Un passo fondamentale in questa direzione dev’essere rappresentato dalla digitalizzazione, che deve connettere gomma e rotaia nei tre Stati confinanti e partecipanti al progetto.
«In Alto Adige vogliamo avere un ruolo decisivo e fornire un impulso decisivo in questo settore» ha detto Alfreider.
Al contempo una priorità fondamentale è investire sull’intermodalità, per rendere concretamente appetibile il trasporto di merci su rotaia.

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