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Ferragosto a Bolzano: 4 arresti e una denuncia a piede libero

Si tratta di un marocchino ubraco e violento, di due italiani per tentato furto e altri due per violenza casalinga

Nonostante il ferragosto rappresenti normalmente per tutti i cittadini una giornata di riposo e tranquillità, l’attività degli uomini della Squadra Volante non conosce sosta.
In tutte le giornate dell’anno, le «pantere» pattugliano senza sosta il territorio, assicurando il pronto intervento e garantendo sicurezza alla popolazione.
 
Già nelle prime ore della notte di ferragosto, le pattuglie sono intervenute urgentemente nel quartiere di Oltrisarco; un uomo di cittadinanza marocchina, O.E.A.S., si era presentato in stato di ubriachezza ed a tarda ora a casa della ex moglie, con la pretesa di fare vista ai due figli da lei avuti.
La donna, considerate le condizioni dell’ex coniuge, aveva respinto la richiesta; ma questi, fermo nelle sue convinzioni e ulteriormente alterato dal rifiuto ricevuto, non aveva trovato di meglio che infrangere un vetro dell’abitazione con un grosso sasso, per introdursi all’interno della casa.
Qui iniziava una violenta aggressione alla signora, fortunatamente difesa dalle sorelle che in quel momento le facevano compagnia; al culmine dell’ira, l’uomo mordeva selvaggiamente la donna alla guancia.
 
Fortunatamente, il tempestivo arrivo delle pattuglie interrompeva la feroce azione dell’uomo, ma non la sua irruenza.
L’esagitato, dopo una breve fuga, veniva raggiunto e bloccato, nonostante tentasse di sottrarsi all’inevitabile arresto colpendo gli agenti con pugni e calci.
Trasportato in ospedale, veniva operato con procedura d’urgenza; durante l’intrusione nella abitazione, si era infatti seriamente ferito ad una mano, con rischio di lesione dei tendini, strisciando sui vetri aguzzi.
Nel pomeriggio di giovedì, dopo le dimissioni, veniva infine tradotto presso le carceri bolzanine.
 
Nel pomeriggio del 15 agosto, due cittadini italiani di anni 24 e di anni 32, sono stati arrestati per tentato furto in un istituto scolastico del quartiere di Oltrisarco.
I due, travisati con passamontagna e addirittura un sacchetto della spazzatura adattato alla bisogna, avevano scavalcato un cancello e forzato una finestra della scuola, introducendosi all’interno, dove stavano scassinando un distributore automatico di bevande.
L’azione, svolta in pieno giorno, non era sfuggita ai numerosi frequentatori della zona, che avevano subito avvisato la sala operativa della Questura.
 
Come sempre, fondamentale risulta l’azione di segnalazione e collaborazione della cittadinanza; in un batter d’occhio, due pattuglie giungevano sul posto, cogliendo i rei in flagrante proprio mentre colpivano con un corpo contundente il distributore.
Mentre uno dei due si arrendeva immediatamente, il secondo tentava una disperata reazione; impugnando il piede di porco già utilizzato per l’effrazione, si avvicinava ad uno degli agenti, che riusciva a disarmarlo e a renderlo inoffensivo. 
Entrambi venivano tratti in arresto e condotti presso la locale casa circondariale.
 
Nella serata del 15 agosto, due pattuglie della Squadra Volante intervenivano in una via della periferia sud di Bolzano; in una abitazione era avvenuta una animata lite all’interno di un nucleo familiare; padre e figlio avevano rivolto le loro incontrollate ire verso le rispettive moglie e figlia per l’uno, madre e sorella per il secondo.
Le due donne, spaventate per l’atteggiamento aggressivo dei familiari, e preoccupate per lo stato di gravidanza della più giovane delle due, richiedevano l’intervento della Polizia.
L’arrivo delle pattuglie aveva ancor più esasperato gli animi dei soggetti maschili, convinti di poter e dover risolvere autonomamente le loro questioni familiari.
In particolare uno dei due rivolgeva le sue intemperanze verso gli agenti, spintonandoli e colpendoli con pugni e calci, nel tentativo di allontanarli ed impedire loro di svolgere il servizio; un agente, colpito al ginocchio, riportava lesioni.
L’uomo, di anni 49, veniva bloccato e sottoposto agli arresti domiciliari; il secondo soggetto, che dopo la prima sfuriata si calmava, veniva invece denunciato in stato di libertà.

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