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«Alto Adige modello di gestione delle catastrofi naturali»

Kompatscher a Bruxelles chiede sostegno e riconoscimento per il volontariato, vero e proprio pilastro della protezione civile

«Per potersi far trovare preparati in caso di catastrofi naturali, e soprattutto per poterle prevenire al meglio, le Regioni hanno bisogno di operare con autonomia e senso di responsabilità.»
Lo ha detto questa mattina a Bruxelles il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, durante uno degli incontri della «Settimana europea delle regioni e delle città», appuntamento che si svolge a cadenza annuale nell'ambito del Comitato delle Regioni dell'Unione Europea.
Durante la conferenza intitolata «Delivering disaster resilience at the local level», assieme ad esponenti istituzionali provenienti da Svezia e Polonia, Kompatscher ha spiegato che «l'Alto Adige è una regione modello per la gestione delle catastrofi naturali perché riesce a farsi trovare preparata a questo tipo di eventi».


 Tempesta Vaja e interventi efficaci 
Come esempio, Kompatscher ha citato la tempesta Vaja di ottobre 2018, con l'amministrazione che ha avuto la possibilità di reagire in maniera rapida ed efficace «grazie alla possibilità di gestire in autonomia, dal punto di vista legislativo, una serie di strumenti non solo di intervento, ma anche di pianificazione paesaggistica e territoriale».
Secondo il Landeshauptmann, «tutto ciò non sarebbe possibile senza una macchina della protezione civile in grado di funzionare perfettamente grazie ai tantissimi volontari che operano nelle varie associazioni: dai vigili del fuoco alla Croce bianca, dalla Croce rossa al soccorso alpino».
 
 Più sicurezza per i volontari 
Proprio per quanto riguarda il volontariato, il presidente Kompatscher ha chiesto all'Unione Europea un maggiore sostegno e un maggiore riconoscimento, a partire dal diritto del lavoro.
«Le norme della UE - ha spiegato il presidente altoatesino - non si occupano quasi per nulla delle attività legate al volontariato, che sono anche poco tutelate.
«Credo che sia giunta l'ora di dare delle basi giuridiche più solide a questo settore, e di farlo in maniera tale che la materia venga trattata ugualmente nei diversi stati membri.
«Attualmente, infatti, non vi è una linea chiara e univoca su temi molto concreti, come ad esempio la possibilità di ottenere dei riposi sul lavoro in caso di attività di volontariato prestata in orario notturno.»
 
 Leggi per reagire al cambiamento climatico 
Concludendo il suo intervento a Bruxelles, Arno Kompatscher ha parlato anche del cambiamento climatico, individuato come la più grande sfida dell'epoca attuale. Secondo il presidente altoatesino, «il miglior strumento di difesa dalle catastrofi naturali consiste nella riduzione degli effetti causati dal cambiamento climatico.
«L'Alto Adige è estremamente attivo da questo punto di vista, e mi auguro che tutte le regioni della UE seguano il nostro esempio.»
Secondo Kompatscher, infatti, gli enti locali dovrebbero affiancare ai piani nazionali per il clima previsti dalla UE, dei piani regionali.
«In questo modo – ha spiegato – si potrebbero applicare a leggi, progetti e normative locali, quegli strumenti in grado di contribuire alla tutela del clima.
«In Provincia di Bolzano lo abbiamo già fatto nei più diversi settori: dall'agricoltura all'urbanistica, dalla tutela delle acque alla mobilità, dal turismo alle foreste, dai piani delle zone di rischio al traffico automobilistico.»

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