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Sempre più forte e più grandioso l’Etna dal 22 al 25 febbraio

Dopo quasi due giorni di relativa calma, il Cratere di Sud-Est si è risvegliato nella serata del 22 febbraio, ancora più potente e spettacolare di quello precedente

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Attività stromboliana da due bocche nella parte orientale del Cratere di Sud-Est dell'Etna.
 
La spettacolare serie di parossismi al Cratere di Sud-Est dell’Etna è proseguita con due nuovi eventi, il quinto parossismo nella notte del 22-23 febbraio e il sesto la sera del 24 febbraio 2021.
Entrambi gli episodi sono stati fortemente esplosivi e hanno generato alte colonne eruttive, fontane di lava e colate di lava, ma senza creare problemi per la popolazione etnea.
Dopo quasi due giorni di relativa calma dal parossismo verificatosi nella notte tra il 20 e il 21 febbraio 2021, il Cratere di Sud-Est si è risvegliato nuovamente nella serata del 22 febbraio, ancora più potente e spettacolare di quello precedente.
 
Alle 22:00 ora locale di lunedì si sono avuti i primi segnali. Il tremore vulcanico ha iniziato ad aumentare gradualmente, come già osservato per i precedenti episodi eruttivi.
Dopo poco, l’attività stromboliana si è progressivamente intensificata. I lanci di brandelli di lava diventano sempre più elevati ed ha inizio una fontana di lava dalle bocche orientali del Cratere di Sud-Est.
Nello stesso tempo, si forma una colata di lava che scorre verso la valle del Bove.
 
 L’attività esplosiva diventa ancora più imponente  
Dalla mezzanotte all’una del 23 febbraio l’attività esplosiva diventa ancora più imponente.
Da diverse bocche del Cratere di Sud-Est si elevano vigorose fontane di lava a formare quasi un ventaglio. L’altezza delle fontane è stimata intorno ai 1.500 metri, forse anche di più.
Una colonna eruttiva di gas e cenere si solleva fino a circa diecimila metri di quota, e la parte superiore della nube viene dispersa dai venti in direzione ovest - nordovest.
 
Fontane di lava al culmine del parossismo, ore 0:40 del 23 febbraio 2021 La fontana più alta, emessa dalle bocche orientali del Cratere di Sud-Est, raggiunge un’altezza di oltre 1500 metri.
Il cono del Cratere di Sud-Est, alto circa 300 m, dà la scala. Vista da Tremestieri Etneo, versante sud dell’Etna.
Poco prima dell’una, l’attività eruttiva sembra letteralmente crollare, si spegne come se qualcuno avesse chiuso il rubinetto, e anche l’ampiezza del tremore vulcanico decresce rapidamente fino ad attestarsi intorno a valori medi.
 

Emissione di cenere dal cratere di Sud-Est all’alba del 23 febbraio 2021. Vista da Tremestieri Etneo.
 
 L’Etna ha ancora altro da svelare  
Ma non è finita. La maestosa Montagna ha ancora altro da svelare. Poco prima dell’alba, il tremore vulcanico riprende ad aumentare e così anche l’attività stromboliana. Il cratere di Sud-Est ricomincia a lanciare scorie e brandelli di lava fino a 300 metri di altezza.
Si formano due nuove colate di lava, una diretta verso la Valle del Bove e una sul fianco sud-occidentale del vulcano. Nubi di cenere sospinte dal vento si disperdono in direzione nord ovest.
Emissione di cenere dal cratere di Sud-Est all’alba del 23 febbraio 2021. Vista da Tremestieri Etneo.
 
Alle 10.38 del 23 febbraio, l’attività eruttiva al Cratere di Sud-Est si è finalmente conclusa.
Le colate di lava non sono più alimentate e i fronti della colata più lunga, in Valle del Bove, si fermano a una quota compresa tra 1.700 e 1.800 metri.
ll flusso lavico diretto verso sud-ovest ha percorso solo poche centinaia di metri, sovrapponendosi alle colate precedenti. L’ampiezza media del tremore si riduce fino a raggiungere il livello medio, che permane fino al tardo pomeriggio del 24 febbraio.
La calma fra parossismi: il Cratere di Sud-Est, visto dal “Cono del Laghetto” (dell’eruzione del 2001) sull’alto versante meridionale
 
Questo episodio parossistico, il quinto nell’arco di una settimana, è stato uno dei più violenti registrati negli ultimi decenni.
Le fontane di lava sostenute hanno superato l’altezza di 1.500 metri per almeno una decina di minuti, e sono tra le più alte osservate al Cratere di Sud-Est negli ultimi decenni.
Così alte erano state osservate in passato solo al cratere Voragine (4 settembre 1999 e 3 dicembre 2015). In quelle occasioni le fontane raggiunsero altezze di oltre 2000 m.
Il parossismo non ha causato danni alle zone abitate, e ha regalato uno spettacolo raramente visto prima a decine di migliaia di abitanti delle aree limitrofe.
 

 
 Parossismo dell’Etna del 24 febbraio 2021  
Mercoledì pomeriggio, poco prima delle 17, riprende la danza.
Alcuni ricercatori dell’INGV si trovano nella Valle del Bove per un sopralluogo, quando ha inizio una serie di emissioni di cenere dal Cratere di Sud-Est, accompagnata da boati e lanci di bombe vulcaniche.
Questi avvenimenti preannunciano una nuova attività stromboliana alle bocche orientali del cratere.
Pochi minuti dopo, la Sala Operativa dell’INGV di Catania rilascia il comunicato che dà la notizia al mondo dell’inizio del nuovo parossismo dell’Etna, il sesto in soli 8 giorni.
 
Il vulcano segue precisamente la coreografia esibita durante gli episodi parossistici precedenti: attività stromboliana, trabocco lavico, che comincia poco dopo le ore 20.00.
Quasi contemporaneamente cominciano a formarsi basse fontane di lava; intorno alle 20.30 le fontane raggiungono già centinaia di metri di altezza.
Sopra di esse si sta alzando una colonna eruttiva scura, illuminata dalla luna quasi piena.
 

 
 Il momento culminante del parossismo  
Non è mai una semplice replica del parossismo precedente, e anche questa volta si notano differenze rispetto al parossismo del 22-23 febbraio.
C’è più emissione di cenere da diversi punti, anche sui fianchi del Cratere di Sud-Est.
Nuove bocche si aprono alle estremità della fessura che da tempo taglia, da est a ovest, il cono del Cratere di Sud-Est.
La frattura connette le bocche orientali con quelle in corrispondenza della “sella”, che una volta erano separate.
Poco dopo le ore 22:00 comincia anche un trabocco lavico da quest’ultima, alimentando un piccolo flusso lavico diretto verso sud-ovest.
 
Arriva il momento culminante, poco dopo le ore 22.20. Dal fianco orientale del cono del Cratere di Sud-Est scende una nube nera, incandescente alla base, all’interno della quale si vedono diversi piccoli fulmini.
La nube è un flusso piroclastico, che percorre alcune centinaia di metri lungo l’alta parete occidentale della Valle del Bove.
Dopo le ore 22.30, l’attività esplosiva diminuisce rapidamente. Alle 22.40 anche questo parossismo si è sostanzialmente concluso.
Per diverse ore ancora, le colate laviche continuano ad espandersi sia verso la Valle del Bove, che verso sud-ovest.
 
 L’attività effusiva non è ancora completamente finita  
Nel mattino del 25 febbraio diventa chiaro che l’attività effusiva non è completamente finita: un rivolo marcato da gas bluastro serpeggia da una bocca alla base orientale del Cratere di Sud-Est, raggiungendo circa 200-300 m di lunghezza.
Questa sbavatura di lava dura fino al mattino del 26 febbraio, poi si esaurisce. Non si tratta di un fenomeno insolito; anche negli intervalli fra alcuni dei parossismi del 2000 e del 2013 si è osservata una debole emissione di lava.

Con questa spettacolare sequenza di parossismi in corso, arrivano anche colleghi dalle altre sedi dell’INGV, per partecipare al monitoraggio e agli studi di questi eventi.
La sera del 24 febbraio, con temperature sotto zero, un gruppo di ricercatori delle sedi INGV di Catania, Roma e Palermo osserva e misura con diversi strumenti le fontane di lava.
L’Etna ci lascia ancora una volta senza fiato, rapiti e stupiti dalla sua irrequieta bellezza. E in attesa di sapere cosa accadrà nelle prossime ore.

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