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«Studi di genere»: ad Arco la tavola rotonda

L'evento inaugura il calendario di proposte per la Giornata internazionale della donna

Si è tenuta venerdì 4 marzo all’auditorium di Palazzo dei Panni la tavola rotonda di presentazione della nuova sezione «Studi di genere» della biblioteca civica «Bruno Emmert», evento che ha inaugurato il calendario di proposte per la Giornata internazionale della donna.
Dopo i saluti e il benvenuto del direttore della biblioteca Alessandro Demartin, il sindaco Alessandro Betta ha parlato della presenza di una nuova sezione di studi di genere in biblioteca ad Arco come di un fatto significativo per una comunità che in questi anni si è spesa per la necessaria evoluzione della società verso maggiori diritti civili e laicità tramite dibattiti e prese di posizione in difesa delle libertà, contro la violenza sulle donne e, ultimamente, con l’attenzione al linguaggio di genere e inclusivo.
 
«Quel fiume carsico che è il femminismo, come lo definisce Lidia Menapace – ha detto il sindaco, leggendo un messaggio del consigliere delegato Tommaso Ulivieri – ogni tanto sprofonda e ci sono dei periodi di terribile dominio maschile e basta.
«La guerra è uno di quegli archetipi maschilisti, ed è per questo che è tanto più significativo l'appello delle femministe russe, che non sarebbe tale se cinquant'anni fa anche donne trentine e del Basso Sarca non avessero messo a disposizione le loro passioni, curiosità e competenze, e oggi questo nucleo di sapere, per il cambiamento.»
 
Quindi il direttore Demartin ha presentato la nuova sezione dedicata agli studi di genere, nata dalla generosità di Silvia Cazzolli, che ha donato la ricca collezione di scritture di donne raccolta dalla madre Miriam Bazzanella, anima del Collettivo femminista Basso Sarca, durante un’intera vita di impegno appassionato. 
«I circa 400 documenti esposti, selezionati nel corposo lascito di quasi oltre 800 – ha spiegato il direttore – tra romanzi, saggi e periodici, danno conto di un periodo molto ampio che va dagli anni Settanta fino al 2015, e oltre al valore in sé, testimoniano la preparazione e l'interesse di una delle protagoniste della lotta femminista e di una delle maggiori intellettuali della nostra zona.»
Il direttore ha poi spiegato che alla donazione Bazzanella il Comune ha aggiunto una sessantina di libri già posseduti e inerenti gli stessi argomenti, e che da qualche giorno sono al vaglio e in catalogazione i libri di Franca Maceri, anche lei attiva nel Collettivo femminista Basso Sarca, donati dalla famiglia e presto aggiunti nella nuova sezione.
 
A seguire, la tavola rotonda, con Beatrice Carmellini (Mnemoteca del Basso Sarca) che ha ricordato la figura di Miriam Bazzanella e ripercorso la storia e le vicende umane del Collettivo e delle sue battaglie, in particolare quelle per il consultorio familiare (con la memorabile occupazione del Comprensorio) e per le 150 ore per il diritto allo studio, per il riscatto dall’emarginazione sociale.
Quindi, in videoconferenza da Parigi, Elisa Bellé del Centre d'études européennes et de politique comparée de Sciences Po ha esposto gli esiti della sua ricerca, confluita nel libro «L'altra rivoluzione: dal sessantotto al femminismo» (Rosenberg & Sellier, 2021), sul movimento femminista italiano, in particolare sulla cosiddetta «seconda ondata» degli anni Settanta, vista da uno dei luoghi simbolo del Sessantotto studentesco: la facoltà di Sociologia di Trento.
 
Infine, l’intervento di Roberta Giovanna Arcaini (Soprintendenza per i beni culturali della Provincia di Trento) è stato incentrato sul suo testo (scritto con Anna Vittoria Ottaviani e Gianluca Pederzini) «Mantenere memoria.
Documentazione di donne trentine in politica e nell’associazionismo» (Società di Studi Trentini di Scienze Storiche, 2019).
Arcaini ha sottolineato la grande importanza degli archivi al femminile, come quello nato alla biblioteca civica di Arco, nel lungo cammino per la cultura delle pari opportunità e il superamento degli stereotipi di genere, e ha ripercorso le vicende del Collettivo femminile Basso Sarca, uno dei più importanti del Trentino.
 
Si ricorda che la nuova sezione «Studi di genere» della biblioteca civica «Bruno Emmert» occupa due scaffali nella sala principale della biblioteca, opportunamente segnalati, liberamente consultabili e disponibili al prestito.

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