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Bolzano, femminicidi: presa di posizione dell'assessora Deeg

Importante la funzione delle Case delle donne, richieste leggi più severe e un rafforzamento della prevenzione

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Le notizie delle scorse settimane riguardo ai femminicidi hanno colpito tutta Italia e non solo. In questo contesto, infatti, anche l’Alto Adige non rappresenta un’eccezione.
«È scioccante sentire quante donne siano vittime della violenza domestica. Se le donne non possono più sentirsi al sicuro tra le pareti di casa e nel loro ambiente di vita dobbiamo constatare il fallimento della nostra società», afferma l'assessora alle politiche sociali Waltraud Deeg.
È giunto il momento, a suo giudizio, «di attivarsi per proteggere dalla violenza il maggior numero possibile di donne e bambini», e a questo scopo chiede che vi sia un rafforzamento delle leggi.
«La normativa attualmente in vigore riguardo alle misure contro la violenza famigliare, introdotta nel 2001, aveva già rappresentato un importante passo in avanti per elevare il livello di protezione delle vittime - spiega l'assessora - ma purtroppo non si è raggiunto l’obiettivo, come viene testimoniato dal crescente numero di femminicidi commessi negli ultimi mesi ed anni. Deve essere possibile agire prima che la violenza si manifesti concretamente. Se le donne si sentono minacciate deve essere possibile poter contare su di un aiuto concreto», afferma l’assessora, che pone l’accento sull’importante funzione delle Case delle donne.
 
Centri antiviolenza e Case delle donne in Alto Adige
In Alto Adige sono operativi a Bolzano, Merano, Bressanone e Brunico centri di consulenza, alloggi protetti e case delle donne alle quali le donne possono rivolgersi in maniera diretta e non burocratica.
In queste strutture le donne, sotto molti punti di vista, vengono sostenute, accompagnate e preparate ad affrontare nel migliore dei modi una vita autonoma.
Nonostante il prezioso servizio svolto da queste strutture ciò non è comunque sufficiente.
«Dobbiamo intervenire prima che la violenza si verifichi o esploda - prosegue l'assessorea Deeg - e ciò significa, in primo luogo, creare le basi e comunicare l’eguaglianza di ruoli della donna e dell’uomo già dai primi anni di vita dei figli, rafforzare un lavoro di prevenzione nel caso venga segnalata la violenza, sia fisica che psichica, maggiore severità degli strumenti giuridici, in modo tale che la tutela dalla violenza possa essere rafforzata anche nel caso di un aumento della minaccia.»
 
Regole sui social media e più prevenzione
Secondo l’assessora Deeg rientrano tra queste misure «regole chiare e rigide per commenti aggressivi, ostili alle donne ed offensivi nei social media», e anche l’ampliamento delle possibilità di intervento preventivo per le Forze dell’ordine oltre ad «un training anti-violenza obbligatorio per gli uomini che evidenziano un elevato potenziale di aggressività».
Secondo l'assessora alle politiche sociali è «lodevole il fatto che per la prima volta il massimo esponente del governo italiano, il Presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, abbia definito i femminicidi un "problema culturale" ed abbia voluto imprimere una svolta culturale già dall’età scolare. Ciò dimostra – conclude Waltraud Deeg – che vi è una base di confronto che vogliamo utilizzare per arginare ulteriormente la violenza in ogni sua manifestazione.»
Il tema della violenza contro le donne è oggetto dell'opuscolo informativo Anche tu puoi fare qualcosa.
 
Informazioni ed indirizzi
- Casa delle donne e Centro antiviolenza Bolzano (800 276 433)
- Alloggi protetti Bolzano (800 892 828)
- Casa delle donne e Centro ascolto antiviolenza Merano (800 014 008)
- Casa delle donne e Centro antiviolenza Bressanone (800 601 330)
- Alloggi protetti e Centro antiviolenza Brunico (800 310 303)

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