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In sala stampa i soccorritori e il drone che è stato impiegato

Il grazie del presidente Rossi e dell’assessore Mellarini ai protagonisti del salvataggio in val di Tovel

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Il ringraziamento al personale che è intervenuto ieri nel salvataggio in val di Tovel e la presentazione della tecnologia impiegata, basata sull’utilizzo di un drone munito di un’apparecchiatura che consente di «vedere» di notte il calore emanato dal corpo umano e che è stata determinante, con il contributo dei soccorritori, nella brillante operazione effettuata: è questo il significato dell’incontro che si è svolto oggi, all’interno della conferenza stampa della Giunta, con i protagonisti della missione.
«Grazie a professionisti e volontari motivati e preparati – ha detto il presidente Ugo Rossi – e grazie a mezzi all’avanguardia e ad un’organizzazione collaudata, possiamo contare nel campo della protezione civile su un sistema di prim’ordine che fornisce ai cittadini un servizio di alto livello.»
«Un ringraziamento – ha aggiunto l’assessore Mellarini – va indirizzato alle meravigliose persone, donne e uomini, senza distinzioni tra volontari e professionisti, che costituiscono il sistema trentino della protezione civile, che ancora una volta ha dato prova di funzionare in modo straordinario grazie alla professionalità degli operatori ed alla capacità di lavorare in squadra.»
Oggi i protagonisti hanno raccontato le loro impressioni e condiviso la soddisfazione per l’esito della missione.
 

 
Non si trattava di un videogame né di uno spezzone di un film di guerra.
Mentre i protagonisti del salvataggio raccontavano i dettagli dell’operazione, sullo schermo scorrevano le immagini reali, registrate dal drone durante l’intervento.
Nel buio, al suolo nascosta agli occhi dei soccorritori, è comparsa l’immagine una persona, individuata grazie all’apparecchiatura montata sul drone che l’ha riconosciuta rispetto all’ambiente circostante rilevando il calore corporeo.
La persona è stata così localizzata e raggiunta dal personale che agiva sul terreno, per essere portata in salvo.
Un successo, è stato spiegato, dovuto al coordinamento tra le varie componenti del soccorso intervenute e alla proficua interazione tra uomo e tecnologie.
 

 
L’operazione di recupero di una persona dispersa in val di Tovel è iniziata nella tarda serata di mercoledì 11 luglio, attorno alle 23.50.
Alla Centrale 115 è arrivata una richiesta di intervento dai Carabinieri della stazione di Cles per l'attivazione delle ricerche in soccorso di una persona dispersa in località val di Tovel nel Comune di Ville d'Anaunia, in Val di Non.
Dalla sede di Trento dei Vigili del Fuoco permanenti sono partite le unità specializzate nel soccorso in zone impervie e anche il Servizio Aeromobili a Pilotaggio Remoto.
Si sono aggiunti alle squadre di soccorso dei Vigili del Fuoco Volontari di Tuenno, Tassullo, Nanno, dei Cani da ricerca e catastrofe e del Soccorso alpino che già stavano operando in zona.   
 

 
Alle ore 3.45 circa della notte del 12 luglio, il drone ha individuato la persona dispersa, che è stata tratta in salvo.
Da due anni, è stato spiegato questa mattina, all’interno del Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco di Trento opera un nucleo di personale che lavora con i droni.
Quattro piloti e 12 persone per il supporto tecnico gestiscono cinque velivoli multirotore, collaborando nei soccorsi in vari scenari e anche nel monitoraggio di frane e smottamenti.
È un settore di avanguardia messo alla prova recentemente anche in esercitazioni di alto livello.

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