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Percorso formativo dove la disabilità diventa una vera risorsa

Presentato a Palazzo Roccabruna il progetto formativo realizzato con fondi europei e promosso da Formazione Spa, ONAV e AbC Irifor del Trentino

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La disabilità può diventare un’opportunità, quando favorisce lo sviluppo di altre abilità «compensative»: è il caso del mestiere di assaggiatore di vino, dove olfatto e gusto contano più della vista, e possono essere la base per creare nuove professionalità.
Con queste premesse, unite ad una coscienza sociale e un po’ di sano spirito pioneristico, è nato il primo corso in Trentino rivolto a ciechi e ipovedenti per diventare assaggiatori specializzati di vini e distillati, presentato oggi a Palazzo Roccabruna a Trento.
Il corso è iniziato lo scorso aprile e proseguirà fino ad aprile 2020.
I sette partecipanti sono giovani trentini di età media attorno ai 25 anni, diplomati o laureati, tra cui tre donne.
Seguiranno un percorso formativo di 216 ore, suddivise in lezioni in aula (materie: analisi sensoriale, cultura enologica e produzione di vino, enologia) e un tirocinio presso le cantine vinicole del Trentino (hanno aderito Fondazione Mach, Cantina Sociale di Trento, Cantina di Lavis, Pojer & Sandri, Revì, Cantina Foradori, Cantina Endrizzi, Cantina di Isera, Pilzer Distillati, Poli Distillerie, Cantina Toblino).
 

 
La figura dell’assaggiatore di vini è diversa da quella del sommelier, è stato spiegato: l’assaggiatore certifica la qualità dei vini che beviamo quotidianamente.
Il sommelier, invece, si concentra principalmente sulle caratteristiche organolettiche e sensoriali del vino.
«Già nelle prime lezioni abbiamo riscontrato un forte interesse da parte dei partecipanti – ha commentato Luca Miorandi, delegato di ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino) per Trento – e il corso è iniziato quindi con i migliori presagi per il futuro. Puntiamo molto sulla motivazione dei ragazzi e sulla loro capacità di compensare l’assenza della vista con gli altri sensi, come gusto e olfatto, fondamentali nell’arte dell’assaggio.»
Ferdinando Ceccato, direttore di AbC Irifor del Trentino, ha sottolineato: «per i non vedenti si tratta di un’opportunità professionalizzante in ambiti diversi da quelli solitamente a loro offerti, come il centralino o la fisioterapia, permettendo invece di operare nell’ambito di una delle eccellenze del Trentino, in cui credo che potranno sicuramente dire la loro. Il lavoro per queste persone è particolarmente importante: significa crescita, autonomia, indipendenza economica.»
 

 
«Un corso nato grazie ad enti diversi che hanno lavorato in sinergia, senza individualismi, per aprire strade nuove e utilizzare in modo virtuoso i fondi messi a disposizione dall’Europa» ha detto Stefano Schena, presidente di Formazione spa, sottolineando la valenza sociale del progetto, che è stato finanziato dal Fondo Sociale Europeo per 38.231 euro e realizzato con il coinvolgimento della Provincia autonoma di Trento e del Dipartimento di Sociologia dell’Università di Trento.
Dello stesso avviso la vicepresidente nazionale ONAV, Pia Donata Berlucchi: «è un progetto che ha un ideale forte: crediamo che se queste persone potranno svolgere un percorso formativo di qualità, otterranno risultati anche migliori delle persone cosiddette normali.»

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