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Webinar organizzato con le circoscrizioni di Povo e Villazzano

«Circonvallazione ferroviaria, occasione per ridisegnare la città dei prossimi 100 anni»

Il sindaco Ianeselli: «Innsbruck ha allontanato i treni merci dall'abitato negli anni Novanta.
Facchin ha illustrato il cronoprogramma di un piano di trasformazione urbana.
che prevede una stazione provvisoria all'ex scalo Filzi (nel 2030), l'interramento della linea fino a via Monte Baldo, la stazione ipogea e il Nordus (2033).

«Dobbiamo scegliere se subire i progetti del corridoio ferroviario o se far diventare il potenziamento della ferrovia un'occasione per ridisegnare la città dei prossimi cento anni.»
Introducendo il webinar «La circonvallazione ferroviaria: il primo tassello della città che cambia», organizzato insieme alla Circoscrizioni di Povo e Villazzano, il sindaco Franco Ianeselli ha così fotografato la sfida che l'Amministrazione comunale e la cittadinanza, con il supporto fondamentale della Provincia autonoma, devono affrontare nei prossimi anni.
 
Il sindaco ha sottolineato come le previsioni del piano regolatore di vent'anni fa, che immaginava di liberare la città dalla presenza ingombrante e rumorosa della ferrovia, siano diventate realizzabili «grazie al progetto della Circonvallazione ferroviaria, che consentirà di interrare i binari tra la rotatoria di Nassirya e le Albere senza dover fermare il transito dei treni».
 
Rimanendo alla circonvallazione, che è la prima grande opera in ordine di tempo, il sindaco ha poi aggiunto che un progetto analogo a quello di Trento è già stato sperimentato non molto lontano da qui.
«La città di Innsbruck ha fatto qualcosa di molto simile a quello che stiamo affrontando oggi all'inizio degli anni Novanta», quando ha allontanato i treni merci dall'abitato costruendo un bypass ferroviario di quasi 15 chilometri, 12 dei quali corrono in una galleria che a oggi è la più lunga dell'Austria.
 
Il sindaco ha quindi insistito sulla valenza ambientale del progetto ferroviario.
«La galleria di base del Brennero è stata definita uno dei principali progetti di protezione ambientale in Europa in quanto, senza la ferrovia, non sarebbe possibile il conseguimento degli obiettivi climatici. Dobbiamo ricordarci che è anche di questo che stiamo parlando.»
Infine Ianeselli ha assicurato che questo è il primo momento di un confronto che accompagnerà il progetto integrato nei prossimi anni.
«Intendiamo coinvolgere i cittadini, aprire uno spazio di discussione anche fisico nel Trento Lab di via Belenzani.
«La partecipazione è importante non solo per far comprendere la portata del progetto, ma anche per migliorarlo.»
 
Ben vengano dunque i sondaggi in corso a Mesiano, «perché servono proprio a darci gli elementi per conoscere e affrontare al meglio tutti gli aspetti di progetto, compresi quelli ambientali».
È toccato poi all'assessore alla Transizione ecologica Ezio Facchin raccontare il grande progetto del corridoio del Brennero, di cui la Circonvallazione ferroviaria di Trento è parte.
«L'opera di scavo del tunnel del Brennero è arrivata a 137 chilometri dei 230 complessivi, ora è necessario accelerare sulle cosiddette tratte d'accesso, compresa quella di Trento, in modo da arrivare puntuali al 2028, quando il tunnel di base sarà concluso.»
 
Facchin ha quindi riassunto le tappe di un percorso che,  dal prg di Busquets nel 2003 al protocollo d'intesa tra Comune, Provincia e Rete ferroviaria italiana nel 2019, rende oggi possibile un grande piano di trasformazione urbana che, secondo una prima ipotesi di cronoprogramma, prevede la costruzione di una stazione ferroviaria provvisoria all'ex scalo Filzi (tra il 2028 e il 2030), l'interramento della linea storica tra Filzi e via Monte Baldo, la stazione ferroviaria ipogea e il Nordus, operativi dal 2033.
A quel punto la città, liberata dai treni merci oltre che da gran parte dell'inquinamento dell'autostradale, avrà a disposizione «aree da destinare a nuove funzioni urbane e un nuovo e moderno sistema di trasporto su ferro, che sarà integrato con quello su gomma» in modo da connettere tutti i quartieri cittadini.
 
Vista l'estensione temporale delle opere, la presentazione di Facchin ha infine fatto riferimento alla necessità di «un patto generazionale che, sulla base di obiettivi condivisi e di progetti fattibili, affidabili, coerenti e pianificabili, riesca a far crescere una cultura per la città».
Ricco di spunti è stato il terzo intervento a cura di Giuseppe Romeo, responsabile del progetto ferroviario, che ha illustrato la metodologia di lavoro adottata per alcuni progetti analoghi a quelli pianificati per Trento e realizzati da Rfi in Italia.
Le risposte a tutte le domande inviate all'Amministrazione comunale nel corso del webinar saranno disponibili a breve sul sito del Comune.

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