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Le dimissioni di Bornancin da presidente delle Farmacie Comunali

La lettera aperta dei dipendenti all’«amato presidente» e le nostre considerazioni

Questo il testo della lettera che i dipendenti delle Farmacie Comunali di Trento hanno inviato alla nostra redazione.

Caro Presidente
È con grande dispiacere che apprendiamo la sua decisione di abbandonare l’incarico di «nostro Presidente».
Questo ha creato in tutti noi, oltre che un grande sconforto, grande preoccupazione per il futuro.
Non possiamo non chiederci perché un Presidente che si è fin da subito dimostrato rispettoso dei lavoratori, sempre disponibile ed aperto al dialogo e al confronto, corretto e trasparente, a distanza di solo un anno di mandato abbia deciso di interrompere bruscamente la collaborazione con le Farmacie Comunali.
Siamo stupiti e disorientati ma continueremo a lavorare con dedizione, determinazione e voglia di crescere.
La ringraziamo per tutto quello che ha fatto per noi lavoratori nel breve periodo della sua carica e la sosteniamo con solidarietà ed affetto.
Un caro saluto

I lavoratori delle Farmacie Comunali
.

Come i nostri lettori (e i firmatari della mail) sanno, Maurizio Daniele Bornancin è un importante collaboratore del nostro quotidiano l’Adigetto.it, per il quale si occupa di economia negli scenari locali e nazionali, per cui non ci può bastare pubblicare la mail giunta in redazione.
Noi abbiamo sentito Bornancin il quale, riservato e moderato come è, non ha voluto dire nulla di più di quanto non sia già di pubblico dominio. 
Però possiamo aggiungere una considerazione che prende vita proprio da quanto conosciamo noi della problematica, senza per questo rappresentare il pensiero dello stesso Bornancin.
 
Daniele M. Bornancin è stato nominato alla presidenza delle Farmacie Comunali grazie alla sua preparazione professionale. Essendo stato consigliere comunale, il Sindaco stesso ha avuto modo di apprezzarlo per la sua competenza e correttezza.
Dopo un anno di presidenza, però, è emerso un problema legato alla natura stessa del Consiglio di Amministrazione, che non sembra abbia un grande potere nella gestione dell’azienda.
Il Direttore generale, infatti, ha tutte le deleghe possibili, ivi compresa quella di assumere dipendenti senza confrontarsi con l’organo amministrativo.
Al CdA rimane in buona sostanza il «potere» di approvare il bilancio.
 
Con questo non vogliamo dire che l’azienda sia gestita male, per carità, ma di fronte a una situazione del genere, comprendiamo se Maurizio Bornancin si è sentito inutile e si è dimesso.
Quindi - aggiungiamo noi - le soluzioni possibili sarebbero due. O il Direttore generale viene promosso Consigliere Delegato, oppure gli si tolgono le deleghe.
Visto che Bornancin non intende forzare la mano a chicchessia, ha preferito rinunciare alla carica di Presidente delle Farmacie Comunali. 
Ma questo, lo ripetiamo, è il nostro pensiero.

GdM

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