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«Les Lègumes, quelle aventure» di Michela Eccli e V. Tèoulle

Un libro per i più piccoli per innamorarsi dei minestroni: presentazione alle ore 18 di venerdì 16 marzo a Rovereto – Di Massimo Parolini

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Titolo: Les Lègumes, quelle aventure
Autrice delle illustrazioni: Michela Eccli
 
Testo: Virginie Tèoulle
Editore: Rue de l’échiquier Jeunesse 2017
 
Presentazione: A Rovereto, venerdì 16 marzo
Prezzo di copertina: € 16,50
 
Ditemi quanti di voi «adulti» mangiano costantemente «rape rosse»! Oppure quanti «adorano» le biete, le melanzane, i porri.
Se non siete tra i fortunati forse è perché nessuno, da piccoli, né genitori né maestre, si è seduto al vostro fianco leggendovi una storiella educativa con le illustrazioni fantasiose di Michela Eccli.
Quindi, se avete figli piccoli o siete maestre/i di scuole materne-asili nido, non potete fare a meno di regalarvi il libro «Les Lègumes, quelle aventure» (edito recentemente dalla casa editrice francese «Rue de l’échiquier», con un testo di Virginie Tèoulle) in cui una coccinella avventurosa (Demoiselle Coccinelle) incontra vari animali (memore dei musicanti di Brema) che utilizzano come mezzi di locomozione varie verdure dirette alla cucina di un cuoco-cuisinier che le tagliuzza per preparare uno squisito minestrone, accompagnati dall’orchestrina dei musicanti i quali, nell’immagine finale, riposano «pasciuti» nel piattino.
 
Libro per l’infanzia distribuito in Francia (e in Italia) che verrà presentato venerdì 16 marzo alle ore 18 alla libreria per i piccoli «Piccoloblu» di Via Rialto, 4 a Rovereto.
L’autrice l’aveva mostrato a varie case editrici italiane, il suo progetto, spesso senza risposta. Peccato... Quando ha incrociato l’interesse di Alice Briere Haquet (suo il blog «Alice in wonderblog» che mette in contatto grafici, illustratori con autori di testi e viceversa) la risposta è arrivata, ed è stata positiva.
Risparmiamoci il «nemo profeta in patria» o la battuta facile sull’Italia che manda all’estero i propri talenti: va bene così!
Un testo pubblicato in Francia per la prima volta, non potrà ora che avere l’interesse accondiscendente di varie grandi case editrici italiane.
Superare il Gran San Bernardo fa bene, ogni tanto: anche in senso inverso a Napoleone...
 

 
Non è nuova l’autrice, all’ideazione e realizzazione di volumi per l’infanzia nei quali, memore dell’ideale pariniano dell’insegnar dilettando, utilizza lo zuccherino di una storia accattivante in abbinata con originali illustrazioni per «sconfiggere» le resistenze dei più piccoli nelle proprie esperienze quotidiane.
In questo caso le resistenze da superare si chiamano «blocchi alimentari», riferiti alle «poco attraenti» verdure. Hai voglia di decantarne le qualità vitaminiche e gli antiossidanti... Discorsi da adulti...
Già in passato Michela Eccli si era cimentata con queste tematiche, dicevamo, e aveva illustrato «Sempre capricci!», un vademecum scritto da Roberta Giudetti per la casa editrice Erickson: sei storie che insegnano ai genitori come comportarsi con un figlio capriccioso che si rifiuta di andare a dormire, non vuole essere portato all’asilo (di questi tempi, però, potrebbe essere un sintomo da tenere in considerazione...), urla in un centro commerciale perché vuole assolutamente un balocco, etc.
Un libro molto utile, ancora disponibile, che vi consigliamo, poiché fornisce preziosi suggerimenti per risolvere questi problemi.
 
Anche nel caso de «Les Lègumes, quelle aventure» la storia va letta assieme ai propri figli, nipoti, scolari, perché presenta un percorso educativo che ha un doppio scopo: da un lato fare in modo che il bambino si identifichi e si misuri col protagonista; dall'altro, aiutare l’educatore ad affrontare situazioni simili.
Ancora una volta, dunque, l’autrice, madre di due figli, propone uno strumento utile a bambini e adulti per elaborare insieme la quotidianità, che si propone di dimostrare che la comunicazione, l'ascolto e la soluzione collaborativa del problema devono sempre essere al centro della vita familiare.
L’idea di Michela Eccli è di usare le fotografie (poi rielaborate) per animare (e ri-formare) gli oggetti: in questo caso le verdure.
Animandole, dandogli «identità», si attua - attraverso il ludo - un riconoscimento da parte del bambino, che crea un dialogo vincendo la sua ostilità-diffidenza iniziale.
Un lavoro impegnativo, quello dell’autrice, docente di «Discipline audiovisive e multimediali» al Liceo artistico «A. Vittoria» di Trento, frutto di vari mesi di lavoro per realizzare le proprie composizioni tridimensionali partendo dalle foto di vere verdure.
Per poi ricomporle in forme che solo il «fanciullino» pascoliano potrebbe vedere, con la sua capacità di stupirsi e stupirci, cogliendo un’essenza diversa dalla loro funzione «canonica», nei suoi rapporti «analogici»: ecco allora la casa di fagioli, i grattacieli di porri e cipolle viola, la moto-vespa di patate e carote, le mongolfiere di zucche e il trenino di zucchine.
Le abbiamo rivolto alcune domande, per i nostri lettori.
 

 
Chi è Michela Eccli?
«Una persona sempre alla ricerca di stimoli legati all’immagine e alla comunicazione visiva: un interesse che mi nutre costantemente.
«Fin da bambina avevo la passione per le immagini e gli albi illustrati.
«Da adulta continuo ad alimentare l’interesse verso la coniugazione di immagine e narrazione che trovo negli albi illustrati.»
 
Che messaggi vuoi trasmettere con questo libro?
«Ho avuto la fortuna di avere una madre con la passione per la cucina e un padre con la passione per l’orto e le buone verdure. Il connubio tra queste due passioni diventava una sinfonia sensoriale al momento di degustare pietanze a base di verdure come il minestrone: da qui è nata l’idea di fare un libro, che potesse trasmettere un interesse verso questo piatto che solitamente non è amato dai bambini più piccoli.
«Infatti, anche io, quando ero bambina odiavo il minestrone ma diventando adulta il mio gusto è cambiato ed ora è diventato uno tra i miei piatti preferiti!
«Attraverso questo libro ho cercato di comunicare tutto quello che può racchiudere un buon piatto: Colore, profumi, sensazioni, ricordi, piacere…»
«Degustare del buon cibo è un’emozione sensoriale, che mi viene da paragonare con le sensazioni immersive che provo anche nell’ascoltare della particolare musica.
«Assaggiando del cibo metto in atto i sensi visivi, gustativi, tattili ma manca quello uditivo: per questo motivo ho deciso di inserire al momento dell’assaggio del minestrone l’immagine di un concerto messo in scena, per completare il ventaglio di tutti i sensi.
«Attraverso questo libro volevo far notare i bellissimi colori e le varie forme che hanno le verdure e creare della meraviglia/stupore attraverso la trasformazione delle verdure stesse.»
 

 
Che valore ha oggi, nell'era dei Tablet e dei videogiochi in carrozzella, un libro illustrato per i più piccoli? C'è ancora spazio per la fantasia? C'è una resistenza dei genitori all'omologazione della tecnica?
«Con l’avvento dei tablet, sicuramente l’editoria è entrata in crisi ma non l’editoria per l’infanzia che rimane ancora una nicchia forte in questo settore.
«Tendenzialmente ai bambini in età prescolare si preferisce ancora regalare un libro che lasciare il bambino da solo di fronte ad uno schermo.
«Sicuramente l’editoria per l’infanzia rimane il settore più significativo in cui un illustratore può trovare ancora spazio per la fantasia.
«La differenza tra omologazione di stili dipende molto dalle scelte stilistiche delle case editrici e dalla sensibilità/conoscenza del genitore che acquista ma un buon libraio può dare delle indicazioni significative su albi illustrati alternativi o meno omologati facendo anche cultura in questo ambito.»
 
Pubblicare in Francia: una scelta o una necessità?
«Per il tipo di competenze che ho acquisito a livello professionale, volevo fare un albo illustrato che contenesse fotografia ma in Italia la fotografia non è molto considerata anche se in questi ultimi mesi qualcosa sta cambiando.
«Mi sono rivolta alla Francia perché ho scoperto durante una fiera a Parigi per l’editoria per ragazzi che gli editori francesi hanno molta più sensibilità, interesse verso albi illustrati che contengono fotografia.
«Ho provato ad inviare dei progetti fotografici in Italia ma non ho trovato editori disponibili a pubblicare. In Italia spesso gli editori non rispondono neppure alle mail con i progetti che proponi.
«Invece con la Francia è stato più facile, gli editori ti rispondono.»

 MICHELA ECCLI 
Diplomata all'Accademia di Belle Arti di Milano, Michela Eccli (Trento, 1970) è docente di Discipline audiovisive e multimediali al Liceo artistico “A. Vittoria” di Trento e lavora nei settori dell'illustrazione, della fotografia, dell'audiovisivo e del multimediale.
Autrice di opere digitali e cartacee (del 2002 "Sempre capricci!", edizioni Erickson), elabora le sue creazioni partendo dalla fotografia per raccontare storie con uno stile originale.
Tra i suoi lavori, ancora inediti (che ci auguriamo di veder presto pubblicati): A-strange-bean-soup (Una strana zuppa di fagioli), Tante-macchie, Rosso, Gatto bau (http://cargocollective.com/michelaeccli/).

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