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La Libia ha accettato l’ultimatum delle Nazioni Unite

Ordinato il cessate il fuoco, anche se Francia, Usa e Inghilterra non abbassano il livello di guardia

Abbiamo appreso in diretta video che la Libia ha accettato la risoluzione dell'ONU, per cui accetta l'imposizione del cessate il fuoco.
Il portavoce libico ha dichiarato davanti alle telecamere di mezzo mondo che la Libia «è costretta ad accettare la risoluzione per il semplice fatto che è membro delle Nazioni Unite».

Ha peraltro criticato duramente la risoluzione stessa, per una serie di motivi.
Anzitutto, secondo il portavoce, la decisione è in netto contrasto con lo statuto stesso dell'ONU, che si propone di risolvere qualsiasi conflitto senza l'uso della forza.
In secondo luogo, la «no fly zone» provocherà un sacco di problemi e sofferenze presso quegli stessi civili che la risoluzione si sarebbe proposta di evitare.
Anche il sequestro dei beni di proprietà libica pone seri problemi alla vita della popolazione civile.
Infine, sempre secondo Gheddafi, l'Onu sarebbe intervenuto su problemi ci carattere interno e per questo l'azione è da considerarsi illegittima.

Da parte loro, i leader di Francia, Inghilterra e Usa prendono la dichiarazione della Libia con le pinze.
La risoluzione prevede l'intervento di forze aeree per placare i combattimenti e sia Cameron che Sarkozy hanno deciso di mantenere i propri caccia nella massima allerta.
Anche l'Italia sembra decisa a mettere a disposizione due basi in Sicilia e una in Puglia.

Staremo a vedere come andrà avanti.
Francamente non abbiamo molta fiducia né in Gheddafi né nei Paesi occidentali che hanno voluto a tutti i costi la risoluzione dell'ONU.
Anche questo cessate il fuoco, alla fin dei conti, è un'imposizione fatta fon la forza.
Il nostro Paese, inoltre, è troppo vicino alla Libia per prendere parte a qualsivoglia azione militare, sia pure di appoggio.
Infine, la storia dell'ultimo secolo ci dovrebbe suggerire di restare neutrali nel vero senso della parola.

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