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Il Trentino «Smart Territory» per affrontare le sfide del futuro

Aperta, presso il Consorzio dei Comuni Trentini in via Torre Verde 23, la prima conferenza internazionale su smart cities e servizi intelligenti

«Questa conferenza ha una dimensione fortemente territoriale, che parte dal livello locale per arrivare a quello nazionale ed europeo. Perché ogni città è un caso a sé. Per i problemi della nostra città, del nostro territorio, serve ad esempio una ricetta trentina.»
Così si è espresso Marco Pistore, a capo del progetto Smart Campus di Trento RISE, all’inaugurazione della prima edizione della conferenza internazionale «DCOF – Digital Cities of the Future».
La conferenza, che si tiene oggi e domani presso il Consorzio dei Comuni Trentini in via Torre Verde 23, è organizzata dal polo dell’innovazione Trento RISE con l’Osservatorio Smart Cities dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), il Consorzio dei Comuni Trentini e EIT ICT Labs Italy.
Si tratta di una grande occasione per confrontarsi sulle migliori esperienze nazionali ed europee nel settore delle smart cities e dei servizi intelligenti.
Perché bisogna cogliere le grandi opportunità delle nuove tecnologie, e valorizzarle in primo luogo a beneficio dei cittadini e della loro qualità della vita.
 
La conferenza «Digital Cities of the Future», che si è aperta oggi a Trento e che proseguirà domani presso il Consorzio dei Comuni trentini, conta sulla presenza di tutte le municipalità italiane. Secondo Paolo Testa, responsabile Osservatorio Smart Cities nonché direttore Cittalia Centro Studi ANCI, il tema delle smart city «va presidiato con attenzione, e infatti l’ANCI ha un osservatorio specifico che collabora con il FORUM PA e si sta consolidando.
Non si tratta di un progetto imposto, calato dall’alto, ma un aiuto molto concreto a disposizione dei comuni.» Testa ha voluto poi sottolineare come nell’ambito delle smart city «le politiche vengono prima delle tecnologie. Quest’ultime sono uno strumento per realizzare le prime.»
 
All’apertura dei lavori ha partecipato il dirigente della Provincia autonoma di Trento in materia di sviluppo reti telematiche, Sergio Bettotti, che ha commentato così.
«Il Trentino sta investendo da tempo sulle città del futuro. Stiamo completando la dorsale in fibra ottica, e abbiamo aperto il progetto per le Agorà pubbliche che permetterà l’accesso in wifi ai tutti i luoghi pubblici della nostra provincia.»
 
Per Michelangelo Marchesi, del Comune di Trento, «da qualche anno siamo impegnati sul fronte delle smart city, per investire in nuove tecnologie e offrire servizi migliori ai cittadini. Condividere questo percorso con altri soggetti come Trento RISE e il Consorzio dei Comuni Trentini è per noi molto importante.»
Le sfide sono molteplici, ad esempio conciliare le diverse esigenze della città. Come ha sottolineato Marino Simoni, presidente del Consorzio dei Comuni Trentini, «non c’è un futuro per la pubblica amministrazione né per la cittadinanza senza guardare all’innovazione, senza puntare allo smart territory.»
 
Tutti hanno sottolineato la necessità di rendere il processo più inclusivo e aperto possibile. Coinvolgendo i cittadini, gli attori del territorio, le imprese.
Il keynote speaker Cristiano Radaelli, presidente di Anitec e vicepresidente di Confindustria Digitale, ha spiegato come «oggi, nel mondo, circa il 50% delle persone viva nelle città. Le città, dunque, devono essere costruite intorno alla persona.»
Per rendere più smart un centro urbano «non basta realizzare l’infrastruttura tecnologica; bisogna prima capire come vuole essere la città in futuro, e solo sulla base di quello costruire infrastrutture e spazi».
Fondamentale, in questo senso, il ruolo delle Pubbliche Amministrazioni. Che non devono solo guidare lo sviluppo innovativo e gestire la collaborazione tra pubblico e privato, ma generare condivisione tra i cittadini.
 
Nel corso della giornata ci si è quindi soffermati su esempi concreti di città e soluzioni intelligenti: dal cruscotto smart city di Torino, al Rinascimento 2.0, passando per i contributi del settore privato.
Partendo dall’assunto che, come ha detto il direttore del FORUM PA Gianni Dominici, «nella dimensione urbana si concentrano i problemi del mondo, ma anche le soluzioni», e che servono «nuovi metodi e nuovi approcci che tengano conto della crisi».

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