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Golf – All’US Open di Pinehurst (North Carolina), F. Molinari 23°

Il tedesco Martin Kaymer, 30 anni di Düsseldorf, ha letteralmente dominato il torneo

Martin Kaymer (nella foto Wikipedia) ha vinto da dominatore, con 271 colpi (65-65-72-69), nove sotto par, il 114° US Open, secondo major stagionale disputato sul percorso numero 2 (par 70) del Pinehurst Resort, al Village of Pinehurst nel  North Carolina.
Ha concluso al 23° posto con 286 (+6) Francesco Molinari (69 71 72 74), che ha ottenuto il miglior piazzamento nelle sei edizioni del torneo a cui ha preso parte.
Kaymer, al secondo major in carriera dopo il titolo conquistato nell’US PGA Championship del 2010, è stato al comando sin dalle prime battute e ha lasciato agli avversari solo la possibilità di competere per il secondo posto, appannaggio con 279 (-1) di Erik Compton e di Rickie Fowler. Al quarto con 281 (+1) Keegan Bradley, Brooks Koepka, Dustin Johnson, l’australiano Jason Day e lo svedese Henrik Stenson, al quale non è riuscito il disegno di detronizzare Adam Scott.
Per farlo avrebbe dovuto vincere e sperare che il numero uno mondiale non entrasse tra i top quattro.
E in realtà Scott, nono con 282 (+2) alla pari con Brandt Snedeker e con Jimmy Walker, avrebbe fallito la difesa, ma al tirar delle somme anche così ha dato ulteriore stabilità alla sua leadership.
 
Poco incisivo il nordirlandese Rory McIlroy, 23° come Molinari, che era tra i favoriti con maggior credito alla vigilia, e prestazioni in grigio su un percorso ostico, che tuttavia ha concesso qualcosa nei primi due turni, di Phil MIckelson - in una gara che per lui sta diventando un incubo dopo sei secondi posti - e del nordirlandese Graeme McDowell, 28.i con 287 (+7), dello spagnolo Sergio Garcia e del sudafricano Ernie Els, 35.i con 288 (+8), dell’altro sudafricano Louis Oosthuizen e di Zach Johnson, 40.i con 289 (+9).
Quest’ultimo ha avuto il suo attimo di gloria alla buca 9 (172 yards, par 3) dove ha realizzato una hole in one utilizzando un ferro 7, un ace che non è servito a molto per la sua classifica.
Ancora più indietro Webb Simpson, 45° con 290 (+10), e l’inglese Paul Casey, 56° con +14.
 
È andata, comunque, peggio ad altri campioni usciti al taglio: Bubba Watson, Jason Dufner, Hunter Mahan, l’inglese Luke Donald, l’argentino Angel Cabrera, lo spagnolo Miguel Angel Jimenez e il sudafricano Charl Schwartzel, 68.i con 146 (+6), e l’inglese Lee Westwood, 101° con 148 (+8), il cui palmares sembra destinato a rimanere orfano di major.
Si è concluso dopo 36 buche il primo major di Andre Pavan, 89° con 147 (75-72, +7). Gli sono rimaste, però, la soddisfazione di aver partecipato e un’esperienza che gli tornerà molto utile per il futuro.
 
Kaymer si è mantenuto in par sulle prime 12 buche (due birdie e due bogey), lasciando qualche spiraglio alla concorrenza, poi ha chiuso il portone con due birdie di fila (13ª e 14ª) e il bogey alla 16ª è rimasto per le statistiche.
«Certe vittorie – ha detto – hanno un sapore particolare, specie poi se si ottengono in un altro continente. Anche in questa occasione, come nel Players Championship, gli spettatori sono stati molto corretti nei miei confronti.
«Devo loro qualcosa perché mi hanno continuamente sostenuto. Oggi ho giocato insieme a Rickie Fowler, un giocatore molto aggressivo che può fare tanti birdie e non è stato facile, anche se avevo un buon vantaggio.
«Ho espresso un gioco molto solido nelle prime due giornate, che mi ha dato un buon margine da gestire. Il terzo giro è stato quello più difficile, ma ho tenuto bene e ho potuto affrontare in quarto con una certa serenità.»
 
Compton, 34enne senza storia nel circuito, ma con una vicenda umana da brividi per due trapianti di cuore, è stato l’avversario di Kaymer che forse ha creduto di più in un possibile aggancio e si è avvicinato parecchio a metà strada del quarto turno (tre birdie e due bogey in dieci buche), poi però ha improvvisamente ceduto e con tre bogey per il 72 (+2) ha prenotato comunque un secondo posto che probabilmente gli cambierà il futuro.
Fowler, dopo un doppio bogey alla buca 4, ha cercato di non danneggiare ulteriormente lo score: ci è riuscito pur un’altalena di tre birdie e altrettanti bogey per il suo 72, con il rammarico di essersi fatto riagganciare da Compton per un errore alla 17ª.
 
I quattro giri di Francesco Molinari hanno avuto un denominatore comune nella partenza ad handicap: anche nell’ultimo si è gravato di due bogey quasi in avvio.
Ha parzialmente recuperato con l’unico birdie alla buca 9, quindi la svolta in negativo sui tre green successivi.
Alla 10ª ha mancato il birdie e alla 11ª ha preso tre putt che si sono portati dietro un altro bogey alla 12ª.
Alla 16ª il quinto bogey di giornata per il 74 (+4).
Le premesse, con il sesto posto dopo un giro, erano state buone, poi è rimasto per due turni stabile al 14° posto, ma alla fine non è riuscito a dar corpo all’obiettivo di portarsi tra i primi dieci.
Come detto, ha comunque ottenuto il miglior risultato nei sei US Open disputati dopo la 27ª posizione nel 2009, la 29ª nel 2012 e tre tagli.
 
Kaymer, trent’anni da compiere a dicembre, aveva dato un segnale tangibile della sua crescita con il successo nel Players Championship, a maggio, tornando alla ribalta dopo un periodo grigio seguito ai momenti felici in cui era stato anche al vertice del World Ranking.
Nel suo palmares, insieme ai due major, figurano anche una vittoria nel WGC (HSBC Champions, 2011) e otto nell’European Tour.
Per la sua entusiasmante corsa di testa ha ricevuto un assegno di 1.620.000 dollari su un montepremi di nove milioni di dollari.

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