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Gianni Depaoli e le sue «testimonianze dal mare» – Di Daniela Larentis

L’artista sarà presente con una delle sue opere a TecnoNart, la mostra-evento che si terrà a breve a Sanzeno, Trento

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TecnoNart, la straordinaria mostra-evento in cui verranno rappresentate tecnologia, natura e arte perfettamente coniugate e integrate tra loro nel rispetto dell’ambiente, è ormai prossima, verrà inaugurata in giugno a Sanzeno, Trento, e durerà fino ad agosto 2015.
Sarà presente al prestigioso evento con una sua opera anche Gianni Depaoli, l’artista che riesce a trasformare elementi apparentemente destinati alla decomposizione in straordinarie creazioni, le quali hanno anche un valore altamente simbolico, sollecitando l’attenzione dell’opinione pubblica sui problemi legati all’equilibrio ecologico e alla vita del mare, al suo sfruttamento e al rispetto nei confronti di questa preziosissima risorsa.
Le sue opere sembrano suggerire la necessità di preservare la biodiversità al fine di mantenere l’equilibrio ecologico dell’intero pianeta e sembrano volerci ricordare che l’uomo non è il padrone della natura, piuttosto dovrebbe esserne un custode attento.
L’uomo è parte di un tutto che comprende il concetto stesso di natura.
 
È l’artista stesso a descriverci il suo percorso.
«La mia ricerca e sperimentazione si propone di nobilitare lo scarto organico, ultimo anello della filiera alimentare, quale Medium per ricordare la parte edibile che ci ha nutrito. Grazie a movimenti poetici e sinuosi delle dita, trasformo questo scarto in opere altamente simboliche.
«Un intervento che serve a bloccare e conservare le fantastiche caratteristiche che la natura ci regala: le venature, le escrescenze, gli strappi, i tagli, i colori. Doni della natura che cerco di conservare, esaltare, cristallizzare. E anche l’inchiostro organico - opportunamente trattato - diventa l’attore protagonista di una fantastica esplosione di nuova vita
 

 
Un’artista, Gianni Depaoli, che ha al suo attivo numerosissime esposizioni, sia in Italia che all’estero.
Ricordiamo le principali: 2008 - Ivrea-Installazioni Olivetti-Fondazione N.Capellaro, 2009 - Messina–Museo Acquario Civico-Installazione luminosa inclusione di abissali - Ivrea-Museo Civico Garda–Allarme Ambiente, 2010 - Genova Atelier Palazzo Ducale European Week for Waste Reduction e Mediterranea - Hangzhou (Cina)Teatro Stabile di Hangzhou-Only Italy - Parigi–Carrousel du Louvre–Art Shopping - Dhubai–The Bride Show–Wedding Day -Utrecht Open Air Fair 201 -Amsterdam - Affordable Art Fair Amsterdam 2010 - 2011 - Milano–AAM–Spazio Eventiquattro Selective Art Parigi Curatrice Martina Cavallarin - Genova–Galleria d’Arte Moderna: ROSSOMARE. a cura di Maria Flora Giubilei -54° Biennale di Venezia–Padiglione Italia di Vittorio Sgarbi - L’Arte non è cosa nostra. 2012 - Montecarlo-Art Monaco Grimaldi Forum -Montecarlo GemLucArt -Montecarlo Ambasciata Italiana Prede e Predatori-Venaria Reale mostra Hop.e curato da Francesca Canfora 2013 -Torino Millennium al Museo di Scienze Naturali di Torino 1° classificato con EkoVespa, -Pontedera Museo Giovanni Alberto Agnelli Fondazione Piaggio EkoVespa in permanenza. - Milano AAM sede Sole 24 Ore con Eko500 Project, -Montecarlo GemLucArt auditorium Ranieri III -Torino Paratissima Skincodes curato da Francesca Canfora, 2014 -Genova ArtGenova -Roma concorso SERR 2014 Palazzo Valentini - Montecarlo inserimento sul volume L’Ambasciata Italiana nel Principato di Monaco - Montecarlo GemLucArt 1° Classificato per Tema e Tecnica - Salerno - Biennale Arte . Palazzo Fruscione, 2° premio opera KORR - Bologna JamBo Art - La Morra – etichetta Strade del Sale – 40° Vendemmia Fallegro Poderi Gagliardo - Bergamo BAF- Novara – 14° Premio Nazionale d’ Arte – Città di Novara, Palazzo Renzo Piano.

Organico VIS, FAO 27.

Collezioni permanenti in musei e collezioni: Genova Galleria Arte Moderna di Genova Nervi, opera I.E.F. 2010, Genova AMIU Uffici direzionali opere Rebirth – BN1 – Gabbiani 2011 Torino Museo A come Ambiente, Installazioni interattive per progetto Energie Alternative di Auchan - Ivrea Fondazione Natale Capellaro – Museo Tecnologic@mente, Installazioni in metacrilato e macchine Olivetti –Messina Museo Acquario Civico Installazione luminosa resina e inclusione di pesci abissali - Montecarlo Ambasciata Italiana nel Principato di Monaco, scultura Prede e predatori , sul tema dell’ecosostenibilità, biodiversità, nutrizionev - Vicenza Parco Querini, installazione Seduta oleosa, Progetto concorso Panchine d’ Autore Pontedera Fondazione Piaggio installazione EkoVespa Project, Camo Museo a cielo aperto - Gabbie presentata in dialogo con l’ opera La Mattanza di Aligi Sassu, alla GAM di Genova.
Ha inoltre ricevuto prestigiosi premi, fra i quali ne ricordiamo solo alcuni: a Montecarlo, GemLucArt, Auditorium Ranieri III, opera Le jardin des caresses 1° Premio per Tecnica e Tema, a Torino Millennium Museo Scienze Naturali 1° classificato con EKOVESPA e a Salerno, Biennale Arte Contemporanea, Palazzo Fruscione, 2° premio opera KORR.
Nell’occasione gli abbiamo posto alcune domande.
 

Les jardin des caresses - nero - (particolare).
 
Il suo lavoro si fonda sui principi della ecosostenibilità e della biodiversità. Qual è esattamente il messaggio che vuole trasmettere attraverso le sue opere?
«Ricordarsi di rispettare la natura in tutte le sue forme. Se si utilizzano prodotti diversi, secondo stagionalità, disponibilità, cicli naturali, la natura sarà in grado di rigenerarsi e fornirci il necessario per il nostro sostentamento, in modo naturale e genuino.
«Se invece si utilizzano metodi di produzione intensiva, proiettata solo alla massificazione del profitto e della domanda, saremo destinati a nutrirci con prodotti artefatti e trattati con additivi che annullano stagionalità e genuinità.
«Molte specie si estingueranno, come sta già succedendo nei mari di tutto il mondo con tonni e merluzzi. Le tecniche di fermo biologico, adottate già da molti anni nei mari del Nord Atlantico stanno portando risultati accettabili sulla salvaguardia di alcune specie, è auspicabile che ciò venga recepito in tutti i paesi.»
 
Quando si è avvicinato all’arte per la prima volta?
«Fin da piccolo dipingevo e mio padre mi aveva insegnato a disegnare, ma mai avrei pensato di esporre i miei lavori anche perché li consideravo estremamente normali e banali.
«Tutto è iniziato nel settembre del 2007, quando un direttore coraggioso come Marco Valle del Museo E. Caffi dopo aver visto un mio progetto ancora allo stato embrionale decise di dedicarmi un’intera mostra: Mare Nero. Quel numero esiguo di opere - appena sette - hanno rappresentato la mia prima uscita pubblica.
«Da quell’esordio piuttosto fortunato partì un tam tam che coinvolse molti altri musei. Da quei giorni, le mie Constatazioni - così le chiamo e non denunce, in quanto situazioni da sempre sotto gli occhi di tutti - sono state esposte in molti musei e luoghi di eventi.»
 
Qual è stata la sua formazione?
«Non ho una formazione artistica sono un autodidatta con un grande desiderio di comunicare le mie emozioni, il mio amore per la natura e la mia rabbia verso l’indifferenza diffusa.»
 
Come è nata l’idea di utilizzare elementi altrimenti destinati alla decomposizione?
«Dal mio esordio ho sempre utilizzato materiale povero, di scarto, per creare le mie opere, ferro, legno, sacchi, polveri di smog, ruggine e molto altro. Ho poi deciso di spostare la mia sperimentazione sull’ elemento organico per celebrare un prodotto: il pesce, che ha segnato la mia esistenza.
«Discendo, infatti, da quattro generazioni di operatori del settore ittico e ho imparato nell’ arco del tempo a conoscere e rispettare questo prodotto e il suo habitat. È un progetto al quale sto lavorando da circa due anni. Oggi penso di aver raggiunto un risultato piuttosto soddisfacente.
«Il 2014 vede la nascita di Teuthoidea, un’ulteriore sfida innovativa dove utilizzo pelli di calamari e seppie con interventi pittorici vergati con il loro inchiostro. Un lavoro che enfatizza la spettacolarità della natura, così perfetta nel creare tessuti tanto meravigliosi.
«Un progetto nel quale mi limito a creare forme astratte e fantastiche che quasi inconsciamente - utilizzando bisturi e attrezzi medici - prendono forma davanti a me. Naturalmente, una volta elaborato questo processo, si deve procedere alla conservazione. Un altro aspetto piuttosto complicato ma anch’esso affascinante.»
 

Cassetta organico NEDERLANDSE VISSERS 35X35 - Gianni Depaoli 02.2010.
 
Cosa presentera a TecnoNart, la mostra-evento che si terrà a breve a Sanzeno, Trento?
«Presenterò il musetto storico della Fiat 500 rivestito di pelle di salmone Norvegese, la continuazione del progetto nato con l’opera EkoVespa Project che ora è in permanenza alla Fondazione Piaggio – Museo Giovanni Alberto Agnelli di Pontedera.
«Eko500 Project rappresenta il viaggio immaginario di una Fiat 500 nel mondo. La pelle di pesce che la riveste, identifica la Multietnicità del leggendario marchio.
«L'opera fa parte del complesso progetto Organic Trash Art, che valorizza e nobilita lo scarto del pesce.»
 
Fra le varie esposizioni fatte c’è una mostra che ricorda in modo particolare?
«Sì, il progetto che mi ha dato la possibilità di approdare alla Galleria d’Arte Moderna di Genova, diretta da Maria Flora Giubilei con la quale è nata un’idea sicuramente bizzarra: quella di inquinare il museo abbinando opere dissacranti, quali le mie, ai capolavori dell’esposizione.
«Un azzardo che porterà alla realizzazione di un intero catalogo Rossomare, sommato a una proroga di altri tre mesi e a una pagina su Da Genova per Genova, un libro di Andrea Ranieri, assessore alla cultura del capoluogo ligure. Una grande soddisfazione...»
 
Progetti futuri?
«Ho già proposto a più di un operatore una performance alquanto bizzarra, ma non ho ancora trovato nessuno che abbia compreso appieno il forte messaggio di solidarietà che esprime e il coraggio di svilupparlo, è un progetto ambizioso di utilità e aggregazione sociale, beneficenza, da sviluppare durante un evento.
«Le confido solo il titolo, Banchetto Solidale, nella speranza che leggendo questa intervista a qualche operatore del settore artistico nasca la curiosità di approfondire questo interessante progetto e si metta in contatto con me.»
 
C’è infine un’ulteriore riflessione legata alle questioni ambientali che nasce spontanea pensando al lavoro artistico di Gianni Depaoli, ossia che ogni nostra scelta ricadrà sulle generazioni future, abbiamo quindi delle responsabilità.
Anche questo sembrano suggerirci le sue affascinanti opere.
 
Daniela Larentis – d.larentis@ladigetto.it

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