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Al via il «Progetto europeo Life Franca»

Il tema del rischio idrogeologico in ambiente alpino affrontato con un progetto per diffondere la cultura dell’anticipazione e la prevenzione dei fenomeni alluvionali

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Le condizioni di rischio idrogeologico, in Italia, sono legate sia alle caratteristiche geomorfologiche, idrografiche e climatiche del territorio, sia al forte incremento delle aree urbanizzate, avvenuto spesso in assenza di una corretta pianificazione territoriale.
In questo contesto, il territorio trentino presenta un reticolo idrografico fitto e complesso, con numerosi piccoli bacini montani e grandi corsi d’acqua di fondovalle.
La geomorfologia del territorio, l’uso del suolo e gli eventi meteorologici scatenanti rendono questa regione vulnerabile rispetto ai fenomeni alluvionali, basti pensare che gli eventi di piena in Trentino sono tutt’altro che rari (15 nel solo 2015).
Per aumentare la consapevolezza, oggi ancora scarsa, della pericolosità alluvionale che riguarda la nostra regione è stato avviato LIFE FRANCA, progetto di comunicazione del rischio alluvionale in ambiente alpino che coinvolge l’Università degli Studi di Trento, l’Università degli Studi di Padova, il Servizio Bacini Montani della Provincia autonoma di Trento, l’Autorità di Bacino del fiume Adige, il MUSE, Museo delle Scienze di Trento e l’azienda Trilogis.
 
Il progetto ha l’obiettivo di sviluppare una cultura del rischio alluvionale attraverso un processo partecipato tra i soggetti interessati: cittadini, tecnici e amministrazioni.
LIFE FRANCA, acronimo di Flood Risk Anticipation and Communication in the Alps, è un progetto triennale focalizzato sulla comunicazione del rischio alluvionale e sull’applicazione delle tecniche di anticipazione agli eventi calamitosi.
L’obiettivo che si pone è di favorire la crescita di una cultura dell’anticipazione e prevenzione dei fenomeni alluvionali nella realtà alpina del Trentino, attraverso l’analisi e la modifica mirata dei comportamenti socioculturali collettivi, delle modalità decisionali e della visione della popolazione nei confronti dei rischi ambientali del proprio territorio.
Nella consapevolezza che la sicurezza totale non può essere garantita.
Il progetto è coordinato dal prof. Roberto Poli, Cattedra UNESCO sui sistemi anticipanti e direttore del master in previsione sociale.
  

 
Gli enti partner del progetto sono: Università degli Studi di Trento - Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale e Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica; Università degli Studi di Padova - Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-forestali; Servizio Bacini Montani della Provincia Autonoma di Trento; Autorità di Bacino del Fiume Adige; MUSE, Museo delle Scienze di Trento e Trilogis Srl, azienda italiana specializzata in geografia informatica.
Il progetto è focalizzato sull’ambiente alpino. I «casi studio» sono localizzati nella Provincia di Trento e sono individuati in base alla pericolosità alluvionale, alla vulnerabilità del territorio e alle attività economiche prevalenti (industria, agricoltura, turismo).
Alcune azioni di LIFE FRANCA interesseranno inoltre l’intero distretto dell’Alto Adriatico (dal Friuli Venezia Giulia al Trentino).
I risultati ottenuti potranno essere applicati anche ad altri rischi naturali connessi ai cambiamenti climatici, così come ad altre aree del territorio nazionale.
 
La prospettiva adottata dal progetto sarà quella dell’anticipazione, ossia la capacità di interpretare e aggregare informazioni da diversi contesti, con lo scopo di «anticipare» futuri possibili e quindi migliorare il processo decisionale.
Questo processo include la ricostruzione del passato, la costruzione condivisa di visioni del futuro e l’elaborazione di trasformazioni da attuare nel presente.
L’approccio anticipante risulta essere particolarmente utile per proiettare le comunità nelle condizioni previste dai modelli climatici.
LIFE FRANCA è realizzato grazie al contributo LIFE, lo strumento finanziario dell’Unione Europea che supporta le azioni di conservazione della natura, di protezione dell’ambiente e di mitigazione del cambiamento climatico.
Il budget totale del progetto è pari a 1,058,242 €, di cui circa il 60% è finanziato dalla Comunità Europea.
  

 
 LE AZIONI PREVISTE 
Per raggiungere l’obiettivo, LIFE FRANCA agirà su diversi fronti, coinvolgendo pubbliche amministrazioni, cittadini e categorie professionali che operano nel campo del rischio alluvionale come geologi, ingegneri, architetti, ma anche giornalisti o assicuratori.
I partner del progetto saranno impegnati su più fronti per concorrere a sviluppare una cultura del rischio alluvionale e migliori strumenti di comunicazione.
Il progetto prevede una prima fase di analisi e riorganizzazione di tutti i dati disponibili sul rischio alluvionale a livello trentino condotta da parte dell’Università di Padova.
I dati raccolti verranno utilizzati per la produzione di un set di scenari strategici, utili a valutare gli impatti dei possibili fenomeni alluvionali in chiave futura.
Per costruire questi scenari il Dipartimento di Sociologia e di ricerca sociale dell’Università di Trento realizzerà degli incontri che coinvolgeranno i soggetti interessati nelle tre aree di studio selezionate in provincia di Trento.
Per promuovere un approccio anticipatorio nei confronti del rischio alluvionale, i cittadini verranno coinvolti in un esercizio sociale detto dei «Tre orizzonti» che li spingerà a proiettarsi negli scenari futuri.
Il partner Trilogis realizzerà un geo-portale che diventerà il punto di riferimento per chiunque voglia avere informazioni aggiornate e corrette sulla situazione idrogeologica della provincia di Trento.
 
Questo strumento servirà a garantire un’ampia diffusione e comprensione dei fenomeni alluvionali e dei rischi connessi.
Il portale verrà realizzato utilizzando le banche dati definite e fornite dalla Provincia Autonoma di Trento (Bacini Montani) e sarà diverso da altre piattaforme dedicate tradizionali (ad esempio quelle per le simulazioni idrodinamiche), in quanto non sarà creata un’interfaccia per raggiungere solamente gli esperti, ma diversi gruppi di utenti (amministratori, tecnici, cittadini, giornalisti ecc.).
Il geo-portale sarà continuamente aggiornato con dati forniti dai servizi tecnici della Provincia, ma anche dai cittadini (che potranno segnalare anomalie, ad esempio delle opere di difesa idraulica o simili).
Al fine di diffondere un più elevato livello di competenza nel comunicare i rischi del territorio, particolare attenzione sarà dedicata alla formazione e aggiornamento di professionisti, amministratori e giornalisti.
Il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento coordinerà quindi una serie di corsi di aggiornamento, differenziati nei contenuti a seconda del target: tecnici, giornalisti, amministratori.
Questa formazione mira a creare una rete di professionisti in grado di interpretare e comunicare in maniera corretta a cittadini e stakeholder i diversi aspetti collegati al rischio alluvionale.
Pari importanza verrà data all’educazione e divulgazione nei confronti del mondo scolastico.
Il MUSE infatti progetterà attività laboratoriali, escursioni per studenti e un corso di aggiornamento per docenti.
Verranno inoltre realizzate mostre itineranti e una serie di incontri per il pubblico con gli esperti, nel contesto informale dei Science Café e di altri eventi ad hoc.
 
LIFE FRANCA è anche un progetto pilota nell’individuazione di strumenti e metodologie generali che sviluppino una cultura del rischio alluvionale e promuovano l’anticipazione come approccio alla sua gestione.
I risultati ottenuti potranno essere applicati anche ad altri rischi naturali connessi ai cambiamenti climatici, così come ad altre aree del territorio nazionale.
Per tutta la durata di LIFE FRANCA l’Autorità di Bacino del Fiume Adige si occuperà di istaurare relazioni e collaborazioni con altri stakeholder, enti o associazioni che non sono tra i partner di progetto, ma che sono interessati ai suoi risultati, come le regioni vicine o le diverse Autorità di Bacino.
 
Il prof. Roberto Poli, coordinatore di LIFE FRANCA, presenterà il progetto per la prima volta al pubblico nell’ambito della conferenza-dibattito che si terrà il 24 novembre alle 20.45 al MUSE, dal titolo «Il dissesto idrogeologico.
Gestire l’inevitabile, evitare l’ingestibile, dall’Italia al Trentino».

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