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Sostegno allo sviluppo: un nuovo Patto fra Provincia e imprese

Investimenti, ricerca, occupazione: il bilancio di metà legislatura con l'assessore Alessandro Olivi – Interessati 6.647 lavoratori di cui oltre un migliaio assunti ex-novo

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Negli ultimi 3 anni, le politiche di sostegno allo sviluppo delle imprese in Trentino hanno conosciuto un cambio di paradigma.
Alcuni degli elementi-chiave di questo cambiamento sono: maggiore sostegno alla ricerca e all'innovazione, più attenzione alla qualità degli investimenti (tecnologie, infrastrutture produttive), ricadute certe e verificabili. Il cambio di passo ha come «motore» l'approccio negoziale, che ha permesso a Provincia, imprese e parti sociali di mettere a punto progetti condivisi, contenenti obiettivi chiari e predeterminati.
Le parole d'ordine del modello sono dunque in sintesi: partecipazione, trasparenza, orientamento ai risultati e loro verifica ex-post.
 
Tutto questo si è tradotto in due percorsi fondamentali: i progetti di Trentino sviluppo (protocolli d'intesa e altri interventi analoghi sottoscritti con le aziende) e gli accordi negoziali previsti dalla legge unica sull'economia (la 6 del 1999, che disciplina il sostegno provinciale alle imprese).
Il tema è stato affrontato stamani dal vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi, che ha tracciato un bilancio degli strumenti utilizzati dalla Provincia autonoma dall'inizio della 115esima legislatura.
Alcuni dati di sintesi: sono stati sottoscritti 71 fra accordi negoziali e protocolli d'intesa, che hanno coinvolto in maniera diretta 151 imprese (a cui si aggiunge tutto l'indotto). L'occupazione complessivamente coinvolta ammonta a 6.647 unità.
Di queste, 1.076 sono - o saranno, a regime - nuovi posti di lavoro, creati sulla base del contenuto negli accordi stessi.
Gli accordi negoziali hanno comportato investimenti per quasi 69 milioni di euro, di cui 28,2 da parte della Provincia. I protocolli siglati con Trentino Sviluppo hanno comportato invece investimenti privati per 172 milioni di euro e 63 milioni di investimento pubblico.
 
«Sono numeri significativi – sottolinea il vicepresidente Olivi – che testimoniano del valore del cambio di registro che abbiamo impresso alle nostre politiche.
«Il dato fondamentale però riguarda i criteri ispiratori: non più i contributi a pioggia del passato, ma interventi concertati fra tutti gli attori del sistema, rivolti ad imprese che a loro volta si impegnano ad investire, per generare una forte “spinta” verso l'innovazione e la crescita della competitività del tessuto economico trentino. Il senso di responsabilità manifestato da aziende e sindacati nelle varie fasi delle consultazioni che precedono la firma dell'accordo, e la consapevolezza che le risorse messe a disposizione dalla Provincia devono generare effetti virtuosi per l'intero territorio, hanno consentivo l'avvio o il rafforzamento di molteplici iniziative imprenditoriali.
«Benefici si sono avuti anche per le imprese fornitrici delle aziende firmatarie. Infine, accordi e protocolli hanno stabilito di volta in volta una “road map” per l'assunzione di nuovo personale o per il consolidamento di quello già in servizio, nonostante la crisi.
«Sono risultati che riflettono la nostra idea di Autonomia: uno strumento fondamentale per lo sviluppo del territorio ma anche una pedagogia, una via per condividere decisioni e risultati.»
 
Momento di bilancio dunque stamani  per il vicepresidente Olivi sulle politiche di sostegno allo sviluppo imprenditoriale messe a punto negli ultimi 3 anni.
Da un lato la procedura negoziale, strumento previsto dalla legge 6/99, impiegato in particolare per sostenere investimenti nel campo della ricerca applicata e comunque strategici, dall'altro i protocolli d'intesa sottoscritti da Trentino sviluppo, che supportano le aziende che si insediano in Trentino o che consolidano la loro posizione con strumenti di diversa natura, dalla messa a disposizione di un compendio industriale all'erogazione di prestiti (leasing immobiliare, prestito obbligazionario o quant'altro).
Fondamentali in entrambe i casi gli impegni che l'impresa si assume, in particolare con la messa a punto di un piano industriale condiviso con le rappresentanze sindacali e gli altri soggetti coinvolti.
 
 Vediamo di riepilogare alcuni dati 
Progetti e interventi di Trentino Sviluppo.
I Protocolli d'intesa siglati da Trentino Sviluppo con le aziende prevedono la messa a disposizione dell'azienda di tutta una serie di strumenti e facilities - in ambito finanziario, immobiliare, per il supporto tecnico-scientifico, per la formazione dei dipendenti - al fine di favorire il suo insediamento in Trentino o la sua crescita industriale.
Coinvolgono anche le rappresentanze dei lavoratori e gli altri soggetti di volta in volta mobilitati (università, enti e istituti di ricerca o di istruzione, enti locali) e vincolano  l'azienda al raggiungimento di particolari obiettivi di carattere occupazionale.
 
Nel corso della XV legislatura Trentino Sviluppo ha firmato 37 protocolli che hanno coinvolti in tutto 80 aziende, finalizzati fra l'altro all'insediamento di nuove realtà produttive in Trentino (Vetri Speciali, Fly, Dr. Schär, gruppo Bonfiglioli solo per citarne alcune), al potenziamento di quelle già esistenti oppure alla ridestinazione di compendi industriali dismessi.
Ciò ha prodotto un incremento occupazionale di 850 addetti e un'occupazione consolidata, a regime, di quasi 2.735 addetti.
Importante anche l’effetto leva calcolato sulle operazioni condotte da Trentino Sviluppo nel 2015: ogni euro investito in asset produttivi da parte della società provinciale genererà in cinque anni 9 euro di indotto complessivo sul territorio trentino.
 
Gli interventi di Trentino Sviluppo hanno inoltre consentito di accrescere le sinergie fra il mondo dell'impresa ed il sistema  della ricerca e dell'alta formazione del Trentino - uno dei principali fattori di attrattività del territorio - e di riutilizzare spazi per l’insediamento di nuove attività (uffici e insediamenti produttivi), o per il loro ampliamento e/o ristrutturazione.
 
Accordi negoziali (legge unica sull'economia 6/99).
Nella XV legislatura sono stati siglati 34 accordi negoziali, che hanno coinvolto 71 aziende. Anche qui, la firma è avvenuta  nell'ambito di tavoli che hanno visto coinvolti tutti i soggetti interessati, Provincia, impresa, sindacati.
Gli accordi negoziali prevedono l'erogazione alle imprese, da parte della Provincia, di contributi finanziari a sostegno degli impegni di natura imprenditoriale che l'azienda si assume.
Fondamentale anche in questo caso il raggiungimento o il mantenimento di precisi livelli occupazionali concordati con le parti sociali.
 
Gli accordi negoziali riguardano essenzialmente due tipologie di interventi: progetti di ricerca o investimenti fissi. La maggior parte degli investimenti, 43,2 milioni di euro sui 68,8 totali, è andata al sostegno alla ricerca applicata.
Complessivamente gli accordi hanno portato al consolidamento di  3.912 addetti, all’incremento di 226 occupati e all’impegno a formare 176 giovani, utilizzando principalmente lo strumento della Garanzia Giovani. Gli impegni occupazionali sono soggetti a controllo da parte di Apiae, mentre l’impegno relativo all’occupazione giovanile è monitorata tramite l’Agenzia del Lavoro.
 
 La differenza fra le due principali tipologie di accordo negoziale 
Gli accordi per nuovi progetti di ricerca sono previsti dalla legge 6 con percentuali di contributo pubblico che per una piccola impresa può arrivare fino all’80% della spesa ammessa.
Questa voce è al primo posto per numero di procedure avviate e anche per le ricadute economico/sociali prodotte.
Il contributo provinciale  è stato di 25,6 milioni di euro. Il sostegno all'occupazione giovanile ha toccato in quest'ambito quota 130 unità.
L'indotto a beneficio della rete di fornitori locali delle imprese firmatarie è stato pari a 30,5 milioni di euro.
Particolarmente significativi anche i rapporti di collaborazione stabiliti fra le imprese coinvolte e il sistema dell'alta formazione e della ricerca trentino, il polo della Meccatronica, Manifattura Domani, ma anche l'insieme delle amministrazioni e dei servizi pubblici.
 
Gli accordi per investimenti fissi rappresentano la seconda più importante tipologia di accordi negoziali. Qui l'investimento da parte della Provincia è stato pari a 2,6 milioni.
L'investimento privato invece di 25,6 milioni di euro.

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