Home | Interno | Esiste un legame particolare tra il Trentino e la Grecia

Esiste un legame particolare tra il Trentino e la Grecia

Il direttore dell’Ufficio beni archeologici Franco Nicolis al Consiglio Europeo di Archeologia

Si è svolto nei giorni scorsi ad Atene, presso il nuovo Museo dell’Acropoli, il 18° simposio dell’European Archaeological Council (EAC) dedicato alla gestione del patrimonio culturale, al quale ha preso parte anche Franco Nicolis, direttore dell’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento.
Tema dell’incontro, al quale hanno partecipato rappresentanti di vari Paesi europei, «Il coraggio di scegliere. Fare la scelta giusta nella gestione del patrimonio archeologico».
Come conciliare la salvaguardia e il valore scientifico delle scoperte archeologiche con le necessità della società?
Come assicurare la trasparenza delle decisioni e fare in modo che la cittadinanza venga adeguatamente informata?
Come rendere accessibile la conoscenza e i dati acquisiti ad un pubblico più ampio?
Questi sono solo alcuni degli interrogativi affrontati nel corso del convegno che ha posto le basi per un più ampio confronto e per una maggiore cooperazione a livello europeo.
 
Franco Nicolis ha portato l’esperienza della Soprintendenza trentina, ponendo l’attenzione sulla collaborazione tra pubblico e privato, pur nella garanzia della tutela del bene archeologico, e sottolineando l’importanza del coinvolgimento di tutti gli stakeholder, soprattutto nella fase gestionale una volta conservati e musealizzati i resti archeologici.
Si tratta di un rapporto in divenire che nel prossimo futuro costituirà una sfida necessaria per una adeguata valorizzazione del patrimonio archeologico.
Nell’occasione Nicolis ha incontrato il prof. Emanuele Papi, nuovo direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene.
Esiste un legame particolare tra il Trentino e la Grecia che ha le sue radici nella scoperta che l’archeologo ed epigrafista roveretano Federico Halbherr fece a Creta nel 1884 quando, con molta fortuna ma con ancora maggiore caparbietà e determinazione, riuscì a mettere in luce, tra grandi pericoli e crescenti difficoltà, la più grande iscrizione greca mai scoperta, quella che contiene parte del codice delle leggi della città di Gortyna.
 
La scoperta ha portato Halbherr ad essere una figura di primo piano dell’archeologia moderna e ha dato un contributo essenziale a svelare la storia e l’archeologia dell’isola di Creta.
Dal 2012 una copia della Grande Iscrizione di Gortyna, realizzata dalla Provincia autonoma di Trento con l’apporto tecnico della Fondazione Bruno Kessler, è esposta all’interno della Voulì, il Parlamento greco.

Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (0 inviato)

totale: | visualizzati:

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Nella botte piccola...

di Gianni Pasolini

Campi da golf

di Francesco de Mozzi

Storia dell'Autonomia

di Mauro Marcantoni

Cartoline

di Bruno Lucchi

Amici a quattro zampe

di Fabrizio Tucciarone