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Dai rimborsi sui vitalizi 7 milioni per welfare e lavoro

Su un ammontare di 29 milioni complessivi, la Provincia ne ha incassati 17

La Provincia autonoma di Trento ha chiesto rimborsi sui vitalizi «gonfiati» per un totale di 29 milioni di Euro.
Di questi, solo 17 sono stati effettivamente incassati. Gli altri sono relativi a ricorsi pendenti attivati da chi non ha voluto restituire le prebende.
Aggi sono stati approvati definitivamente i progetti finanziati con il Fondo regionale famiglia e occupazione, alimentato appunto dalle restituzioni.

Puntare su iniziative in grado di generare nuovi posti lavoro e un aiuto concreto alle famiglie in maggiore difficoltà.
Queste le caratteristiche di una serie di progetti che saranno finanziati attraverso il Fondo regionale per il sostegno della famiglia e dell’occupazione, creato con le risorse ottenute dai rimborsi sui vitalizi.
Dopo il parere favorevole del Comitato dei garanti del Fondo, la Giunta provinciale li ha approvati oggi in via definitiva con una delibera del presidente Ugo Rossi.
La somma a disposizione della Provincia per il triennio 2017/2019 è di 6.917.857 euro.
Le risorse sono state ripartite in tre ambiti: occupazione (2.610.057 euro) sociale (2.154.010 euro) e famiglia (2.153.790 euro).
 
Nella scelta, il tavolo di lavoro, coordinato dalla Direzione generale della Provincia, ha privilegiato, per quanto concerne l'ambito dell'occupazione, progetti di immediata attivabilità e capaci di generare nuovi posti di lavoro, ovvero di favorire l'accompagnamento al lavoro.
All'interno degli ambiti famiglia e sociale sono stati selezionati i progetti mirati alla creazione di un aiuto concreto a sostegno delle persone fragili e delle famiglie in maggiore difficoltà ed al sostegno delle funzioni educative e di cura delle relazioni familiari.
«L’importante – ha detto il presidente Ugo Rossi commentando l’approvazione della delibera – è concentrarsi sugli interventi in grado di rispondere alle concrete esigenze riscontrate sul territorio, segnalate dalle associazioni dei familiari e dagli operatori della realtà sociale, con una specifica attenzione alle categorie di destinatari poco o per nulla raggiunti da interventi già esistenti.»
 
Fra i 23 progetti individuati, da segnalare quello della «costruzione reti di famiglia» che si configurerà come un'operazione innovativa per l'attivazione di percorsi di accoglienza familiare, al fine di contrastare le situazioni di fragilità.
Altro progetto di grande valenza sociale, quello a favore dell'inserimento lavorativo di persone disabili di età superiore ai 45 anni.
Per l'attuazione dei progetti che coinvolgono realtà del privato sociale, la Provincia attiverà procedure di bando idonee a selezionare le associazioni e gli enti interessati, garantendo trasparenza e partecipazione.

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